Caccia. Cambia ancora il calendario venatorio

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Consiglio regionale, nella seduta di ieri, ha modificato il calendario venatorio per la stagione 2009/2010.
Lo ha reso noto l'assessore alla Caccia, Mauro Febbo, secondo cui, tenuto conto del parere dell'Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale (Ispra), si potrà eseguire il prelievo venatorio per le specie Lepre comune e Fagiano fino al 10 dicembre 2009, e fino al 15 gennaio 2010 per la Beccaccia. Inoltre, successivamente al 15 dicembre 2009, è consentito l'uso dei cani da ferma e da cerca, mentre è precluso l'utilizzo dei cani da seguita, fatto salvo l'utilizzo di questi ultimi per l'esercizio della caccia alla volpe e al cinghiale in squadre autorizzate, secondo le modalità stabilite dagli ambiti territoriali di caccia, e da questi adottate entro e non oltre il 10 dicembre 2009.
La norma approvata, nell'ottica di salvaguardare le produzioni agricole, proroga il prelievo venatorio al cinghiale fino al 15 gennaio 2010.
E' invece vietato l'esercizio della caccia alla lepre europea in quelle aree dove è presente la specie lepre italica, così come individuate dal "Piano d'Azione Nazionale per la Lepre Italica" predisposto dall'Ispra, ricadenti nei comuni di Anversa degli Abruzzi e frazione Casale di Cocullo, qualora non sia precluso l'esercizio venatorio in virtù di altre leggi o disposizioni.
Tutti gli atti amministrativi che precludono, nella provincia dell'Aquila, il prelievo venatorio alla lepre europea per la tutela delle popolazioni della Lepre Italica in aree diverse da quelle individuate dal menzionato piano d'azione nazionale decadono all'entrata in vigore della presente legge.

02/12/2009 12.16

CALENDARIO VENATORIO, PD: «DOVE SONO I CONTESTATORI?»

ABRUZZO. Il consiglio regionale d'Abruzzo, nella seduta di martedì 1° dicembre ha modificato il calendario venatorio per il corrente anno.
Tra le modifiche apprettate vi è la proroga della caccia al cinghiale sino al prossimo 15 gennaio 2010.
Questa scelta fa il paio con quanto fece, la stessa assise, nel 2008 quando, su richiesta delle province con quella di Chieti capofila, adottò un prolungamento della stagione venatoria allo scopo di poter contenere l'alto numero di ungulati presenti sul territorio onde ridurne il monte danni alle produzioni agricole, alle cose ed alla concreta minaccia all'incolumità delle persone.
«La proroga della caccia al cinghiale, deliberata dal consiglio regionale, è una cosa condivisibile», commenta il capogruppo del Partito Democratico in consiglio provinciale di Chieti, Camillo D'Amico. «Sorprende l'assoluto ed assordante silenzio delle associazioni venatorie che, esattamente un anno fa quando avvenne la stessa cosa a cura della stessa assise ancora con un maggioranza di centro – sinistra, gridarono allo scandalo e suggerirono la disobbedienza civile dei cacciatori, al pericolo di eradicazione della specie perché le femmine, in questo periodo, sono gravide, ad un ceto politico al “soldo” delle organizzazioni agricole».
Per D'Amico «certamente non sono cambiate la natura umana ed animale; tutt'altro sono semplicemente cambiate le maggioranze in consiglio regionale ed in 3 province tanto che, probabilmente, adesso è necessario Credere, Obbedire e, visto che siamo in tema di caccia, Combattere (la fauna selvatica) senza battere ciglio perché non va disturbato il grande manovratore; questo è puro servilismo sciocco e di parte non certo rappresentanza degli interessi generali della categoria».
«Curioso», continua l'esponente del Pd, «sarebbe conoscere l'autorevole parere del presidente della relativa commissione consigliare della provincia di Chieti, Giovanni Staniscia, che un anno fa era tra gli allarmati urlatori oggi, eletto consigliere, dopo aver velocemente bloccato l'iter attuativo del regolamento approvato nella precedente legislatura, così come l'intera maggioranza di cui è parte, è caduto nell'immobilismo più assoluto».

05/12/2009 14.06