Villa Pini: proteste in Senato, corteo dipendenti e carte in Procura

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Passano i giorni e la questione Villa Pini non si smuove. In Senato proteste da parte dell’Idv per il silenzio del ministro Sacconi. Nuovo corteo dei lavoratori a Chieti e nota riservata del senatore Legnini (Pd) in Procura.

Protesta del senatore Mascitelli dell'Italia dei Valori in Senato, nel corso dei lavori della seduta di oggi, per l'assenza di risposta da parte del Ministro Sacconi alle ripetute interrogazioni sullo stato dei rapporti con le strutture private del gruppo Angelini.
«Trovo molto grave - ha dichiarato il senatore Mascitelli - che in una regione commissariata e devastata dallo scandalo di sanitopoli, di cui ha parlato l'intera nazione, il Governo non senta il dovere di riferire in Parlamento su quanto stia succedendo nella sanità della nostra regione, nonostante i compiti e i pieni poteri affidati al Commissario».
Per Mascitelli stando così le cose salta per l'anno 2009 la ricontrattazione dei budget con le strutture private, salta il recupero dei crediti non esigibili per circa 60 milioni di euro di cui si era parlato al tavolo del Ministero dell'Economia, «salta adesso il rispetto del contratto collettivo nazionale, prescritto da una legge regionale nella sanità privata convenzionata, con un' allarme sociale per i gravissimi disagi arrecati a oltre un migliaio di lavoratori. Cos'altro bisogna ancora aspettare per chiamare le cose con il loro vero nome: qui non si tratta- ha concluso Mascitelli - di immobilismo del centro-destra, ma di complicità».

E questa mattina si sono fatti sentire anche i lavoratori del gruppo, da sette mesi senza stipendio.
Al termine di un corteo che si è mosso dalla sede del centro San Ste.far di Vasto, molti lavoratori, con striscioni e bandiere, hanno raggiunto il municipio per illustrare nell'aula consiliare le ragioni della protesta ai sindaci di Vasto, San Salvo, Cupello e Monteodorisio.
Da più di venti giorni, a causa del blocco delle prestazioni ambulatoriali dei centri della zona, sono molti i disabili e i pazienti bisognosi di cure che soffrono e vedono aggravarsi la loro situazione.
Un rimedio estremo, dicono i lavoratori, di fronte al silenzio di Regione e autorità giudiziaria che non sblocca i fondi per il pagamento degli stipendi.
Il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna ha chiesto un incontro urgente con la Asl Lanciano-Vasto, alargato alla presenza della Regione di attivare da subito i dovuti controlli ed accertamenti su come vengono erogate le prestazioni.
«Tale drammatica situazione – ha dichiarato poi il sindaco ad alcuni giornalisti presenti all'incontro – crea notevoli disagi oltre che per i dipendenti anche per i pazienti delle strutture ai quali non viene assicurata la dovuta assistenza. Non possiamo permetterci – ha aggiunto il sindaco Lapenna – di non dare assistenza ai bisognosi di cura e non possiamo permetterci di perdere centinaia di posti di lavoro».
L'incontro di stamane, al quale hanno partecipato le delegazioni di lavoratori di Vasto, Lanciano, Casalbordino, Monteodorisio, Chieti, Pescara, Teramo e Roseto, è stato aperto dal presidente del Consiglio Comunale Giusepe Forte che, nel suo intervento, «ha espresso la solidarietà di tutte le componenti dell'Amministrazione Comunale di Vasto. Il Comune di Vasto – ha detto Forte – è al fianco dei lavoratori per cercare di portare all'attenzione della Regione e dei vertici della Asl Lanciano-Vasto la drammatica situazione che stanno vivendo i dipendenti del Gruppo Angelini».

Il senatore del Pd Giovanni Legnini ha invece inviato oggi alla Procura della Repubblica di Pescara una nota riservata contenente tutte le informazioni raccolte sulla vicenda Villa Pini e la richiesta di intervento sulle omissioni delle autorità pubbliche e sulle gravi irregolarità nella gestione dell'azienda, compreso l'avvio del procedimento di commissariamento dell'azienda.
« I giorni passano e la situazione diventa sempre più drammatica», ha detto Legnini. «Io vado avanti come avevo dichiarato, perché è intollerabile che i lavoratori si avviino al settimo mese senza stipendio nel mentre la Giunta Regionale è immobile, l'azienda non da segni di vita e l'assistenza sanitaria è sempre più a rischio».

Critico anche Camillo D'Alessandro che arriva a chiedere le dimissioni di Febbo.
«Ancora una volta», afferma il capogruppo del Pd in consiglio regionale, «l'assessore Venturoni attraverso dichiarazioni ai giornali non dice nulla e non fa nulla, sempre la solita "litania" del passato, mostrando tra l'altro memoria corta sulla ricostruzione di ciò che è accaduto nella sanità, sull'assenza di regole durante la gestione Di Stefano-Pace nelle loro qualità di presidente di commissione sanità e presidente della giunta regionale durante gli anni dell'indebitamento della Regione». «Venturoni - riprende D'alessandro - ha l'obbligo di svelare cosa c'è dietro la guerra tra AN e Forza Italia sulla sanità privata. Perchè lui non si è presentato in Giunta lunedì scorso ben sapendo della proposta dell'assessore Febbo? Perchè non chiarisce la sua posizione in modo definitivo : intende o no revocare le autorizzazioni e gli accreditamenti al Gruppo Villa Pini?»
«Le stesse domande - conclude D'Alessandro - le rivolgo pubblicamente all'assessore Febbo, che dopo gli annunci sui giornali di decisioni clamorose e la brutta figura rimediata lunedì in giunta nel nulla di fatto dovrebbe avere il coraggio di dimettersi: o non conta lui o non vale nulla ciò che propone, in entrambi i casi la conclusione è la stessa».

01/07/2009 15.44