Pineto-Silvi, fronte bipartisan contro la petrolizzazione

Alessandro Biancardi

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Pineto-Silvi, fronte bipartisan contro la petrolizzazione
 PINETO. «Per la difesa del territorio non conta l’appartenenza politica, contano soprattutto i valori e la battaglia comune».
E' quanto sostiene il Sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, che questa mattina si è incontrato a Palazzo di Città con il suo collega di Silvi, Gaetano Vallescura, per pianificare l'azione che si è deciso di portare avanti di comune accordo contro la petrolizzazione dell'Abruzzo.
Sabato scorso, durante il dibattito organizzato dal Comune di Silvi sul rischio petrolizzazione della nostra Regione, è stata lanciata l'idea di indire un referendum per coinvolgere la popolazione abruzzese, chiedendo ai cittadini se sono favorevoli o contrari all'intervento delle grandi multinazionali per la trivellazione del territorio regionale e dei fondali del mare abruzzese alla ricerca del petrolio.
Secondo i due sindaci, il referendum, che pur si dovrà fare, richiederà comunque del tempo, almeno un anno prima di poter essere indetto.
«L'Abruzzo non può permettersi di perdere altro tempo», ha puntualizzato il capo della giunta comunale di Pineto, «bisogna intanto agire attraverso altre azioni. Ed è per questo motivo che tra ieri e oggi ho scritto a tutte le associazioni ambientaliste e agli organismi di tutela del nostro territorio per l'organizzazione di un nuovo tavolo di confronto, studiando nuove strategie. A Pineto ne avevamo organizzato uno qualche mese fa, prima dell'estate, che è stato utile per coinvolgere l'opinione pubblica, informandola sui rischi che corre la nostra regione. Il 31 dicembre prossimo scadrà la moratoria sulla possibilità di perforare i nostri fondali e di sistemare i pozzi petroliferi nelle nostre province. Nel momento in cui il costo del barile è tornato su, le compagnie petrolifere sono tornate alla carica».
Il sindaco Vallescura ha tenuto a precisare che Silvi e Pineto «saranno sempre al fianco per difendere l'Abruzzo contro le grandi lobby delle compagnie che vogliono appunto trasformare il territorio regionale in una groviera».
«Non permetteremo a nessuno», ha sottolineato il primo cittadino di Silvi, «che l'Abruzzo venga trasformata in una regione morta solo per favorire gli interessi di pochi, contro la volontà di un'intera comunità, come quella abruzzese. Siamo pronti ad andare avanti, ad indossare la fascia tricolore io e il collega Monticelli per impedire che si compia uno scempio. Dobbiamo valorizzare ciò che abbiamo: mare, colline, monti. Queste sono le nostre risorse, non il petrolio! Al tavolo tecnico che Monticelli sta organizzando noi ci saremo».
Intanto, il sindaco Monticelli è sempre più convinto che la mancata firma dei ministri Stefania Prestigiacomo dell'Ambiente e Giulio Tremonti dell'Economia sul decreto di istituzione dell'Area Marina Protetta del Cerrano sia legata alla volontà del Governo centrale di favorire le multinazionali che vogliono piazzare al largo della costa teramana, proprio nel tratto tra Pineto e Silvi, i pozzi di estrazione del petrolio.
«L'istituzione dell'Area del Cerrano», conclude Monticelli, «rappresenterebbe un ostacolo per le lobby del petrolio. Entro un mese il nuovo tavolo istituzionale con tutte le associazioni ambientaliste. E tornerà a trovarci anche la professoressa D'Orsogna».


04/11/2009 9.13

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