Disabili: opposizioni abbandonano lavori Commissione Regione

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. I consiglieri regionali del Pd ed gli altri consiglieri di opposizione Antonio Saia (Pdci), Maurizio Acerbo (Prc) e Walter Caporale (Verdi Sd) hanno abbandonato i lavori della Quinta Commissione consiliare, "Affari Sociali".

I tre se ne sono andati mentre era in discussione il parere sulla deliberazione n. 522/c della Giunta regionale del 21 settembre 2009 che fissa in 700.000 euro il "contributo alle Province per il trasporto e l'assistenza scolastica degli studenti in situazione di handicap e di svantaggio".
«La Giunta Regionale - hanno dichiarato i Consiglieri di opposizione - si era impegnata con un ordine del giorno approvato in Consiglio Regionale nella seduta del 24 aprile scorso a proporre una variazione di bilancio entro il 30 giugno, finalizzata prioritariamente a ripristinare tutti i fondi per le politiche sociali ed il diritto allo studio nella scuola dell'obbligo e nell'università, fortemente decurtati» (passando questi ultimi da 7.400.000 euro del 2008 a soli 5.000.000 di euro per il 2009). «Ad oggi tutto tace. Forse si deve suggerire al presidente Chiodi che rimuovere l'esperienza dell'assessore Gatti dalle politiche sociali abruzzesi è altrettanto importante che trovare le risorse necessarie. Ci era parso un assessore inadeguato al compito, oggi ci appare oltremodo dannoso».
Sempre ieri il consigliere Caporale ha presentato una proposta di legge per l'istituzione della giornata del diversamente abile per il 24 maggio di ogni anno.
«Il giorno del 24 maggio - ha spiegato Caporale - molte associazioni, enti locali e altri soggetti pubblici e privati già colgono l'occasione per svolgere incontri di riflessione sullo stato dei servizi per i disabili a livello locale e per rilevare le principali criticità ancora irrisolte nei diversi ambiti di vita di queste persone. La legge intende pertanto rendere stabile tale consuetudine».
«Il programma delle attività da svolgere - ha aggiunto - deve essere preparato dalle associazioni interessate e ricevere il patrocinio del sistema delle autonomie locali. La conoscenza dei diritti e dei problemi delle persone diversamente abili è un atto propedeutico fondamentale per favorire la loro piena integrazione nella società. Perciò - ha concluso - ho inteso riproporre il testo, presentato già nella scorsa Legislatura, rimodulando solo la norma finanziaria, visti i limiti delle risorse attualmente disponibili».

15/10/2009 10.01