Angelini:«La Regione dà conti artefatti». Il dramma dei lavoratori continua

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L’ultima riunione tra Regione, sindacati e gruppo Villa Pini si è conclusa tra le proteste. La Regione però ha deciso: al gruppo delle cliniche private spettano solo 6 mln di euro.

A tanto ammonterebbero i crediti derivanti da prestazioni sanitarie in convenzioni.
L'azienda però non ci sta e spara a zero contro Chiodi e compagnia.
Nelle riunioni precedenti si era fatto accenno ad un tavolo tecnico che avrebbe dovuto valutare la cifra realmente spettante a Villa Pini.
Ma il tavolo non è mai stato creato.
E' stata convocata poi dalla Regione una seconda riunione il 5 novembre a cui l'azienda non sarebbe stata invitata ma a cui si è egualmente presentata.
«E' stato fornito dagli esponenti regionali a tutti i partecipanti», dichiara Chiara Angelini, amministratore delegato, «un prospetto di conti artefatti. E' stata nuovamente disattesa la richiesta dell'azienda di istituire un tavolo tecnico. Il Presidente Chiodi, infastidito dalle richieste dell'azienda, ha prematuramente abbandonato il tavolo».
Quello che l'azienda si domanda è questo: come mai le istituzioni si rifiutano con tanta forza di sedersi ad un tavolo con l'azienda? Che cosa temono? Se tutti i conteggi sono stati correttamente eseguiti, se le coscienze sono immacolate, se le varie voci contabili sono state attribuite in modo trasparente, perchè rifiutare un confronto?
«Il motivo non sarà forse che la Regione sta cercando di colmare il buco in bilancio ereditato dalla giunta del Turco, (che aveva sottratto circa 198 milioni di euro dal fondo sanitario regionale attribuendoli ad altri capitoli di spesa) allo scopo di ottenere dal Governo centrale tra i cinquecento e gli ottocento milioni di euro per costruire cinque nuovi ospedali, in una Regione in cui ce ne sono già 36?», la butta lì Angelini figlia che insinua:«e questo buon affare ha deciso di farlo sulla pelle dei lavoratori e dei proprietari di Villa Pini che hanno osato infrangere il tabù dell'omertà? Temono forse che analizzando i conti si ripeta l'accaduto di pochi giorni fa, quando la Commissione Ispettiva Permanente ha dovuto ammettere di aver sbagliato i conti di 7 milioni su uno degli innumerevoli verbali ispettivi degli anni passati? E che il medesimo errore è presente anche in un altro verbale per l'irrisoria somma di 20mln? O forse temono di dover dire ai lavoratori che nei falsi conti diffusi non hanno preso in considerazione il fatturato dei mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre di tutto il Gruppo, che totalizzerebbe già altri 20mln?»
«La Regione dovrebbe spiegarci come mai la Asl di Teramo ha fatto lavorare il San. Stef.a.r. tutto l'anno gratis beneficiando delle prestazioni, autorizzando e inviando i pazienti ma rifiutandosi di stipulare il contratto e quindi non pagando. E forse si potrebbe chiedere», dice ancora Angelini, «come mai altre Casa di Cura sono state pagate nel 2008 senza contratto e attraverso una delibera, così come sembra che siano stati pagati senza contratto nel 2009 alcuni centri di riabilitazione nel teramano, e il Gruppo Villa Pini sia stato invece costretto a giugno a firmare dei contratti da fame pur di far avere lo stipendio ai lavoratori, e per giunta accettando che venissero pagati direttamente, senza che un soldo transitasse nelle casse dell'azienda per pagare i fornitori? O potrebbe dover spiegare come mai il Gruppo Villa Pini è stato oggetto di 192 ispezioni in due anni da parte di ogni organo esistente, ma soprattutto come mai ogni volta che un'ispezione viene chiusa viene riaperta dopo un mese per cercare di far crescere in un modo o nell'altro, usando norme del 2007 per ispezionare i conti del 2005 e in violazione dei contratti all'epoca sottoscritti, le cifre contestate per tendere ai cento milioni?»
E dalla azienda fanno sapere che l'assessore Venturoni avrebbe detto ai sindacati di «stare tranquilli, che tanto c'è già un altro Gruppo interessato a rilevare Villa Pini».
Una notizia finora non confermata che però ricorda l'inchiesta sanitopoli quando secondo la procura Del Turco si adoperò per accordarsi con un altro gruppo sanitario per l'acquisto del gruppo Villa Pini da rilevare a prezzi di realizzo.
Intanto la vertenza è approdata anche all'attenzione del prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli.
In un incontro a cui hanno partecipato l'assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, il commissario straordinario Gino Redigolo, rappresentanti del Gruppo e i sindacati, il prefetto ha cercato, con i diretti interessati, di trovare una possibile soluzione alla vicenda.
Gabrielli ha chiesto alla proprietà di Villa Pini di dare, entro lunedì, un segnale forte, pagando almeno una parte degli stipendi; alla Regione, invece, di aprire un tavolo permanente di verifica dei crediti che il Gruppo dice di vantare. La Regione si sarebbe detta disponibile all'apertura del tavolo, se la proprietà però rispetterà il suo impegno. La Cisl, attraverso Davide Farina, auspica che ci sia tale impegno e che sia anche "sostanzioso" per i lavoratori.

07/11/2009 9.43