Cisl e Uil: «la Regione torni ad occuparsi di Sanità»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Basta parlare solo di terremoto e crisi economica. Affrontiamo il nodo della Sanità».


Csil e Uil chiedono alla Regione maggiore attenzione su uno degli argomenti più spinosi, «accantonato» negli ultimi tempi per l'emergenza sisma. Lo fanno in un momento di particolare smarrimento e di contrasti tra l'attuale commissario governativo e l'assessore della giunta Chiodi.
Il contrasto sarebbe generato da un contrasto di volontà: la giunta Chiodi vorrebbe cambiare i manager per effetto dello spoil system ma i conti stanno tornando pian piano a posto e dunque la spesa diminuisce anche per merito dei manager. Che fare dunque?
«I primi mesi della nuova legislatura regionale sono stati dedicati prevalentemente alle crisi esterne come quella dell'economia mondiale o quella del terremoto», sottolinea il segretario generale Uil e il responsabile Sanità Pietro Paolelli. «Adesso è necessario rompere gli indugi sul fronte della crisi strutturale che da anni affligge l'Abruzzo, a cominciare dal punto più importante, la Sanità».
Un nuovo Piano sanitario? «Sì se si definisce la rotta per attuarlo», dicono dalla Uil, «chiediamo non si tratti solo di una descrizione di come sarà un giorno più o meno lontano la Sanità in Abruzzo, ma una rotta per andare dalla penosa situazione odierna ad un assetto che veda il riequilibrio dell'offerta sanitaria (meno ospedale, ma eccellente, e più territorio)».
La Uil chiede anche di negoziare con il Governo un Piano di Rientro «più lungo e più flessibile», superare il commissariamento anche perchè «non è chiaro quali benefici abbia portato».
«Il primo programma della nuova Giunta», ricorda Campo, «parlava di un Tavolo delle Responsabilità per coinvolgere le organizzazioni della società abruzzese in queste scelte: è ancora vivo questo spirito?»
Per la Cisl, invece, «la crisi istituzionale del luglio 2008 con la conseguente nomina di un commissario per gestire il risanamento ha bloccato il percorso faticosamente iniziato».
«La speranza dei cittadini abruzzesi», ricordano Vincenzo Traniello, segretario Fps, Gianfranco Giorgi, segretario Usr e Lucio de Mattheis, segretario Fnp, «era di un miglioramento del progetto, con le correzioni necessarie, l'accelerazione di alcune decisioni , l'attivazione dei servizi territoriali alternativi alla ospedalizzazione. Era anche la speranza, mal posta, della Cisl che aveva criticato la politica dei due tempi del vecchio piano che non dava certezza sui servizi territoriali».
Per il sindacato, invece, «in questi nove mesi del 2009, la politica sanitaria è stata annullata e si è proceduto solo con atti ragioneristici di tagli indiscriminati che hanno portato ad un abbassamento dei livelli di assistenza senza realizzare il piano di rientro».
Adesso la Cisl chiede di procedere ad un piano di riordino e di razionalizzazione delle strutture sanitarie presenti sul territorio, ma boccia il metodo utilizzato dalle ASL e dal commissario Redigolo «che hanno predisposto e adottato un piano senza il coinvolgimento delle parti sociali e degli enti territoriali».
Da qui l'invito al presidente della Giunta regionale Chiodi e il suo assessore Venturoni ad intervenire ed a riaprire un confronto con le parti sociali, istituzionali e produttive della Regione «per ridare un disegno complessivo a tutto il sistema sanitario».

15/09/2009 10.37