Pronta la riforma della sanità: lo scontro si acuisce

Alessandro Biancardi

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Pronta la riforma della sanità: lo scontro si acuisce
ABRUZZO. Fine settembre, probabilmente il giorno 22: è la data scelta dalla Giunta regionale per il licenziamento dei manager Asl. Almeno così è stato promesso ai supporters ed agli attivisti di centrodestra che durante la campagna elettorale hanno combattuto contro le scelte sanitarie del centrosinistra.
Tra le scelte contestate soprattutto la chiusura annunciata, minacciata, rinviata o applicata solo in parte dei piccoli ospedali.

UNA LEGGINA PER CACCIARE I MANAGER ASL

A quasi un anno dall'insediamento, e mentre i Piani industriali delle Asl sono stati approvati dal Commissario governativo di centrodestra che ha condiviso tagli, accorpamenti e chiusure, la Giunta abruzzese ha rotto gli indugi ed ha predisposto una leggina che ridurrà a 4 le Asl.
Poi verranno nominati 4 commissari ed infine ci sarà la scelta dei nuovi manager di fiducia.
Questo il percorso che dovrebbe annullare il rischio vertenza lavoro da parte dei licenziati, con probabile annesso pagamento di salatissime indennità per la fine traumatica del contratto.
Ma il problema della sanità è solo quello della sostituzione dei manager?
Cacciati Maresca, Caporossi & company tutto a posto?
Via anche il Commissario governativo Redigolo, nonostante i suoi rapporti doc con il Governo Berlusconi?
E' difficile crederlo, anche perché proprio il governatore Gianni Chiodi ha annunciato che entro settembre sarà pronto il nuovo Piano sanitario regionale che, come ha pubblicamente detto, viene confezionato in questi giorni non certo dal Consiglio regionale o dall'assessore alla sanità.
Dunque la decisione sui manager sa di resa dei conti e si giustifica solo con la necessità di uno spoil system ad uso interno del centrodestra, anche se è una strada già percorsa in passato dal centrosinistra nonostante le sentenze sulla illegittimità di questi metodi nel campo della dirigenza.

CHI DECIDE LA POLITICA SANITARIA ABRUZZESE?

Quello che non è ancora chiaro nella politica sanitaria della Giunta Chiodi è se le decisioni vengono prese in Abruzzo o a Roma, se cioè il Vangelo e la Bibbia per la sanità sono il Piano di rientro dai debiti o le autonome decisioni di consiglio regionale e Giunta.
Perché se l'ostacolo sono i manager, è giusto sostituirli.
Se la camicia di forza è invece quella del Governo, anche i futuri direttori generali saranno obbligati a decisioni impopolari.
Come quelle sul destino dei piccoli ospedali, per i quali si registrano mugugni e malcontenti diffusi.
E' di ieri la notizia che il sindaco di Atessa (Nicola Cicchitti, Udc) ha invitato praticamente tutti gli esponenti regionali ad un consiglio comunale straordinario che si terrà a metà mese per discutere sul Piano della Asl Lanciano-Vasto che è stato appena approvato, ma che viene contestato per alcune incongruenze e per il ridimensionamento del locale ospedale.

LA ASL DI CHIETI ED I CONTRATTI CON IL GRUPPO ANGELINI

E sempre di ieri è l'allarme a Guardiagrele per un possibile trasferimento nel locale ospedale di un centinaio di ospiti dell'ex Convitto Paolucci di Chieti, di proprietà di Angelini, dopo i rilievi della Commissione del Senato in visita alle strutture di Villa Pini.
Un trasferimento temporaneo, della durata di un anno, che trasformerebbe definitivamente l'ospedale in un normale cronicario.
In realtà, da informazioni assunte, l'ipotesi Guardiagrele è una delle due opzioni che il manager sta esaminando per trovare soluzione al problema.
L'altra è il trasferimento nelle strutture di proprietà di Villa Pini.
Il tutto accelerato dalla visita della commissione del Senato, ma già in pista a cura della Asl di Chieti, il cui manager è stato incaricato di rinegoziare i contratti con il gruppo Angelini dopo le note vicende giudiziarie.
In particolare la Asl di Chieti ha accertato all'ex Convitto Paolucci alcune stranezze. La prima è che i malati ospitati in questa struttura alle porte di Chieti sono di patologie diverse, alcune curabili in normali residenze altre bisognose di cure specialistiche, con differenti costi a carico della Asl, ma forse pagati tutti allo stesso modo.
L'altra stranezza è che tutti gli ospiti, anche quelli di fuori regione, risultano da oltre 13 anni (anni 96-97) residenti a Chieti e quindi assistiti direttamente dalla locale Asl che paga rette non dovute. Il processo di revisione delle residenze potrebbe portare a recuperare soldi che sono a carico di altre regioni.

COSA C'È DIETRO IL CAMBIO DEI VERTICI NELLE ASL?

“Post hoc, propter hoc”come dicevano gli antichi? (cioè se un fatto avviene dopo un altro, probabilmente è stato causato da questo).
L'impressione sgradevole che certe decisioni politico-tecniche provocano è che l'ossessione di cacciare i manager arrivi dopo i primi risultati economici della lotta agli sprechi ed un momento prima di mettere in discussione i rapporti con la sanità privata.
A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, quindi per evitare questi dubbi sarebbe sufficiente che ai nuovi nominati fossero indicati gli stessi obiettivi stringenti di risparmio di oggi, con un contestuale impegno per la valorizzazione della sanità pubblica visto che, a quanto se ne sa, i ricoveri nelle Cliniche private sono sempre quelli del passato.
E intanto non guasterebbe che fosse reso noto quel documento “segreto”, tenuto sotto chiave in un cassetto dela Regione, (in sigla: BSC, balance score card): utilizzando oltre 120 indicatori viene valutato il reale stato dell'arte delle sei Asl abruzzesi, senza guardare alle casacche politiche dei manager.

Sebastiano Calella 05/09/2009 9.02