Caos sanità. Dopo le Asl chiudono i piccoli ospedali?

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Disinformatia. Confusione. Incertezza. Proteste. Dove va la sanità abruzzese?. Tra sabato e domenica notizie lanciate su presunte promozioni last minute alla Asl di Chieti. * «IO DIRIGENTE ORGOGLIOSA DELL’INCARICO CHE MI E’ STATO RICONFERMATO»
Notizia poi “levigata” domenica. Sta di fatto che la cosa ha fatto infuriare davvero il manager Maresca, forse perché dietro c'era l'assessore Venturoni.
«Ma quali promozioni, semmai è un taglio», ha spiegato Mario Maresca, «l'assessore doveva leggere meglio e comunque era stato informato che ho ridotto di 50 unità i 180 incarichi della gestione Conga. Con lui lo sapeva bene tutta la cabina di regìa della sanità. Forse Venturoni non aveva capito di cosa si parlava, cioè dei risparmi, oppure si lamenta perché tra questi 50 incarichi eliminati ci sono anche alcuni amici degli amici. Questa ennesima reazione scomposta e vergognosa dell'assessore ci stupisce fino a un certo punto – scrive Maresca - Non abbiamo accettato pressioni politiche per le nuove nomine, come ben sa l'assessore, abbiamo rispettato le indicazioni tecniche formulate dai Dipartimenti, premiando la professionalità, il merito e non la simpatia o l'appartenenza partitica. Ora stiamo pagando anche per questo».

«CI CACCIATE PERCHÉ ABBIAMO RISTABILITO LE REGOLE IN SANITÀ»

«In questi anni di lavoro», aggiunge Maresca, «abbiamo ripristinato le regole nel funzionamento della sanità pubblica e nei rapporti con le cliniche private, costrette dai nostri controlli e visite ispettive a rientrare nella legalità e a non far risultare, ad esempio, tre persone ricoverate nello stesso posto letto. Questo ha dato fastidio e oggi stiamo assistendo a un chiaro percorso di restaurazione, di cui l'allontanamento di questa e di altre Direzioni generali è solo un tassello. Che delusione, assessore. Siamo però certi che troverete nuovi professionisti che sapranno rispondere alle vostre logiche e ai vostri ordini assai meglio di me».
Nessuna replica finora dell'assessore Venturoni, che pure si era dichiarato infuriato: forse i fatti sono quelli indicati dal manager?
Ma c'è stato un altro episodio che dimostra la confusione delle idee.

CHIODI:«I PICCOLI OSPEDALI NON HANNO FUTURO, ATTENTI ALLE LOBBY CHE LI DIFENDONO»

Sempre sabato, su un altro quotidiano, il presidente Chiodi interviene direttamente con un suo articolo nel dibattito sulla sanità.
Preannuncia il nuovo Piano sanitario e spiega, con una serie di esempi, che i piccoli ospedali non hanno futuro. Sono anche troppo costosi e a volte pericolosi proprio per i pazienti. Insomma: chiudiamoli?
Una posizione coraggiosa nel panorama delle posizioni del centrodestra arroccato in difesa delle piccole realtà ospedaliere sul territorio e ispiratore di decine di comitati contro la chiusura.
D'altra parte che non tutti la pensino così è dimostrato dalle ripetute promesse di costruire nuovi ospedali a Giulianova, a Vasto e altrove. E allora? C'è di più. Lo stesso Chiodi lo premette all'inizio del suo intervento: si muoveranno lobby e sindaci per difendere questi piccoli spazi di potere. Sicuro, presidente, di poter definire così gli eletti da quelle popolazioni che chiedono di salvare quegli ospedali?

LA PROTESTA PER SALVARE LA ASL LANCIANO-VASTO

Intanto a Lanciano, un movimento che non è proprio un gruppo di potere, ma conduce battaglie civili (il riferimento è alle iniziative di Pino Valente, di Frentania provincia, già attivo ad esempio contro i rifiuti) chiede al Comune di approvare una mozione a difesa della Asl Lanciano-Vasto, l'unica in grado di assicurare una sanità decente ai cittadini di quel territorio e contro i doppioni e gli sprechi delle Asl di Chieti e Pescara. Eppure Lanciano è una città di centrodestra e molti sono i consiglieri regionali di maggioranza eletti nella zona frentana e vastese. Fateci capire: dopo il “compagno Fini” arriva il “compagno Chiodi”?

Sebastiano Calella 28/09/2009 11.04

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«IO DIRIGENTE ORGOGLIOSA DELL'INCARICO CHE MI E' STATO RICONFERMATO»

«Sono una delle persone, Dirigenti medici di questa Asl di Chieti che
domani (oggi ndr) andrà a testa alta a rifirmare un incarico che avevo già in quanto dato dalla precedente gestione e che mi è stato riconfermato in primo luogo non già dalla dirigenza Asl ma dai Direttori della mia UOC e del mio Dipartimento su dati oggettivi del mio lavoro svolto».
E' quanto dice Manuela Mucci, Segretaria Aziendale ASL Chieti della sigla Fesmed a proposito delle polemiche sulle “promozioni last minute”.
« Certamente ci sono state trattative sindacali veementi e burrascose per giungere ad un ridimensionamento degli incarichi precedentemente conferiti (tavolo sindacale aperto già da 4 anni ed incarichi conferiti sulla carta già da parecchi mesi se non da 1 anno e certamente non da 4 giorni e ben lo sanno tutti!) ed io stessa in qualità di
rappresentante sindacale aziendale ho condiviso dei criteri di rivisitazione basati sull'effettivo svolgimento e sulla produttività dell'incarico già conferito o da conferire. Non mi è mai sembrato giusto», ha aggiunto, «conferire un incarico di struttura semplice (o Unità Operativa Semplice perchè è questo ciò di cui stiamo parlando) a qualcuno se non su oggettivi diritti professionali ed oggettivo riscontro di produttività. E' giusto conferirlo a chi per la struttura pubblica ha sempre prodotto creando servizi di qualità ed impegnandosi per migliorare la propria conoscenza utilizzando la struttura stessa non come clinica privata ma come casa del cittadino e non badando al mero orario di servizio. Questi criteri hanno certamente dato fastidio a qualcuno per il quale le 180 strutture semplici avrebbero dovuto avere conferma pur essendo (ampiamente a conoscenza di tutti) delle scatole vuote. Certo è stata una scelta coraggiosa della Dirigenza», sostiene ancora Mucci, «così come è stato coraggioso cercare di portare all'interno delle strutture
ospedaliere un percorso di appropriatezza e qualità assistenziale e nei ricoveri e nei percorsi diagnostici, coraggio al quale ho dato tutto il mio sostegno e contributo e quello di Medici e Paramedicii ( e non sono pochi) che hanno condiviso l'"innovazione culturale", innovazione che in un Abruzzo terra di conquiste, continua ad apparire molto lontana».

28/09/2009 11.10