180 giorni dopo, Chiodi soddisfatto: «è l’inizio di un percorso virtuoso»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sei mesi di attività - «ma solo quello che abbiamo fatto, il resto un'altra volta» – in 50 minuti di conferenza stampa monocratica. E due sole domande nel dibattito successivo, che non c'è stato vista l'ora tarda con i tg che incalzavano.


* LA SPESA. «1 MLN DI EURO RISPARMIATO IN 12 MESI»


* SVILUPPO ECONOMICO. ACCORDO PER 1,074MLD


* BILANCIO. «FATTA L'UNICA FINANZIARIA POSSIBILE»

* CHIODI:«LEGGO SEMPRE PRIMADANOI.IT» MA NELLA RASSEGNA STAMPA NON C'E'


Così Gianni Chiodi, presidente della Giunta regionale, ha fatto il punto sui primi 180 giorni del suo governo «con in mezzo il terremoto».
Circondato da sei assessori (Morra, Febbo, Castiglione, Carpineta, Masci, Di Paolo) peraltro muti come le belle statuine, Chiodi ha superato l'esame della stampa mostrando ampia padronanza tecnica dei temi trattati, ma anche qualche incertezza nell'analisi politica delle responsabilità del “disastro Abruzzo”.
Esempio: l'autogol nel sottolineare con forza che dal 2000 al 2007 i debiti regionali sono passati da 500 milioni di euro a 4 miliardi.
In pratica 5 anni di governo di centrodestra (Giunta Pace) e due di centrosinistra (Del Turco) fanno il 70% di responsabilità ai primi e il 30/% ai secondi.
Altro esempio la lode della fine della finanza creativa, i cui sponsor ed i cui danni vanno ricercati negli autori delle prime cartolarizzazioni e nei protagonisti della Fira, dall'assessore forzista Vito Domenici all'ingegner Giancarlo Masciarelli, entrambi però rimossi dal patrimonio culturale del centrodestra.
Per il resto qualche abuso di termini tecnici, dalla “road map” al “master plan”, due o tre slogan come «faremo tagli, ma non metteremo le mani in tasca agli abruzzesi» senza ricordare il ticket di 2 euro sui farmaci («ma non è colpa nostra – ha replicato Chiodi - anzi noi abbiamo evitato l'aumento delle tasse»), ma anche un po' di umiltà finale quando - a precisa domanda sulla meritocrazia mancata nelle recenti nomine - ha dovuto ammettere che «sì, qualche problema c'è stato, ma siamo all'inizio di un percorso virtuoso che ci porterà a raggiungere il 100% del merito di chi viene nominato».
Il riferimento era al commissariamento di alcuni Enti con i funzionari regionali che da 15 anni non vengono selezionati per mancanza di concorsi e alle designazioni al Corecom, il cui presidente viene contestato per il curriculum meno ricco di altri e dove sembra che il coordinatore Pdl Piccone abbia inserito un suo fidato.
Il programma di quello che la Giunta farà è stato invece rimandato alla tre giorni di Scanno (6-7-8 agosto) dove presidente e Giunta si confronteranno sui programmi e sulle possibili realizzazioni.
Partendo dalla constatazione che la maggioranza gode oggi di una salute migliore di quella di sei mesi fa, Chiodi ha attribuito alla capacità di selezionare una nuova classe dirigente il fatto di aver vinto tutte le elezioni che si sono svolte e di aver padroneggiato e fronteggiato sia una difficile situazione economica interna sia tutte le conseguenze della crisi economica globale.



Il tutto senza che il rating della Regione ne risentisse, cioè senza conseguenze sull'immagine di affidabilità economica dell'Abruzzo.
E via con gli interventi infrastrutturali, il taglio dei costi della politica (tra Bit e Vinitaly, commercio estero con Brasile e Romania circa 1 milione e mezzo di risparmio), l'intesa quadro con il Ministero per 6 miliardi di euro solo a progetti cantierabili, la cabina di regìa per la sanità che entro settembre ci darà un nuovo Piano sanitario, gli interventi in Agricoltura per il prestito di conduzione, la politica per l'ambiente («non abbiamo avuto la claque degli ambientalisti quando abbiamo fatto la legge sull'amianto» ha chiosato il presidente), una legge finanziaria che ha messo fine al saccheggio delle casse regionali, il Piano casa, la legge urbanistica e chi più ne ha più ne metta.
Tutto molto chiaro, ma tutto anche senza contraddittorio. A quando le conferenze in cui i giornalisti fanno domande invece di ascoltare soltanto?
Sebastiano Calella 29/07/2009 16.50



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LA SPESA. «1 MLN DI EURO RISPARMIATO IN 12 MESI»


Il presidente Chiodi ha ricordato che il governo regionale persegue, fin dal suo insediamento, l'obiettivo della riduzione dei costi della politica, e a tale scopo «occorrono grandi capacità, grande coraggio, chiedendo sacrifici ai cittadini, sfidando anche l'impopolarità ma facendo riforme per lo sviluppo dell'Abruzzo e per ridare speranza a tutti gli abruzzesi», ha sottolineato Chiodi.
Il presidente ha annunciato l'avvenuta chiusura della sede in Romania, con «presunti compiti di promozione», che consente un risparmio di 183 mila euro, la sospensione di rapporti commerciali avviati con il Brasile, perchè dall'esito incerto, risparmiando 300 mila euro annui.
Tagli ai costi sono stati decisi, a partire da quest'anno, anche in occasione della partecipazione dell'Abruzzo al Vinitaly (minori costi per 250 mila euro) e alla Borsa italiana del turismo (Bit) (300 mila euro di risparmio).
Nel complesso quindi è stato risparmiato in un solo anno oltre un milione di euro.
«Saranno sciolti enti inutili come l'Aret, l'Azienda regionale per l'edilizia e il territorio e il Sir, il Sistema ingegneristico regionale, che non ha prodotto nulla, mentre sono in atto processi di riorganizzazione per Arit, Aptr e Adsu».
Interventi che fruttano risparmi per cinque milioni di euro.
Il governo regionale ha posto poi mano alla riforma delle Ipab, gli istituti di assistenza e beneficenza. «Attualmente la galassia Ipab è fatta di consigli composti nel totale da un centinaio di persone – ha sottolineato Chiodi – con la riforma si arriverà ad appena quindici unità».

29/07/2009 17.48

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SVILUPPO ECONOMICO. ACCORDO PER 1,074MLD

A proposito di economia il presidente ha ricordato anche l'accordo di programma concluso tra la Regione e il Ministero dello Sviluppo economico per un miliardo e 74 milioni di euro.
«Questo accordo rappresenta la road map dello sviluppo dell'Abruzzo nei prossimi anni - ha spiegato Chiodi - un accordo che consacra il metodo della sistematicità degli interventi, non più slegati e frammentati tra loro».
L'accordo riguarda i settori dell'agroalimentare, dell'automotive, dell'edilizia e del turismo.
L'intesa, già conclusa, manca solo della firma perchè sono in via di assegnazione i fondi da parte del Cipe.
L'intesa con il Ministero dello Sviluppo economico comprende tutti gli accordi di programma tra cui quello della Sevel per circa 100 milioni di euro.
Il Presidente ha proposto poi una carrellata di risultati ottenuti dal lavoro della sua Giunta, come l'accordo quadro per l'internazionalizzazione delle imprese, il credito agrario, strumento fondamentale per gli imprenditori agricoli, il piano di sviluppo rurale, definito «un grande successo per le oltre 2300 domande pervenute, con un investimento di circa 500 milioni di euro».
Riferito poi ai fondi europei Por-Fesr 2007-2013, il Presidente ha elencato nel dettaglio la loro ripartizione in 136 milioni di euro destinati alla ricerca e all'innovazione, 36 milioni di euro per l'efficienza energetica, 50 milioni di euro per il potenziamento della banda larga, 111 milioni di euro per la riduzione degli squilibri territoriali. Infine 75 milioni di euro per i bandi per la cooperazione, nell'ambito del programma Ipa-Adriatico.

29/07/2009 17.48
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BILANCIO. «FATTA L'UNICA FINANZIARIA POSSIBILE»

In relazione al Bilancio della Regione, il presidente Chiodi ha osservato che «definirlo tale è un eufemismo. Praticamente, non esiste - ha detto - per questo è stata fatta l'unica legge finanziaria possibile, una legge rigorosissima, da lacrime e sangue. Del resto, è finito il tempo delle corporazioni che sono proliferate nel passato recente - ha sottolineato - ed è finito anche il tempo del saccheggio della finanza pubblica. Ma senza questo rigore, - spiega Chiodi - la Regione Abruzzo non avrebbe avuto la conferma del rating che abbiamo riottenuto nonostante il terremoto e le inevitabili conseguenze sotto il profilo economico e finanziario. Potevamo rischiare una declassificazione come è avvenuto per il Comune dell'Aquila ed invece non è stato così».
Dopo vari incontri, infatti, la Regione Abruzzo si è vista riconfermare il rating sia «per la legge rigorosa che abbiamo approvato ma anche per i tagli effettuati alla spesa. L'alternativa - ha osservato il Presidente - era quella di mettere le mani nelle tasche degli abruzzesi e questo non vogliamo farlo. Se fosse peggiorato il rating - ha continuato - sarebbero stati maggiori gli interessi che avrebbero dovuto pagare gli abruzzesi nei confronti dell'indebitamento».

Per la politica ambientale il presidente ha rivendicato alla sua Giunta il pieno merito della scelta fatta contro l'insediamento del Centro Oli ad Ortona. «Abbiamo fatto una scelta politica ben precisa dicendo no al Centro Oli - ha rimarcato Chiodi - abbiamo fatto in modo che anche il Governo nazionale e l'Eni si dichiarassero contro quel progetto».

29/07/2009 17.48

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CHIODI:«LEGGO SEMPRE PRIMADANOI.IT» MA NELLA RASSEGNA STAMPA NON C'E'

ABRUZZO. Eppure ieri lo ha dichiarato pubblicamente anche lo stesso presidente Gianni Chiodi in conferenza stampa, di fronte a decine di giornalisti e di simpatizzanti: «leggo anch'io PrimaDaNoi.it. Non sempre sono d'accordo, ma tant'è».
E che lo leggono, lo hanno confermato ieri gli assessori presenti, da Giandonato Morra a Mauro Febbo, Angelo Di Paolo, Alfredo Castiglione, oltre Nazario Pagano, presidente del Consiglio regionale, Riccardo Chiavaroli, Emilio Nasuti.
Ma nella rassegna stampa che ieri è stata consegnata su Cd da Abruzzo Comunicazione, struttura speciale di supporto stampa della Regione, Pdn non esiste, non c'è proprio, nemmeno per sbaglio.
Da dicembre 2008 fino al 12 luglio scorso (in questi ultimi 15 giorni la stampa non ha scritto di Chiodi?) ci sono 963 articoli solo di quattro testate: Tempo d'Abruzzo, Messaggero Abruzzo, Centro e Cronaca d'Abruzzo (che tra l'altro non si chiama più così). Zero articoli per il resto.
E non manca solo Pdn, che pure per numero di accessi è il primo giornale regionale on line. Mancano moltissime altre testate. Alla Struttura speciale di supporto stampa non ignorano che esiste Internet e che l'informazione viaggia in tempo reale anche sulla rete. Ma fare uno sgarbo al presidente e costringerlo a collegarsi per leggere Pdn che non trova in Rassegna stampa, sembra proprio una cattiveria…
s.c. 30/07/2009 9.11