Abruzzo Engineering, trasferimento per 80 dipendenti ma è scontro con il cda

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. C’è grande agitazione tra i dipendenti di Abruzzo Engineeering che, dopo una tribolata storia societaria fatta di riassetti, arresti (il presidente Lamberto Quarta), ispezioni della Guardia Di Finanza e cassa integrazione attendono di conoscere il loro futuro.


Si aspetta con trepidazione la compilazione delle liste che determineranno la dislocazione del personale sia negli enti coinvolti nella ricostruzione del dopo sisma (Genio Civile, assessorato all'Ambiente, Comune dell'Aquila, Ufficio per la ricostruzione) e sia nel progetto di filiera gestione rifiuti.
Per quanto riguarda il secondo progetto si sa già che saranno 80 quelli che dovranno trasferirsi in Campania e Lazio.
Vista la chiusura delle sedi di Pescara/Chieti, Teramo e Sulmona, la disputa più scottante è proprio quella del trasferimento fuori regione.
«E' una scelta che appare forzata», dicono oggi i dipendenti preoccupati, «perchè stravolgerebbe le vite di ultratrentenni e quarantenni con famiglie a carico e li si costringe a trasferirsi lontano da casa (per un periodo da tre a sei mesi e forse oltre), ponendoli in una condizione di precarietà esistenziale ed affettiva che non si dovrebbe davvero richiedere a chi la gavetta l'ha già fatta tanti anni prima».
I lavoratori si domandano se non sarebbe stata «più opportuna» una ricollocazione progressiva del personale solo in Abruzzo in ragione dell'incredibile mole di lavoro che c'è da fare a causa del sisma.
Nella lettera aperta i dipendenti sottolineano che «queste importanti decisioni vengono assunte da un Consiglio d'amministrazione uscente, quindi non espressione futura della società».
Il nuovo consiglio è previsto che venga nominato l'11 ottobre prossimo.
«Oltretutto», si legge ancora nella lettera, «l'attuale management è reduce da pregresse situazioni di indebitamento già con Collabora Engineering (sfociata poi nell'attuale Abruzzo Engineerig), pertanto recidiva nell'incapacità di gestire cospicue risorse che fino ad oggi ricordiamo essere state elargite dalla Regione Abruzzo, detentrice del 60 % del pacchetto azionario».
La proposta di sbarcare gli 80 lavoratori fuori regione è spuntata poichè la Selex (partner al 30% della società) ha trovato in una situazione di emergenza economica una commessa in quelle Regioni.
A distanza di tre anni dalla costituzione di Abruzzo Engineering la banda larga, che avrebbe dovuto essere un cardine della mission aziendale, si è via via ridimensionata al punto di impegnare il personale solo in corsi di formazione che però non avrebbero visto tangibili risultati in termini di occupazione, se non in una risibile parte nella sala operativa di Avezzano.
Sembra che sarà l'Arit a gestire la rete e per Abruzzo Engineering non rimane che ripiegare su altro. L'attività lavorativa della società negli anni precedenti era prevalentemente incentrata su servizi di protezione civile, in primis il rischio sismico, viste le professionalità di cui essa è dotata (geometri, ingegneri e architetti) che precedentemente avevano operato a livello nazionale per il Dipartimento della Protezione Civile, e che sono in possesso di attestati qualificanti rilasciati dall'ente stesso.
«Si era partiti con ottimi intenti», ricordano i lavoratori, «visto che inizialmente la società, snella e ben più operativa di oggi, era diventata l'occhio sul territorio per la Regione. Nel prosieguo degli anni, si è riscontrato uno smisurato aumento del personale (che in pochi anni è raddoppiato) a fronte di una progressiva mancanza di commesse che permettessero un impiego specifico e totale del personale».
«I costi di gestione sono talmente aumentati fino a toccare la cifra di 800.000 euro al mese», assicurano i dipendenti, «somma davvero insostenibile che ha obbligato il management a ricorrere allo strumento della cassa integrazione per quasi tutto il personale, senza tuttavia essere in grado di pagare gli stipendi di Luglio ad Agosto e le pattuite integrità alla cassa per quelli rimasti in servizio».
Oggi stesso una piccola delegazione di lavoratori si è recata all'Ispettorato del Lavoro per poter incontrare l'ispettore di turno per adire le vie legali.

01/10/2009 11.42