Servizio idrico. Di Paolo:«Risparmio di energie e soldi con un solo Ato»

Alessandro Biancardi

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Servizio idrico. Di Paolo:«Risparmio di energie e soldi con un solo Ato»
ABRUZZO. Semplice come l’acqua: un solo ente d’ambito territoriale per il servizio idrico. Garantita «economicità, razionalizzazione delle risorse finanziarie e umane, efficienza ed efficacia», secondo le promesse lanciate oggi dalla Regione.

Sono questi i punti chiave intorno ai quali nasce la normativa che punta ad offrire «un servizio di qualità» agli utenti attraverso «l'ottimizzazione delle risorse, sia idriche che economiche, riducendo le perdite di rete e, al contempo, aumentando gli investimenti e riducendo i costi gestionali».
Parole chiare e impegnative quelle dell'assessore al servizio idrico integrato, Angelo Di Paolo (nella foto) che questa mattina, a Pescara, ha presentato il Disegno di legge approvato lunedì scorso dalla Giunta regionale che dà nuovo impulso alla riforma del Servizio idrico integrato in Regione Abruzzo.
Subito dopo l'approvazione in Consiglio regionale si aprirà la concertazione con gli attori locali sul progetto di riforma complessivo del Servizio, attualmente in via di definizione, che sostituirà definitivamente la LR n. 2/1997.
«Il Decreto legge - ha detto l'assessore Di Paolo - rappresenta una prima fase per il rilancio del comparto produttivo ad alto valore aggiunto per l'economia regionale anche in termini di sviluppo tecnologico e di crescita delle competenze e della competitività».
Lo strumento immediato è il commissariamento degli Enti d'Ambito, avviato alla fine del 2007, con la costituzione però di un unico Consorzio obbligatorio tra i 305 Comuni abruzzesi.
Senza questo intervento normativo, infatti, si sarebbero dovuti costituire quattro Enti d'Ambito a scala provinciale, con una riduzione quindi da 6 a 4, in contraddizione però con quanto previsto dal programma di governo regionale e con conseguenti diseconomie dal punto di vista anche procedurale.
Si prevede così la nomina di un Commissario unico straordinario che avrà il compito di attuare la riforma mettendo in atto tutte le procedure per la costituzione di un unico Ato.
Un esempio di inutili diseconomie che il Disegno di legge regionale affronta è dato proprio dalle Società di patrimonio.
Infatti, nonostante il divieto, previsto per legge, di separazione delle reti dalla gestione del servizio idrico integrato, in Abruzzo continuano ad esistere due società di patrimonio che di fatto appesantiscono inutilmente i costi di gestione.

«AFFRONTATO IL CONFLITTO DI INTERESSE»


Viene affrontato poi il "conflitto di interesse" esistente tra controllore - Ente d'Ambito ed il controllato - soggetto gestore, a causa della dipendenza economica dell'Ente dal Gestore.
Si prevede un sistema sanzionatorio rigido nel caso di violazioni degli obblighi da parte dei gestori; delle sanzioni risponderanno i componenti del CdA e i Dirigenti delle aziende pubbliche.
Pur essendo possibile la presenza di più gestori nell'unico ambito delimitato, la Regione infine promuove un gestore unico all'interno dell'Ato unico.
«Finalmente si cambia, in maniera profonda. Si modifica la logica che fino ad oggi ha governato la distribuzione e depurazione delle acque potabili», ha detto il Presidente Gianni Chiodi.
«La riduzione dei costi diretti e indiretti della politica - ha aggiunto Chiodi - si manifesta nella costituzione di un unico Ato in luogo dei 4 previsti, rispetto ai sei esistenti e con una tariffa unica per tutti. Non è solo una novità contabile, al contrario si è consapevoli che senza una forte azione di governo del settore i costi per il cittadino vanno fuori controllo. L'azione commissariale svolta fino ad oggi ha dimostrato una generale insufficienza dell'azione di pianificazione e controllo di quasi tutti gli Ato. Con l'assunzione di un organismo unico e autorevole, invece, s'innesca un processo che possa controllare efficienza ed efficacia e che al tempo stesso 'tuteli' cittadini e territorio rispetto alle direttive comunitarie e nazionali sulle acque».
05/11/2009 13.53