Apprendistato, passa il ddl. «Legge classista e povera di contenuti»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nei mesi scorsi la IV Commissione Consiliare aveva licenziato con parere favorevole il disegno di legge sulla riforma dell'Apprendistato approvato dalla Giunta regionale. * ECCO COSA PREVEDE LA LEGGE
Il disegno di legge aveva ricevuto il voto favorevole dei componenti della maggioranza e dell'Udc, mentre i consiglieri dell'Idv e del Pd si sono astenuti. Il ddl è approdato in Consiglio regionale, dove è passato, ma non mancano contestazioni.
La riforma è nata come strumento per fronteggiare la dispersione scolastica e agevolare l'occupazione dei giovani abruzzesi, dotando le imprese di capitale umano qualificato a costi agevolati.
La norma vorrebbe migliorare il contrasto alla dispersione scolastica rendendo appetibile agli imprenditori la cosiddetta alternanza scuola/lavoro, garantendo ai minori un nuovo percorso formativo/lavorativo ad alto valore di inclusione sociale, grazie ai contratti di tipo A.
Si potrebbe così favorire l'occupabilità dei giovani dai 18 ai 29 anni mettendo a regime l'apprendistato di tipo B, che agevola l'inserimento lavorativo a costi contributivi praticamente nulli per le imprese e con due classi contrattuali in meno, per un massimo di sei anni.
Ci sarà anche un apprendistato di tipo C per laureati e specializzati.
I consiglieri di Rc, Maurizio Acerbo, e del Pdci, Antonio Saia hanno cercato con numerosi emendamenti di porre all'attenzione della maggioranza alcuni punti «critici» della legge.
«Dispiace», commentano i due, «che l'assessore Gatti abbia scelto una linea di chiusura rispetto a proposte che avrebbero consentito di migliorare il testo ponendo in essere regole a tutela dei giovani lavoratori e soprattutto volte ad evitare furbizie da parte di imprenditori spregiudicati».
Per Saia e Acerbo «l'aspetto peggiore della legge» è l'introduzione della tipologia di apprendistato «più controversa che non a caso altre regioni hanno evitato di inserire. Ci riferiamo all'estensione della possibilità di assolvimento dell'obbligo d'istruzione nei percorsi di apprendistato. Fortunatamente l'ansia da prestazione dell'assessore ha condotto all'approvazione di una norma comunque inapplicabile. Infatti l'obbligo di istruzione riguarda la fascia tra i 14 e i 16 anni e quindi contrasta con la legge approvata dal parlamento nel 2007 che ha elevato a 16 anni l'età dei minori per l'accesso al lavoro e quindi anche alle attività di apprendistato (che è pur sempre un contratto di lavoro)».
Senza l'abrogazione di questa previsione da parte del parlamento, è quindi impossibile accedere all'apprendistato a 14 anni e assolvere l'obbligo di istruzione in quel percorso.
«Ci ha davvero stupito», continuano Acerbo e Saia, «la superficialità con cui il Consiglio Regionale ha approvato una norma palesemente pensata per svuotare di sostanza l'innalzamento dell'obbligo di istruzione e anticipare probabilmente future norme del governo Berlusconi».

Per i due «la legge Gatti ripropone un vecchio doppio canale di sapore classista che divide gli studenti precocemente, sulla base delle condizioni soggettive di partenza, tra chi accede a percorsi di istruzione, e chi, più svantaggiato, è destinato ad un rapido inserimento nel mondo del lavoro».

Critico anche il capogruppo dell'Idv, Carlo Costantini, che ha parlato di «una legge povera di contenuti.
«Manca», ha spiegato Costantini, «un regolamento unico di attuazione e manca il necessario protagonismo pubblico delle attività da sostenere finanziariamente: resta concreto, quindi, il pericolo che l'attività della Giunta si riveli una sorta di attività “a sportello” con proposte elaborate di volta in volta per favorire le esigenze dei “formatori” e dei relativi Enti accreditati, molto più che le esigenze di sviluppo economico della Regione.
Unico dato positivo la constatazione che la Regione colma un ritardo che l'aveva resa una delle poche regioni ancora prive di una disciplina organica dell'apprendistato».

03/12/2009 11.37

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ECCO COSA PREVEDE LA LEGGE

«La Regione Abruzzo disciplina l'apprendistato colmando un vuoto legislativo che perdura da sette anni», ha spiegato l'assessore al Lavoro, Paolo Gattti.
«Consente ai giovani con meno di 30 anni di età, per una durata di sei anni», spiega l'assessore, «di ottenere un lavoro a contenuto formativo e all'azienda un risparmio di almeno due classi contrattuali, con il vantaggio di garantire all'apprendista una formazione professionale».
L'azienda che ha formato il giovane può decidere di trasformare il contratto di apprendistato in un rapporto di lavoro, a tempo pieno o parziale o a tempo indeterminato.
I livelli di apprendistato sono tre: apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere d'istruzione e formazione, apprendistato professionalizzante, apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione.
Nel primo caso l'attività è riservata ai giovani ed agli adolescenti che abbiano compiuto i quindici anni di età e che non siano in possesso di una qualifica professionale; nel secondo caso è volta a garantire lo sviluppo di competenze di base trasversali e tecnico professionali; nel terzo caso il contratto di apprendistato si attua attraverso la sperimentazione da realizzare nell'ambito di intese con Università, istituzioni scolastiche autonome e altri organismi di alta formazione.
Le aziende abruzzesi che fanno ricorso all'apprendistato risultano essere il 5%.
Una corsia preferenziale, nella strategia della Giunta regionale, l'avrà anche l'apprendistato per l'alta formazione «una occasione - ha aggiunto Gatti - che certamente limiterà la fuga dei cervelli perché anche i giovani talenti, con competente elevate, possono trovare nelle aziende abruzzesi una possibilità di inserimento; e le aziende, dal canto loro, compiere un salto qualitativo umano e professionale».
Tutte le attività disciplinate con la legge sull'apprendistato saranno finanziate parte con il fondo sociale e parte con le risorse proprie di bilancio «perché - ha osservato l'Assessore - c'è la volontà di spingere su questi modelli organizzativi per assicurare un futuro ai giovani ed una crescita delle competenze».
Gatti ha anche sottolineato l'accoglimento bipartizan del testo di legge, che ha avuto «un iter limpido sia in commissione tripartita e sia nelle competenti commissioni consiliare, e sia in Consiglio regionale dove sono stati accolti anche gli emendamenti dei consiglieri di opposizione Carlo Costantini e Maurizio Acerbo. Sono stati rigettati solo quegli emendamenti palesemente incostituzionali. Ciò conferma - ha concluso l'Assessore - che abbiano proposto un buon testo di legge, e la conseguente maturità con il quale è stato accolto dimostra che quando si fa qualcosa di utile per l'Abruzzo ogni polemica diventa poco credibile».

03/12/2009 14.10