Alla ricerca dei 4,5mln di euro perduti per realizzare gli Hospice che non ci sono

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E’ vero: in Abruzzo non c’è traccia di Hospice, come ci fa sapere la  Società italiana di cure palliative (Sicp).*CLINICA NEUROLOGICA D’ANNUNZIO E VILLA PINI DI CHIETI, C'È L'ACCORDO

A differenza di quello che ha dichiarato l’ex assessore Lanfranco Venturoni, rispondendo all’interpellanza del consigliere Antonio Saia sulla mancanza di strutture per curare i malati terminali di tumore, nemmeno a Pescara c’è un Hospice funzionante. C’è una targa vicino ad una porta, ma dietro c’è solo un ambulatorio per la terapia del dolore: «la struttura è stata inaugurata alcuni anni fa, ma non è stata mai aperta, tanto che giace in pessime condizioni», scrive Valeria Ballarini, presidente regionale della Sicp, e conferma la direzione sanitaria. Di Hospice non se ne parla, spiegano alla Asl, perché non è possibile assumere medici ed infermieri. Quindi non solo in passato non si è riusciti a passare dalla fase della progettazione a quella della realizzazione, nonostante i miliardi messi a disposizione dal Governo: anche oggi la cura dei malati oncologici non sembra un argomento degno di interesse per il Programma operativo, spesso presentato come il fiore all’occhiello della sanità targata Chiodi-Baraldi, ma che in questo settore non brilla. Infatti i progetti vengono rinviati e si affida tutto all’assistenza domiciliare, che non è l’Hospice, ma uno dei livelli di questo tipo di assistenza. Oppure si fa riferimento alla terapia del dolore, che non è l’Hospice, perché non basta questo intervento ad affrontare un problema che è molto più complesso e necessita di specialisti di vario tipo. E se consideriamo che l’Abruzzo è ancora l’unica regione in Italia senza Hospice, possiamo dedurre che la dignità della malattia non conta niente nella sanità che ci viene proposta.

Ma c’è di più. La notizia che rischia di modificare questo tipo di assistenza è che, proprio in presenza delle difficoltà di assumere personale, la Asl di Pescara sta pensando ad esternalizzare questo servizio, affidandolo ad una onlus attiva nel settore. A Chieti, invece, è stato annullato il progetto di Hospice a cui si stava lavorando sia con il manager Luigi Conga che con il successore Mario Maresca. Se adesso chiedi al centralino di parlare con l’Hospice o ti passano il reparto della Terapia del dolore dove ti rispondono che il centralino ha sbagliato o ti dirottano a Lanciano. Qui l’infermiere che risponde ti indirizza a parlare con il dottor Pier Paolo Carinci, responsabile dell’UOS, unità operativa semplice aziendale cure palliative, in predicato di essere incaricato di organizzare l’Hospice in quell’ospedale. E i 4,5 milioni di euro che in passato erano stati stanziati a livello nazionale per questo tipo di assistenza?

Sono andati “in perenzione”, dicono alla Asl di Chieti. Cioè non sono stati spesi e sono stati rimandati indietro. Adesso che i fondi non ci sono proprio, si pensa che la soluzione di Pescara, cioè di appaltare il tutto ai privati, sarà quella più percorribile. Insomma il dolore come fonte di lucro. Dalle opere pie, all’ospedale pubblico, agli appaltatori privati: una bella marcia indietro culturale nella terra di San Camillo, il santo che 400 anni fa aveva spiegato che curare i malati è un’opera di pietà cristiana.

Sebastiano Calella  29/03/2011 8.37

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CLINICA NEUROLOGICA D’ANNUNZIO E VILLA PINI DI CHIETI, C'È L'ACCORDO

CHIETI. L’obiettivo: ricerca scientifica su Alzheimer e pazienti in stato vegetativo. Settimana del Cervello dedicata alla ricerca in ambito neurologico

In occasione della Settimana del Cervello, evento mondiale dedicato alla ricerca in ambito neurologico, la Clinica Neurologica dell’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara e la Casa di Cura Villa Pini, siglano un accordo di collaborazione per sviluppare programmi di studio e di ricerca nel settore.

L’attività scientifica sarà coordinata dal professor Marco Onofrj, direttore della Clinica Neurologica dell’Università d’Annunzio e sarà svolta nel nuovo Dipartimento di Neuroscienze della Casa di Cura dove, grazie alle dotazioni tecnologiche e ai macchinari di ultima generazione, sarà possibile garantire assistenza clinica completa ai pazienti e svolgere indagini di alto valore scientifico.

In particolare, i protocolli di studio, attualmente in fase di definizione, riguarderanno due settori principali: gli stati vegetativi e la malattia di Alzheimer che, ancora oggi, solo in Italia colpisce un milione di persone e risulta particolarmente difficile da controllare.

Il professor Onofrj, autore di importanti studi in entrambi i settori, spiega che l’accordo con il Dipartimento di Neuroscienze della Casa di Cura Villa Pini “fornisce un modello di collaborazione di alto livello scientifico che ha permesso di soddisfare i criteri di studio della ricerca medica in questo ambito di cura”.

Presso il Centro Alzheimer, i ricercatori cercheranno di identificare i cosiddetti ‘marcatori biologici’, vale a dire le caratteristiche biologiche e genetiche associate alle diverse forme cliniche di demenza. Queste informazioni saranno finalizzate alla messa a punto di esami di diagnosi precoce e alla definizione di terapie farmacologiche mirate.

«Nel corso degli studi condotti sull’Alzheimer, abbiamo infatti identificato alcune nuove mutazioni genetiche – continua il professor Onofrj - e sviluppato nuovi protocolli diagnostici e terapeutici. L’accordo con Villa Pini ci permette ora di proseguire i lavori, che necessitano dell’osservazione di pazienti con disordini comportamentali specifici delle diverse forme di demenza, frequenti soprattutto nei pazienti in età avanzata».

L’Unità dei Risvegli sarà invece dedicata allo studio delle possibilità di recupero dei pazienti in coma ricoverati, dopo la fase acuta, all’interno della struttura dedicata esclusivamente a questo tipo di patologia. La ricerca moderna mira a separare gli Stati Vegetativi Persistenti da quelli cosiddetti ‘minimally conscious’ e quelli “Locked-in”, per le essenziali implicazioni prognostiche, assistenziali ed etiche.

«La collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze della Casa di Cura Villa Pini – sostiene ancora Onofrj - fornisce la possibilità di osservare i pazienti in stato vegetativo da lungo tempo e non solo in fase post acuta. Nella struttura potremo far dunque ricorso a particolari tecniche per la verifica degli stati di coscienza su lungo-degenti. Questa opportunità ha suscitato interesse a livello internazionale, tanto che diversi ricercatori europei e americani daranno un contributo agli studi».

Nel Dipartimento i ricercatori potranno avvalersi dei più moderni esami di neuro-fisiopatologia, come l’elettroencefalogramma ad alta densità (HD-EEG), i potenziali cognitivi e la poligrafia, la Stimolazione Transcranica Magnetica in EEG (TMS EEG), e le indagini con neuroimmagini, basate sulla risonanza magnetica funzionale, associata a studi di attivazione corticale, trattografia, spettroscopia e neuroanatomia quantitativa.

DIPARTIMENTO DI NEUROSCIENZE DELLA CASA DI CURA VILLA PINI

Il Dipartimento di Neuroscienze della Casa di Cura Villa Pini può contare oggi sul Reparto di degenza per malattie neurodegenerative - come i Parkinsonismi - sul Centro Alzheimer, su una Unità di Riabilitazione Post-ictus e su un Reparto per gravi cerebrolesioni acquisite, all’interno del quale si trova l’Unità di Risvegli, per pazienti con esiti di coma con stati vegetativi o stati parzialmente responsivi (Minimally Conscious States).

La collaborazione con l’Università di Chieti, tramite l’accesso alla rete di attività scientifiche internazionali della Clinica Neurologica, si inserisce in un programma di ricerca clinica che il Dipartimento sta sviluppando con diverse strutture nazionali ed internazionali, tra cui l’Istituto di Neuroscienze del CNR, l’ITAB e la Sezione di Scienze Radiologiche dell’Università di Ancona, con il sostegno della Fondazione Leonardo, presieduta dal professor Crepaldi e coordinata dalla professoressa Maggi.

La Casa di Cura Villa Pini di Chieti è una struttura del gruppo Policlinico Abano Terme.

29/03/2011 8.31