Sanità. Acerbo e Saia:«sospendere piano rientro del debito»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2712

ABRUZZO. I piani industriali delle Asl approvati «scavalcando» la Regione. I consiglieri regionali Maurizio Acerbo (Rc) e Antonio Saia (Pdci) hanno presentato una interpellanza urgente a Chiodi e all’assessore alla Sanità Venturoni per chiedere chiarimenti.

Ad inizio agosto a il Commissario straordinario, nominato dal Governo Gino Redigolo avrebbe dato mandato ai direttori generali delle ASL abruzzesi di approvare i Piani Industriali di competenza, senza dare comunicazione alla assessore alla Sanità della Regione.
«Forse sulla base di tale delibera», ipotizzano i due consiglieri regionali, «i direttori generali hanno predisposto, durante il mese di agosto, dei Piani Industriali da sottoporre al Commissario, senza sottoporlo preventivamente, come previsto dalla legge, al parere della Conferenza dei Sindaci e delle varie Organizzazioni Sindacali di categoria e degli Utenti».

Adesso Saia e Acerbo domandano se «non è forse arrivato il momento di chiedere al Governo nazionale di sospendere il Piano di rientro dal debito della Sanità per un periodo adeguato ad affrontare i gravi problemi nati a seguito del terremoto del 6 aprile 2009?»
«Non è gravissimo», scrivono ancora Acerbo e Saia, «sul piano formale e sulla correttezza istituzionale che sia stata assunta una delibera tanto rilevante da parte del Commissario il 5 agosto 2009, a ridosso della pausa estiva dei lavori del Consiglio, proprio il giorno successivo all'ultima seduta, evidentemente per evitare il controllo democratico sui contenuti del provvedimento».
Per Acerbo e Saia, inoltre la deliberazione commissariale ha «abbondantemente sconfinato i poteri del Commissario, sia nell'attribuzione ai Direttori Generali delle ASL il compito di approvare i Piani Industriali, sia soprattutto nell'avocare a sè un ruolo di programmazione e pianificazione definitiva che non può essere compito di chi deve solo gestire una fase transitoria di risanamento economico e che, al contrario, è di esclusiva competenza della Regione».


16/09/2009 11.19