Deficit sanitario, la Cna a Chiodi: operazione verità sui conti abruzzesi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Di Costanzo incontra Redigolo: «rischio per molti anni ancora di addizionali Irpef e Irap»

La Regione deve indicare subito la strada per il rientro dal deficit della sanità, perché non è più possibile scaricare su imprese e famiglie il buco nero generato dal sistema.
Tantopiù nel momento in cui, a livello nazionale, si annuncia un possibile inasprimento fiscale, con l'ulteriore ritocco verso l'alto delle aliquote di Irpef e Irap, che già fanno dell'Abruzzo la regione più tartassata d'Italia.
Lo afferma il direttore della Cna abruzzese, Graziano Di Costanzo, secondo il quale «il quadro delineato ieri a Roma, con la presentazione del “Patto per la salute” che il Governo intende sottoscrivere con le Regioni italiane, non prospetta nulla di buono per una realtà, come quella abruzzese, in cui i conti della sanità restano fortemente negativi nonostante il buon andamento del piano di rientro del debito».
A detta di Di Costanzo, «nel momento in cui volge al termine il mandato del commissario ad acta, Gino Redigolo, e le sue funzioni – sempre in base alle previsioni del “Patto per la salute” – si apprestano ad essere trasferite nelle mani del presidente della Regione, Gianni Chiodi, è necessario che la giunta spieghi agli abruzzesi a che punto sta l'iniziativa per riportare sotto controllo i costi del sistema. Di sicuro, in assenza di quegli interventi strutturali da più parti invocati, ma sin qui tradottisi nella modesta misura di ridurre a quattro le Asl abruzzesi e di sostituire i vecchi manager con commissari di propria fiducia, la Regione non può pensare di scaricare solo sulla collettività l'onere di un sistema sanitario che troppi vincoli – politici, campanilistici, corporativi – hanno sin qui reso impossibile da modificare in profondità per riportarlo in equilibrio».
«Nei giorni scorsi – dice il direttore della Confederazione artigiana abruzzese – ho avuto modo di incontrare il dottor Redigolo: il quadro che ha prospettato, a poche settimane dalla fine del suo mandato, non sembra confortare previsioni rosee, e lascia invece pensare che le misure “punitive” a carico di imprese e famiglie siano destinate a durare per molti anni ancora, per colpa soprattutto delle vecchie cartolarizzazioni e nonostante il piano di rientro stia rispettando per buona parte la sua tabella di marcia. In estate, Redigolo aveva indicato la strada per risanare il sistema attraverso soprattutto la drastica riduzione del numero esorbitante degli ospedali abruzzesi: disse che ne bastavano 10 per mantenere in efficienza il sistema, ma nessuno – neppure l'assessore alla Sanità, Venturoni – gli ha mai risposto seriamente. Forse è il caso, ora, di conoscere qualche opinione in proposito».

05/12/2009 14.36