Malasanità, Confindustria raccoglie le testimonianze dei cittadini

Alessandro Biancardi

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L'INIZIATIVA ABRUZZO. I Giovani Imprenditori di Confindustria Abruzzo hanno dichiarato guerra alla malasanità e cercano storie e racconti che possano descriverla nei particolari.



Per fare questo hanno istituito una casella e-mail malasanita@confindustria.abruzzo.it per raccogliere testimonianze sui numerosissimi casi di mala sanità che purtroppo si continuano a registrare in Abruzzo.
I Giovani Imprenditori vogliono raccogliere e denunciare pubblicamente le diverse azioni di mala sanità che stanno mettendo in serio pericolo i diversi casi di qualità ed eccellenza che pure si registrano nella tanto bistrattata sanità abruzzese.
Invitano quindi cittadini e imprenditori a comunicare i casi di cattiva gestione dei servizi sanitari.
Incoraggiano, inoltre, la Giunta Chiodi e l'intero Consiglio Regionale ad adottare un «piano strategico sulla sanità che, ridisegnando l'offerta dei servizi sul territorio, punti sulla qualità organizzandola sul potenziamento dei tre livelli: quello dei distretti territoriali, degli ospedali e dei centri di eccellenza legati alle università».
«Una sanità di alta qualità», aggiungo i Giovani Industriali, «può contribuire ad aumentare il Pil regionale –sia arginando le uscite fuori regione che attirando “il turismo sanitario”- e per il quale può comunque fare la sua parte il semplice utilizzo dei prestigiosi ed invidiati prodotti alimentari regionali, non per protezionismo ma per raggiungere la tanto agognata qualità che si ottiene anche iniziando a degustare finalmente, nelle mense ospedaliere abruzzesi, prodotti tipici locali».
I Giovani Imprenditori chiedono al governo regionale un «netto cambiamento di rotta sulla sanità che, considerando il territorio regionale come un unicum - anche per evitare facili, inutili e dispendiosi doppioni – riconosca un ruolo e fornisca risorse autentiche alle tante eccellenze che pur esistono nella sanità regionale».
«Urge una riforma che spazzi via tutti gli sprechi e che blocchi definitivamente il mostruoso debito pubblico», chiudono, «così da poter cancellare l'aumento Irap che il sistema produttivo non è più in grado di sostenere, e destinare quindi risorse preziose alle attività di ricerca ed innovazione, indispensabili per far recuperare competitività all'intero sistema regionale».

24/10/2009 9.22

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