Petrolio, il Consiglio decisivo si avvicina. Verdi: «moratoria per 3 anni»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. In vista della ormai prossima discussione in Consiglio regionale sulle proposte di legge sulle attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi, WWF e Legambiente rivolgono un appello a tutti i consiglieri regionali. * AL MINISTERO ARRIVA LA VERTENZA BUSSI
Le due associazioni ambientaliste chiedono infatti che ci sia un pronunciamento forte ed unanime «per bloccare la deriva petrolifera in Abruzzo, sia a terra che in mare».
Mancano ormai solo due settimane al 31 dicembre 2009 quando terminerà la moratoria di fatto introdotta dalla legge del marzo 2008 (la cosiddetta Legge blocca Centro Oli): «purtroppo si è accumulato un grande ritardo ed è quindi necessario agire in fretta e bene», dicono Legambiente e Wwf.
L'auspicio delle associazioni è che i consiglieri lavorino insieme per giungere ad una legge efficace che garantisca un futuro sostenibile all'Abruzzo.
Dopo la proposta di legge a firma del Presidente Chiodi, anche partiti di minoranza hanno presentato ulteriori proposte di legge.
«È la prova», sostengono le due associazioni, «dell'interesse e dell'attenzione che giustamente ci sono su questo tema: si tratta ora di lavorare tutti per il bene comune, superando ogni battaglia di posizione così da dare un segnale chiaro ed univoco di tutto l'Abruzzo alle multinazionali del petrolio ed al governo centrale».
Un pronunciamento forte di tutto il Consiglio regionale e la grandissima mobilitazione che in questi ultimi anni ha visto fianco a fianco associazioni ambientaliste, comitati locali, associazioni di categorie, enti locali, forze produttive e singoli cittadini, riusciranno nell'intento di salvaguardare l'Abruzzo dei parchi e della qualità.
Il consigliere dei Verdi, Walter Caporale, ha annunciato invece che chiederà la moratoria per altri tre anni, integrando, rispetto alla Legge approvata un anno fa, il territorio di tutta la regione e non soltanto la Costa Teatina.
«Purtroppo», spiega l'esponente dei Verdi, «se il presidente Chiodi, finora solo yes-man di Berlusconi, non intercede con il “suo” presidente dei Ministri per la modifica di alcune leggi, la Regione Abruzzo non potrà mai scongiurare con le proprie forze il rischio di petrolizzazione».
Caporale presenterà quindi una mozione politica «per impegnare il Governo regionale ad intercedere definitivamente con quello nazionale, al fine di eliminare l'Abruzzo e possibilmente tutto l'adriatico dalle aree di interesse minerario».

14/12/2009 14.53


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AL MINISTERO ARRIVA LA VERTENZA BUSSI

ROMA. Oggi importante conferenza dei servizi al Ministero dell'Ambiente sul Sito di Bonifiche di Bussi. Si decide sul futuro delle megadiscariche e delle altre aree del sito.
Il Wwf, però, non ha partecipato sebbene sia stato protagonista nella vicenda circa le conseguenze sulle acque dell'inquinamento proveniente dalle discariche, che ha prodotto osservazioni puntuali e parzialmente accolte sulla procedura di perimetrazione del sito, che è parte lesa nel procedimento penale in corso, che gestisce per conto della Provincia di Pescara l'Oasi della Diga di Alanno, inclusa nel perimetro del sito di bonifiche.
Infatti, incredibilmente, l'associazione, che pure figura tra i soggetti convocati, si è vista recapitare la convocazione prevista per oggi, 14 dicembre, addirittura sabato 12 dicembre, quando gli uffici sono chiusi (la busta reca la data di spedizione del 9 dicembre). Ovviamente tale modalità di convocazione pregiudica la partecipazione.
Tantissimi sono i punti all'ordine del giorno, dalle aree Solvay alla messa in sicurezza d'emergenza delle megadiscariche, dalle aree della Edison a quelle della diga di Alanno e di Triano. Praticamente si tratta del cuore del procedimento che riguarda il futuro di mezzo milione di persone che vivono nella val Pescara.
Il Wwf ha provveduto stamattina ad inviare una lettera formale di protesta al Ministero dell'Ambiente, riservandosi di produrre osservazioni scritte ed, eventualmente, di attivare qualsiasi ulteriore procedura presso le sedi competenti per la salvaguardia dei propri diritti.
Il Wwf chiede agli enti regionali di convocare assemblee pubbliche per descrivere i progetti che riguardano il futuro del Sito di Bonifiche di Bussi e garantire la massima partecipazione della cittadinanza, come peraltro previsto dalla risoluzione della Commissione Ambiente del Parlamento sulla questione di Bussi.
14/12/09 15.57