Il parlamento dei sindaci difende i progetti Pit

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. E’ stata accolta molto negativamente dai sindaci riuniti ieri dalla Provincia dell’Aquila presso la sede Ance la «destrutturazione indiscriminata» di tutti i progetti relativi ai fondi Pit pubblici operato dalla Regione in tutte e quattro le province.


Il progetto era stato già presentato dal presidente Chiodi che aveva già con tutti sottoscritto l'intesa. «In un solo colpo è stato azzerato un lavoro durato mesi», è stato fatto notare dai sindaci.
«Un lavoro fatto di molto tempo speso con consultazioni, riunioni e lunghe trattative che hanno coinvolto tutti e 108 i comuni del territorio provinciale, di ogni schieramento politico, oltre a numerosi soggetti imprenditoriali privati pronti ad investire negli assi definiti dalla strategia Pit su turismo, ambiente, energie alternative».
L'Asse 4 del Pit, quello relativo ali enti pubblici è stato portato da 23.418.000 € a 5.000.000.
La presidente Stefania Pezzopane per prima si è dichiarata rammaricata per le conseguenze che questo repentino cambio di programma provocherà sia nei bilanci dei piccoli comuni che si vedono sottratti improvvisamente di fondi che rientravano nella programmazione in corso, sia per le conseguenze su tante piccole economie locali che contavano su investimenti o strutture.
«Pur condividendo naturalmente la scelta di individuare risorse per le zone terremotate – ha spiegato la presidente - non ho apprezzato il fatto che queste siano state sottratte ai Pit, che pure erano ossigeno necessario per altre importanti impellenze di territori sofferenti. I soldi del cratere devono essere soldi nuovi non rimescolamenti di fondi di fondi che spettano ad altre province o magari ai territori fuori dal cratere alle prese con numerosi problemi di contiguità. Altrimenti si fa il gioco delle tre carte. Si tolgono i soldi a chi ha sete per darli a chi ha fame. L'economia invece deve ripartire in blocco e non c'è altro modo. Non ci arrendiamo però» – continua la Pezzopane – «Ho già avuto contatti tecnici con la Regione ed ora insieme ai sindaci chiediamo un incontro a Giunta e Consiglio e ai loro presidenti, per cercare insieme una rimodulazione più ragionata sia dei fondi che dei metodi che di fatto espropriano la Provincia (che finora aveva fatto un lavoro eccezionale di consultazione e programmazione dei progetti in tempi record) delle proprie competenze, affidando la gestione alla Regione con un atto verticistico».
I sindaci hanno mostrato rabbia e rammarico per non essere stati neppure avvisati di questa intenzione.
Firmando un Ordine Del Giorno che impegna la Regione a rivedere le strategie, hanno manifestato la volontà di iniziative forti affinché «nessuno pensi più di metterci i piedi in testa».
Anche perché quelle tagliate erano opere che le comunità aspettavano da anni e finalmente, dopo molta impegno, stavano per essere aperti i cantieri.
17/07/2009 11.48