Buco sanità a 4 mld. Chiodi:«non possiamo più far fronte all’indebitamento»

Alessandro Biancardi

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Buco sanità a 4 mld. Chiodi:«non possiamo più far fronte all’indebitamento»
ABRUZZO. «Questo sistema sanitario regionale così com'è non può più andare avanti e le casse e il sistema finanziario della Regione Abruzzo non possono più far fronte ad indebitamenti provenienti da questo stesso sistema».

Lo ha detto oggi il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ai medici dell'Anaoo-Assomed illustrando la filosofia del processo di riforma del sistema sanitario regionale alla luce del deficit finora accumulato.
«A fronte di 4 miliardi di euro di debiti - ha detto Chiodi - abbiamo il dovere di costruire un nuovo sistema sanitario regionale equilibrato e corretto. Per questo con il Governo abbiamo avviato una procedura negoziata che si basa su tre punti: la ristrutturazione della rete ospedaliera con strutture in grado di offrire prestazioni sanitarie di grande qualità; la possibilità di avviare una politica di investimenti a fronte del sacrificio che questa regione si appresta ad affrontare; la questione del commissario straordinario per la gestione del Piano di rientro con la nostra richiesta di far coincidere tale figura con quella del presidente della Regione. E dal Governo, devo dire, abbiamo ottenuto finora risposte convincenti. Soprattutto su fronte degli investimenti di edilizia sanitaria sui quali è stata riconosciuta alla Regione Abruzzo, anche alla luce del terremoto, priorità nell'attingere ai fondi ex articolo 20. In sostanza, i soldi verranno dati prima all'Abruzzo e poi alle altre regioni».
Su fronte della riforma del Servizio sanitario regionale, l'assessore alla sanità, Lanfranco Venturoni, ha parlato di «percorso obbligato per correggere un sistema che non garantisce pareggi e equilibri di bilancio». «Non verranno chiusi ospedali - ha aggiunto -, ma alcuni di questi saranno interessati a processi di riconversione che voglio siano condivisi con tutte le forze locali».
Rivolto poi ai medici, Venturoni ha detto che «in questo momento storico per la sanità abruzzese i medici non possono rimanere fuori dal processo di riforma», per questo, ha concluso, «è necessario un atto di responsabilità di tutti».
13/11/2009 16.16

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