Scontro sul metanodotto Foligno-Sulmona: agricoltori sulmonesi contro la Snam

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Non si fermano le proteste contro il metanodotto Foligno-Sulmona e la centrale di compressione del gas sulmonese che vorrebbe costruire la Snam; questa volta a manifestare sono oltre 120 coltivatori e proprietari terrieri.

SULMONA. Non si fermano le proteste contro il metanodotto Foligno-Sulmona e la centrale di compressione del gas sulmonese che vorrebbe costruire la Snam; questa volta a manifestare sono oltre 120 coltivatori e proprietari terrieri.Causa del contendere è la “dichiarazione di pubblica utilità”, precedentemente ottenuta dalla Snam ma scaduta il 27 giugno scorso senza nessuna opera avviata a causa della forte opposizione delle popolazioni locali.
La Snam naturalmente sta inviando al Ministero una nuova istanza, per riavere la dichiarazione di pubblica utilità, ma di nuovo sta trovando molte opposizioni al suo intento.
I contrari alla realizzazione del metanodotto e della centrale di compressione del gas che si vorrebbe realizzare a Sulmona, hanno inviato al Ministero per lo sviluppo economico le loro osservazioni per chiedere che questa dichiarazione di pubblica utilità non venga riassegnata.
«Tali impianti», secondo gli agricoltori di Sulmona, «comportano seri danni e consistenti limitazioni alle coltivazioni, con conseguente deprezzamento del valore dei terreni».
Il passaggio del metanodotto inoltre, come spiega il “Comitato salvaguardia territorio e salute”, «rischia di sconvolgere l'assetto idrogeologico delle aree interessate, in particolar modo nelle zone di Fonte d'Amore e Badia, dove la falda idrica è a pochissima profondità e dove sono presenti numerose sorgenti».
In quelle zone non mancherebbero nemmeno reperti archeologici, come testimoniano le antiche canalizzazioni delle bonifiche realizzate dai celestini molti secoli fa.
Gli agricoltori inoltre hanno forti perplessità riguardo la costruzione di un grande metanodotto e di una centrale di compressione del gas in un territorio altamente sismico.
«E' paradossale – spiega il comitato di cittadini – il tracciato del metanodotto sembra sia stato scelto per inseguire la faglia attiva del Morrone e la stessa centrale è localizzata in una zona vicina all'epicentro dell'evento sismico del 29 marzo scorso, fra Sulmona e Cansano».
Il silenzio invece è la linea seguita dal Comune, che non si è ancora pronunciato in materia.
Il comitato salvaguardia territorio e salute fin dal 9 giugno scorso dichiara di aver scritto al sindaco ed al presidente del Consiglio comunale per far sì che il Comune di Sulmona facesse pervenire al Ministero le sue osservazioni contro l'istanza Snam.
Ma fino ad oggi non si ha notizia della convocazione del Consiglio comunale.
«Ormai manca poco al termine di scadenza per le osservazioni – concludono dal comitato cittadino – e se il Comune non si pronuncerà, avrà perso un'importante occasione per difendere il nostro territorio ed i diritti non soltanto dei coltivatori, ma di tutti i cittadini».
Una delle poche certezze della vicenda, è che lo scontro, ormai trascinatosi da mesi, si preannuncia, come accade spesso in Abruzzo, lungo ed estenuante.

s.t. 16/07/2009 14.48