Fondi Europei, la Regione taglia 23 mln di euro. Pd: «inaccettabile»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Un taglio di 23 mln di euro per enti pubblici e imprese dell'area interna che varranno destinati alla ricostruzione post terremoto. Angelo Radica (Pd): «inaccettabile».


Nell'ultimo Comitato di Sorveglianza del Programma POR FESR 2007-2013 (fondi strutturali europei per le imprese e le pubbliche amministrazioni) la Regione Abruzzo ha ridotto l'Asse 4 riservato ai PIT (Progetti Integrati Territoriali) destinati agli enti pubblici ed alle imprese delle aree interne da 28.418.000 € a 5.000.000.
«In un solo colpo», commenta il consigliere provinciale del Pd Angelo Radica, «è stato azzerato un lavoro durato mesi. Un lavoro fatto di molto tempo speso con consultazioni, riunioni e lunghe trattative che hanno coinvolto tutti e 104 i comuni del territorio provinciale, di ogni schieramento politico, oltre a numerosi soggetti imprenditoriali privati pronti ad investire negli assi definiti dalla strategia PIT su turismo, ambiente, energie alternative».
Risorse già assegnate alla quattro Provincie ed a loro volta ripartite in otto ambiti territoriali (Avezzano, L'Aquila, Sulmona, Chieti, Lanciano, Vasto, Pescara e Teramo).
Per l'attuazione dei progetti il 28 febbraio erano state sottoscritte le convenzioni da parte del presidente della Regione, Gianni Chiodi, e dei presidenti delle Province dell'Aquila, Stefania Pezzopane, di Pescara, Giuseppe De Dominicis, di Chieti, Tommaso Coletti, e di Teramo, Ernino D'Agostino.
Il riparto dei fondi aveva previsto l'assegnazione di € 2.980.321.32 all'ambito Chieti, € 2.968.831,67 all'ambito Lanciano e € 2.625.373,89 all'ambito Vasto per un totale di € 8.574.526,88
Inoltre, nei mesi scorsi le province avevano preparato i bandi per l'accesso ai finanziamenti e si era in attesa solo dell'approvazione da parte della Regione per dare avvio alla presentazione delle richieste.
Le risorse, in origine destinate a finanziare la produzione di energia alternativa da parte dei comuni, la valorizzazione dei beni archeologici e culturali di proprietà dei comuni montani e delle imprese turistiche sempre delle aventi sede nei comuni montani, verranno gestite direttamente dalla Regione Abruzzo per la ricostruzione post terremoto a L'Aquila.
«La decisione è molto grave», continua Radica, «perché vengono tolte risorse destinate allo sviluppo ed utilizzate per la ricostruzione mentre sarebbe necessario prevedere risorse aggiuntive in favore delle popolazione e delle imprese colpite dal sisma».
La decisione della Regione Abruzzo «non concordata con le province», chiude il consigliere provinciale, «comporterà effetti negativi sia nei bilanci dei piccoli comuni che avevano già inserito le opere nel programma delle opere pubbliche sia su tante piccole imprese turistiche che si vedono sottratte risorse finanziarie per investimenti e strutture pubbliche».


09/09/2009 16.58