Stato di crisi per l’agricoltura abruzzese: piano straordinario di interventi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Regione, con recente delibera, ha dichiarato lo stato di crisi di mercato per il comparto agricolo. * COSPA:«SE PICCONE COLTIVAVA PATATE…»




ABRUZZO. La Regione, con recente delibera, ha dichiarato lo stato di crisi di mercato per il comparto agricolo.

* COSPA:«SE PICCONE COLTIVAVA PATATE…»


Lo ha reso noto l'assessore al ramo, Mauro Febbo, che spiega come «la delibera chiede al Governo l'applicazione dei provvedimenti di crisi già previsti dalle leggi nazionali, in modo da attingere ad interventi indennizzatori del Fondo di Solidarietà nazionale, per ottenere - chiarisce l'Assessore - anche la sospensione dei versamenti degli oneri previdenziali, del pagamento delle rate e degli effetti del credito agrario».
L'assessore Febbo, dunque, consapevole della crisi globale del settore, che si protrae da diversi anni, ha messo in campo un vero e proprio pacchetto anti crisi.
Ha già provveduto con una serie di interventi di propria competenza, per cercare di arginare, per quanto possibile, la problematica. In particolare, si è proceduto ad una ulteriore assegnazione di carburante agevolato, si sono prorogati tutti i prestiti di conduzione, in modo da evitare un esborso di capitali, a fine anno, da parte dell'agricoltore, ed altri fondi sono stati concessi ai consorzi fidi.
E', inoltre, da poco terminata la campagna di promozione dei prodotti agricoli presso la grande distribuzione organizzata, in modo da spingere il mercato verso i prodotti di provenienza abruzzese.
«Entro i prossimi giorni - ha ripreso Febbo - sarà approvato il finanziamento per la promozione dei prodotti vitivinicoli sui mercati dei Paesi terzi, per un importo di € 1.914.000. E un' ulteriore boccata di ossigeno - anticipa - l'avranno i 413 giovani che entro il prossimo dicembre avranno la concessione del premio di primo insediamento, per un importo pari a € 40.000».

ALTRI INTERVENTI

Un pacchetto anti crisi, che prevede, tra i vari interventi, anche un provvedimento, in corso di approvazione, per la ricapitalizzazione delle società, che offrirà maggiore solidità soprattutto alle diverse cantine sociali ed aziende orto-frutticole.
E ancora, si è ripristinata nel P.S.R. (Piano di Sviluppo Rurale) la Misura per l'indennità a favore degli allevatori delle zone svantaggiate e montane.
«In tema di burocrazia - ha sottolineato Febbo - ereditiamo una situazione sicuramente pesante, soprattutto a causa del sistema di pagamento AGEA - e già in diverse occasioni non ho mancato di sottolinearlo al Ministro Zaia, mentre stiamo valutando sistemi alternativi di organismo pagatore».
Per quanto riguarda gli investimenti, «non è da sottovalutare - commenta l'Assessore - la forte richiesta che ci perviene da parte delle aziende abruzzesi. La massiccia adesione alle Misure del P.S.R. - ribadisce - che vede richieste per investimenti per oltre 241 milioni di euro, attesta che c'è, comunque, fiducia nei nostri agricoltori. Fiducia, che deve sicuramente essere supportata da provvedimenti del Governo nazionale. E nonostante la crisi internazionale - continua Febbo - non bisogna dimenticare che per quanto riguarda il PIL, l'agricoltura è comunque il settore più resistente, come risulta dai dati Istat del primo semestre 2009».
Il 25 novembre scorso, l'assessore Febbo, in qualità di coordinatore delle regioni meridionali in materia di agricoltura e pesca, ha presentato al Ministro un documento dettagliato sullo stato di crisi.
«Per rilanciare la necessità di porre in essere un Piano straordinario di interventi - conclude Febbo - e misure volte, da un lato, ad evitare il dissesto delle imprese agricole e, dall'altro, a creare le condizioni per il rilancio del settore».

LE BACCHETTATE DEL PD A FEBBO

Questa mattina però a protestare era stato il capogruppo del Pd, Camillo D'Alessandro, in assenza di un provvedimento.
«Dopo che abbiamo protestato e proposto di sancire lo stato di emergenza Febbo si è attivato», ha detto D'Alessandro, «altre Regioni in Italia (vedi Sardegna, Basilicata, Puglia ed altre) hanno richiesto formalmente il riconoscimento dello stato di crisi in agricoltura, ma l'Abruzzo lo fa solo oggi. Le imprese agricole sono strette dalla morsa soffocante tra costi di produzione sempre più alti e prezzi dei prodotti all'origine sempre più bassi, con il risultato che le imprese si sono indebitate, hanno avuto difficoltà a pagare i contributi ed oggi l'Inps ed altri istituti stanno avanzano pignoramenti ed altre azioni».

01/12/2009 18.15

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COSPA:«SE PICCONE COLTIVAVA PATATE…»

«Pensate un attimo a cosa sarebbe successo se il senatore Piccone invece che possedere la fabbrica di infissi fosse stato proprietario di svariati ettari di terreni coltivati a patate e finocchi.
Tutti i giorni i terremotati aquilani avrebbero mangiato patate, fino al punto di farli diventare gialli».
Con la solita ironia Dino Rossi, responsabile del Cospa Abruzzo che raggruppa coltivatori e allevatori.
«Che vergogna, la politica italiana diventa sempre più privatizzata e lo dimostra il fatto che, nonostante gli imprenditori agricoli dopo aver viaggiato per tre giorni in sella ai loro trattori per arrivare e accamparsi alle porte di Roma, dormendo nelle tende al freddo, cercando inutilmente di attirare le attenzioni dei politici e delle televisioni. Oggi», aggiunge Rossi, «sono quindici giorni che i trattori sono fermi alle porte di Roma, fino ad oggi nessuno si è fatto vivo, nemmeno il Ministro dell'agricoltura, in televisione dice sempre che Lui è uno che si sporca i piedi di fango, dove siamo accampati di fango ce n'è tanto da potersi fare il bagno, ma del Ministro nemmeno l'ombra. E che dire dei politici di opposizione, quelli che una volta avevano come simbolo la falce ed il martello: dove è finita la falce? Di sicuro se la sono venduta al miglior offerente in cambio di posti di prestigio».
Il quattro dicembre sarà di nuovo una manifestazione a Pescara.

01/12/2009 18.23