«Una legge urbanistica pericolosa», martedì il duello in Consiglio regionale

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4918

ABRUZZO. Martedì approderà in Consiglio regionale la nuova legge urbanistica sulla quale si è registrato il voto a favore in commissione del centrodestra e del Pd.

Nettamenti contrari i consiglieri di Rifondazione, Maurizio Acerbo, e dei Comunisti Italiani, Antonio Saia.
«A nostro parere», dicono i due, «un testo così articolato e complesso avrebbe meritato un appropriato approfondimento in commissione».
E' vero che sul testo hanno lavorato prima la giunta Pace e poi la giunta Del Turco, ma per i due consiglieri «come indica la recente storia abruzzese questo non è sicuramente un titolo di merito. Anzi».
Sul numero in edicola del settimanale Carta uno dei più autorevoli urbanisti italiani Vezio De Lucia ben evidenzia le criticità della nuova legge(l'articolo è disponibile on line [url=http://www.eddyburg.it/article/articleview/14331/0/293/]qui[/url] ). Già nel 2006 sul sito del decano dell'urbanistica italiana Edoardo salzano era apparsa un'analisi impietosa della proposta di legge (qui [url=http://eddyburg.it/article/articleview/9686/0/265/]qui[/url]) a firma dello scomparso Luigi Scano.
«Impossibile riassumere tutti i punti che ci vedono critici rispetto a un testo inutilmente prolisso e bizantino», dicono Acerbo e Saia
«Ci limitiamo a segnalare soltanto alcune questioni: basta leggere l'articolo sulla disciplina delle zone del territorio a vocazione agricola e a rilevanza ambientale: non è considerato meritevole di tutela l'intero spazio aperto, come da lustri hanno stabilito altre leggi regionali,  ma solo le parti appositamente individuate».
Infatti il comma 3 dell'art.6, micidiale,  prevede che i Comuni individuano zone che “pur caratterizzate come rurali, non presentano un particolare interesse alla coltura agricola, né una spiccata valenza ambientale”, e perciò possono essere oggetto di trasformazione edilizia a uso residenziale con indice 0,03 e lotto minimo di 10.000 mq.
Acerbo e Saia contestano anche la «quantità spropositata di strumenti» di pianificazione e ambiti d'intervento.
«Una foresta di nuovi istituti», spiegano, «inedite nomenclature, acronimi di nuovo conio, che sembrano fatti apposta per perdere ogni riferimento e per rendere impossibile la partecipazione e il controllo dal basso».
«Particolarmente preoccupante», sarebbe, inoltre, «il combinato disposto tra nuova legge urbanistica e il nuovo piano paesaggistico regionale che non a caso è stato appaltato a una società esterna». Inoltre «si pongono anche problemi di democrazia relativi al ruolo del Consiglio Regionale visto che l'approvazione della Carta dei Luoghi e del Paesaggio, definita fondamento di tutta l'attività pianificatoria  , è attribuita alla Giunta Regionale».
« Ci fermiamo qui perché crediamo di aver già fornito abbondante materia di riflessione», commentano Acerbo e Saia, «ci domandiamo: quanti membri del Consiglio e della Giunta hanno effettivamente approfondito il testo? Non sarebbe il caso perlomeno di confrontarsi in sede appropriata e di verificare se le nostre sono soltanto preoccupazioni immotivate?
Noi daremo battaglia in Consiglio perché la Regione Verde d'Europa merita una legge che punti sulla salvaguardia del territorio e sulla vivibilità delle città, non uno strumento che incentiva la deregulation urbanistica e il prevalere degli interessi privati».
14/12/09 16.15