Trasporti, è nato il progetto Radio Taxi metropolitano

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Nasce il progetto Cometa-Radiotaxi grazie alla Confartigianato di Pescara che ha realizzato, per prima, il radiotaxi dell’area metropolitana.


Il progetto prevede che i tassisti dei comuni dell'area metropolitana che aderiranno al progetto, dopo che i comuni stessi avranno deliberato in merito, potranno acquisire clienti ovunque nel territorio.
Ciò produrrà un notevole abbattimento delle tariffe, anche perché i tassisti non applicherebbero più la tariffa extraurbana in quanto una volta usciti dal loro comune di residenza, il costo continuerebbe ad essere quello in vigore per le corse cittadine.
«Si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale», annunciano da Confartigianato, «che apre il mercato alla concorrenza, operazione largamente prevista e permessa dalla normativa in materia cui altri comuni del Nord Italia hanno già aderito. Pensiamo ai casi di Milano, Torino ma anche di Firenze e Verona».
Pescara sarebbe la prima città della costa adriatica ad offrire un simile servizio, che avrà una forte valenza sociale attraverso iniziative che andranno incontro alle esigenze delle fasce sociali più svantaggiate (portatori di handicap, non vedenti, anziani…etc) e ad alto rischio (i giovani e le donne).
«Il radiotaxi metropolitano», spiegano ancora dall'associazione di categoria, «contribuirà a collegare tutte le città comprese nell'area urbana anche in orari non serviti da altri mezzi pubblici, rendendo le città sempre più moderne e sempre più in linea con gli standard dei servizi offerti da altre aree urbane».
Al progetto, partito il 22 giugno scorso, hanno aderito al momento le città di Chieti e Montesilvano (Pescara).
Luigi Colalongo, presidente Confartigianato Taxi Abruzzo, ha spiegato, in proposito, che sia il ministero dei Trasporti sia un parere del Consiglio di Stato dicono chiaramente che «il tassista, dimostrando che l'inizio del servizio è avvenuto con partenza dal proprio Comune, può recarsi a prelevare clienti in ogni località del territorio nazionale».
E, dunque, per Colalongo, non c'é il vincolo secondo cui «il tassista deve operare per forza all'interno della propria città».

15/07/2009 15.42