Nucleare. Wwf:«la Regione prenda una decisione, il tempo sta scadendo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ancora nessuna comunicazione dalla Regione Abruzzo circa l'appello lanciato da WWF, Greenpeace e Legambiente lo scorso 11 settembre a tutte le Regioni italiane.
Nella lettera-appello si invitano i Governatori e gli assessori competenti ad impugnare di fronte alla Corte Costituzionale la norma contenuta nella legge 99/2009 che in sostanza da modo al Governo Centrale, in materia di Nucleare, di scavalcare completamente le Regioni e gli Enti Locali, di ridurre la possibilità di informazione dei cittadini fino ad arrivare alla militarizzazione degli impianti la cui localizzazione sarà proposta da operatori privati.
La "delega nucleare" al Governo prevista dalla Legge 99/2009 mette fuori gioco, infatti, le Regioni sulla localizzazione degli impianti nucleari per la produzione dell'energia elettrica, sugli impianti per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi o per lo smantellamento degli impianti nucleari.
«Questo è in pieno contrasto con quanto stabilito dal Titolo V della Costituzione sui poteri concorrenti delle Regioni in materia di Governo del territorio e sul rispetto del principio di leale collaborazione», contesta Camilla Crisante, presidente del Wwf Abruzzo.
Ad oggi quattro Regioni, Calabria, Toscana, Liguria e Piemonte (l'Emilia Romagna sta per aggiungersi) hanno già impugnato detta Legge di fronte alla Corte Costituzionale.
I termini per presentare il ricorso stanno per scadere: le Associazioni chiedono pertanto al Governatore Chiodi e agli amministratori abruzzesi tutti di prendere una decisione «quanto prima», in modo da impugnare un provvedimento che potrebbe rendere impossibile un ruolo delle Regioni a tutela di una procedura che sia in ogni caso democratica e trasparente.

RIFONDAZIONE: «TRISTE DESTINO PER LA REGIONE VERDE D'EUROPA»

«L'Abruzzo è tra le pochissime regioni che non si sono attivate per contrastare una norma pericolosissima», fanno eco gli esponenti di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo e Marco Fars, rispetticamente consigliere regionale e segretario regionale.
«E' triste», continuano i due, «che la “regione verde”  non sia in prima fila in questa battaglia democratica. Non vorremmo che, considerata la predisposizione della giunta regionale a fare da hostess a Berlusconi, la nostra regione o il vicino Molise divengano siti interessanti per posizionare una delle 10 centrali previste».
 
24/09/2009 9.18