Scerni. Convegno per rilanciare la convenzione degli Appennini

Alessandro Biancardi

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SCERNI. Puntare sulle politiche di sistema per promuovere una nuova fase per i parchi e le aree protette, e rilanciare il ruolo dell’Appennino nelle strategie nazionali e internazionali per la conservazione della biodiversità.


È questo l'obiettivo dell'iniziativa promossa da Comune di Scerni, Regione Abruzzo, Federparchi e Legambiente che si terra a Scerni (Ch), presso il Centro Direzionale di A.p.e. il 27 e 28 novembre.
Il convegno “Dalla Convenzione degli Appennini alle montagne del Mediterraneo: proposte, idee e progetti per il rilancio delle politiche di sistema” coinvolgerà istituzioni, ambientalisti ed esperti in un confronto che serve a rilanciare la Convenzione degli Appennini, firmata a L'Aquila il 14 febbraio 2006, valorizzare le buone pratiche realizzate e discutere di come affrontare la nuova fase che vede, tra l'altro, l'Abruzzo dei Parchi interrogarsi sul futuro del dopo terremoto.
«Lungo la dorsale appenninica, dal Passo di Cadibona ai Nebrodi, insiste oltre la metà delle aree protette istituite nel nostro Paese – dichiara Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo - questo 20% di territorio appenninico è protetto grazie ad una diffusa presenza di parchi e riserve nelle quali sono conservate specie e habitat prioritari di estrema valenza; le politiche di sistema, che hanno avuto nel progetto A.P.E. (Appennino Parco d'Europa) una importante interpretazione, devono essere rilanciate proprio nella regione dei Parchi e devono contribuire anche a superare le difficoltà che il sisma del 6 aprile ha prodotto».
«Il Centro APE di Scerni si pone l'obiettivo prioritario di creare e valorizzare le risorse turistiche endogene per permettere loro di svolgere anche una funzione di polo d'attrazione – dichiara Donato D'Ercole, sindaco di Scerni – Questa amministrazione, proponendosi nello sviluppo del Centro direzionale APE, ha inteso realizzare un'azione di valorizzazione del nostro territorio in un'ottica di sviluppo sostenibile, volta ad individuare, promuovere ed a mettere in rete le risorse endogene del territorio affine al progetto Appennino Parco d'Europa».
«Dopo la firma della Convenzione degli Appennini – aggiunge Antonio Nicoletti della Segreteria nazionale di Legambiente – alle istituzioni interessate è mancata la giusta determinazione per puntare efficacemente sulle politiche di sistema. Nella fase attuale, che vede le aree protette messe in discussione dalla mancanza di ruolo e di risorse economiche, rilanciare su queste strategie serve non solo ai parchi e alla biodiversità, ma soprattutto serve al Paese per rilanciare un'immagine attualmente appannata da politiche ambientali inefficienti».

26/11/2009 13.35