Regionali. Consiglio di Stato boccia ricorso del Pd. Chiodi: «capitolo chiuso»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso del Pd e dell'Idv in merito a ritardi presunti nella presentazione delle liste del Pdl alle scorse elezioni regionali. Confermato quindi il risultato elettorale: non si tornerà alle urne.
Il ricorso era stato presentato dall'ex presidente dell'assemblea regionale abruzzese Marino Roselli (Pd) avverso la regolarità del voto dello scorso dicembre che ha sancito la vittoria della coalizione del centrodestra guidata dall'attuale governatore Gianni Chiodi.
Secondo Roselli le liste del Pdl sarebbero state presentate negli uffici della Corte d'Appello de L'Aquila con ritardo rispetto ai termini stabiliti violando la norma che disciplina le modalità e gli orari di presentazione delle liste per le elezioni regionali.
In primo grado il Tar d'Abruzzo ha respinto l'istanza del ricorrente. Da qui il ricorso al Consiglio di Stato la cui decisione è inappellabile.
Proprio oggi il Consiglio di Stato ha bocciato i ricorsi. Se il pronunciamento fosse stato favorevole, invece, l'assemblea abruzzese sarebbe stata sciolta e la gestione sarebbe stata affidata, per il disbrigo di affari correnti, a 3 saggi scelti fra i cittadini abruzzesi con il compito di fissare nuove elezioni entro 3 mesi.

16/10/2009 19.40

«LISTE NON PRESENTATE IN TEMPO»

Il ricorso del Pd mirava a sostenere che la lista vincente de “il Popolo delle Libertà-Berlusconi” non avrebbe dovuto essere ammessa alla competizione, per «insanabili irritualità nella presentazione della lista stessa, rispetto alle vincolanti prescrizioni di legge».
In primo luogo si contestava la violazione della norma che prevede che le liste dei candidati devono essere perentoriamente presentate dalle ore 8,00 del trentesimo giorno alle ore 12,00 del ventinovesimo giorno antecedenti quelli della votazione.
La lista del Pdl non sarebbe stata presentata in tempo.
Il centrosinistra e Roselli, ex presidente del consiglio regionale ai tempi di Del Turco, affermavano in particolare che la documentazione sarebbe «…rimasta in possesso di taluni soggetti, intenti a collazionare la documentazione medesima in luogo molto distante dall'Ufficio Centrale Regionale almeno fino alle ore 12,10».
Da un atto presentato al Tar emergerebbe addirittura un'aperta ammissione di un soggetto rappresentante Pdl che avrebbe dichiarato ad un delegato di lista antagonista «che stava rivedendo le firme».
Risulterebbe inoltre dal verbale di ricezione degli atti che la lista regionale Pdl sarebbe stata consegnata ai delegati, all'esito delle operazioni di collazione e del relativo completamento, solo alle ore 13,30 con il termine perentorio abbondantemente scaduto.
C'è poi la questione del filmato Rai che proverebbe quanto affermato da Roselli.

IL CENTROSINISTRA LASCIA VINCERE CHIODI E LO "GRAZIA".

Ma c'è un piccolo giallo che sembra emergere dalla prima lettura della sentenza perché ci sarebbe una cosa che il Pd avrebbe potuto fare per vincere il ricorso e mandare a casa chiodi e che invece non risulta.
Una cosa semplice che tra l'altro era persino stata suggerita dalla sentenza del Tar dell'Aquila.
Ebbene tutti i giuristi sanno che per mettere in discussione un atto del genere si può solo proporre una querela di falso, procedimento civile che mira a provare come l'attestazione del pubblico ufficiale sia mendace.
«L'efficacia di piena prova delle attestazioni dei verbali redatti dalle autorità elettorali volta per volta competenti», ricordava il Tar, «…non può essere posta in discussione altrimenti che con la querela di falso a norma dell'art. 2700 cod. civ.».
Dunque dal passaggio si può evincere che quel documento poteva essere messo in discussione azionando il giudice civile e provando con i filmati e le testimonianze l'eventuale falsità dell'atto.
Se fosse stata percorsa questa strada ieri il Consiglio di Stato avrebbe dovuto sospendere la decisione ed attendere quella del giudice civile.
Ma questo non è stato fatto e la partita così sembra definitivamente chiusa.

CHIODI: «CAPITOLO CHIUSO»

«Con la conferma dell'esito della consultazione elettorale dello scorso dicembre, - ha dichiarato il presidente della regione, Gianni Chiodi, - si chiude definitivamente il capitolo dei ricorsi e di tutte le ipotesi di possibile ritorno alle urne e si lascia spazio, senza ma e senza se, al lavoro della Giunta e del Consiglio regionale in carica che, pertanto, hanno operato e continueranno ad operare nella piena legittimità».

17/10/2009 8.43

[url=http://www.primadanoi.it/notizie/17633-Elezioni-a-rischio-Presunti-ritardi-nella-presentazione-ma-Idv-non-ricorre]IL FILMATO MISTERIOSO E I PRESUNTI RITARDI[/url]