Il mondo sanitario in fermento: ecco i papabili commissari delle Asl

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

10193

Il mondo sanitario in fermento: ecco i papabili commissari delle Asl
ABRUZZO. «Presidente, sono il sindaco di Giuliano Teatino. Non si dimentichi quella cosa che mi aveva promesso». «Non mi dimentico. Tranquilla». Spezzoni di un dialogo pubblico tra Gianni Chiodi ed il sindaco Dora Di Ciano. (Nella Foto: Filippo Piccone)
Il tutto al termine dell'incontro sull'economia abruzzese, che si è tenuto sabato scorso al Cantiere Abruzzo, Museo della Civitella a Chieti.

I NOMI PIÙ GETTONATI DEI FUTURI COMMISSARI ASL

Quasi sicuramente il sindaco di Giuliano non si riferiva al nome del marito, il dottor Tonino Flacco, uno dei più accreditati all'incarico di nuovo commissario della Asl di Chieti.
Un volto noto della sanità teatina anche come direttore sanitario della Asl nella passata gestione, che non ha certo bisogno della sponsorizzazione familiare.
Ma è strana la coincidenza: anche l'altro nome che viene accreditato, Luigi Leonzio, cardiologo ospedaliero di Lanciano, era presente al Cantiere, tra l'altro in compagnia del professor Leonado Mastropasqua, noto oculista della d'Annunzio. Così come anche l'altro candidato per un incarico “pesante”, e cioè il prof. Leonardo Romano, in corsa per l'Agenzia sanitaria regionale: lui addirittura era presente con un intervento da relatore ad un' iniziativa culturale del Cantiere a fine settembre a Pescara.
Solo indiscrezioni, nessuna concreta possibilità?
Oppure la presenza al Cantiere di Chieti è mezza conferma?

PICCONE E DI STEFANO… MEZZE CONFERME

Lo abbiamo chiesto al senatore Fabrizio Di Stefano, raggiunto al Senato, che però ha gettato acqua sul fuoco.
Così come, d'altra parte il coordinatore Pdl Filippo Piccone che ha rinviato l'argomento ai prossimi giorni.
«E' prematuro parlarne oggi – ha spiegato Piccone da coordinatore – tra l'altro nomi non ce ne sono».
«Io in questo momento non ho avuto nemmeno la possibilità di sapere se l'emendamento è stato approvato. Appena lo avrò e lo leggerò capirò cosa si deve fare – spiega il senatore Di Stefano, che è anche vice coordinatore – quindi posso solo dire che dipende dal tipo di documento che passerà se la nomina è riferita a commissari interni alle Asl o se invece si pescherà fuori».
Ma girano molti nomi…
«Sì, lo so. Ma spesso sono improponibili – conclude il senatore – potrebbero essere aspirazioni trasformate in candidature. Le nomine sono altra cosa».
E Luigi Leonzio, già Cisl medici, ha qualche possibilità?
«Non è un nome campato in aria».
Tonino Flacco, già esperto nella gestione di una Asl?
«Anche questo è un nome da ricordare, una candidatura che ha i requisiti giusti. Ma per le nomine è presto, non le possiamo fare per telefono».
Infatti l'elenco potrebbe continuare: tra gli altri nomi spunta anche quello di Rodolfo Rispoli, attuale dirigente della ragioneria alla Provincia di Chieti per la Giunta Di Giuseppantonio ed anche lui in passato direttore amministrativo della Asl di Chieti.
Un ultimo nome, senatore.
Quello per la guida dell'Agenzia sanitaria regionale: il prof. Ferdinando Romano… «Ottima professionalità nel campo dell'Igiene. Un nome conosciuto e di grande spessore culturale e professionale. Da tenere presente».

SPUNTA L'UNIVERSITÀ D'ANNUNZIO

Dunque nomine solo in pectore e segrete, indiscrezioni attendibili, ma tutte da confermare.
Mentre in Regione pare ancora in alto mare si impone una riflessione sul colloquio telefonico con i due massimi esponenti del Pdl.
Si tratta, infatti, della conferma di una vecchia impressione e della fotografia di un dato di fatto con cui bisogna comunque fare i conti: cioè la divisione dell'Abruzzo in aree di influenza diversa.
Il senatore Piccone si interessa dell'aquilano, il collega Di Stefano comanda a Chieti, Teramo è sotto il controllo del duo Tancredi-Chiodi.
E Pescara? E' terra di conquista, con incursioni dell'uno o dell'altro dei coordinatori a causa della debolezza della componente ex An, divisa tra l'assessore Castiglione da una parte (che tra l'altro sembra uno degli assessori regionali più operativo) e da una miriade di piccoli aspiranti leader dall'altra, i quali però non hanno dimostrato sul campo la stoffa del capo.
A vigilare su tutto, a sorpresa – ma non tanto – l'Università d'Annunzio, o meglio la sua facoltà medica, attraverso il professor Romano, suo ex docente, che andrebbe a sostituire il prof. Di Stanislao, dimissionario dopo le note vicende giudiziarie di sanitopoli: come noto fu accusato di aver tenuto nascosto un documento importante che riguardava i rapporti tra sanità pubblica e cliniche private e che invece lui riteneva smarrito.

ALL'AGENZIA SANITARIA UN EX DOCENTE DELLA FACOLTÀ DI MEDICINA DI CHIETI

Il prof. Ferdinando Romano, attualmente ordinario alla Sapienza di Roma dal 2003, è stato professore associato alla d'Annunzio prima per la cattedra di Patologia umana e medicina sociale (dal 92 al 95) e poi sempre associato, ma al Dipartimento di Scienze Biomediche (95-99) ed infine è diventato professore ordinario di Igiene (2000-2002). Attualmente è ritenuto un'autorità nel campo della sicurezza alimentare ed è presidente dell'Inran, istituto che si occupa dell'alimentazione.
Ma c'è un contatto stretto di amicizia e di collaborazione anche con il preside di Medicina di Chieti, Carmine Di Ilio: tra l'altro molte sono le pubblicazioni scientifiche scritte insieme a docenti della d'Annunzio, dal professor Schioppa allo stesso rettore Franco Cuccurullo con il quale esiste addirittura un altro contatto: dal 2004 il prof. Romano è membro del Comitato per la valutazione e la ricerca scientifica, di cui il rettore Cuccurullo è presidente.
Dunque una candidatura corazzata, con idee condivise dalla politica di centrodestra.
Intervenendo in un incontro pubblico a Pescara aveva detto che è necessario «il coraggio di fare riforme vere della sanità, senza fermarsi - come nel piano sanitario regionale - a iniziative di mera immagine. Quel che occorre è una Asl unica territoriale con l´aziendalizzazione delle strutture ospedaliere attraverso multipresidi o presidi unici, una più efficiente politica di controllo sulla spesa e di responsabilizzazione dei manager. Chi sbaglia - ha concluso - deve andare a casa».
Musica per le orecchie del Centrodestra ancora alla ricerca di una politica sanitaria degna di questo nome.

Sebastiano Calella 22/09/2009 20.09