Sociale. Gatti: «nuovo piano da 88 milioni di euro, il migliore possibile»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Per la prima volta si ricorre anche a canali fondo europeo

«Questo Piano sociale regionale, il quarto dell'Abruzzo, è un grande risultato e non solo politico. E' il frutto di un lungo lavoro di concertazione iniziato ad agosto con la presentazione delle linee guida; approdato in Giunta a dicembre, dopo un intenso confronto con le parti, ed approvato; discusso e licenziato dal Consiglio la settimana scorsa».

In pochi flash, l'assessore alle Politiche sociali della Regione Abruzzo, Paolo Gatti, ha delineato la storia del "suo" Piano.

Lo ha fatto stamane, affiancato dal presidente, Gianni Chiodi. «Un documento elaborato senza consulenze - ha aggiunto l'assessore - e questo ci ha consentito un discreto risparmio e che ha accolto le istanze di tutti gli attori. Basti pensare che in Commissione sono giunti solo 15 emendamenti; in Consiglio due soli e un subemendamento. Un buon lavoro».

Per Gatti «l'unico Piano sociale possibile ed anche un buon Piano perchè giunge in un momento di contrazione delle risorse a tutti i livelli». «Abbiamo resistito - ha osservato - ed innovato, utilizzando per la prima volta canali del Fondo sociale europeo: 25 milioni di euro che ci consentiranno anche di far crescere la qualità del sistema. Presumibilmente entro luglio usciranno 24 bandi ai quali potranno, anzi dovranno, partecipare partenariati composti da Enti d'ambito (Comuni e territori), terzo settore e mondo delle cooperative. Diciamo a tutti loro - ha esortato l'Assessore - di mettersi insieme in reti di partenariato e concorrere per l'aggiudicazione dei bandi stessi».

«Questo Piano - ha fatto notare ancora - è stato concepito nell'ottica di un'integrazione tra sociale e sanitario. Come sapete abbiamo costituito un tavolo e tra un anno circa ci sarà la piena identificazione degli Enti territoriali d'ambito con i Distretti sanitari».

«Forse definire il provvedimento 'rivoluzionario' è eccessivo - ha stigmatizzato Gatti - Di certo contiene almeno dieci elementi innovativi. Cito solo il terzo: il controllo. E' previsto, infatti, un serio percorso di verifica e rendicontazione delle risorse spese affinchè vadano realmente a beneficio di chi ne ha bisogno».

Un Piano da 88 milioni di euro: i 25 già accennati del Fondo europeo; 33 dal bilancio regionale; i restanti dallo Stato. Gli Enti d'ambito avranno 90 giorni per definire i Piani di zona e dare avvio alla nuova articolazione. Gatti ha aupicato lo stesso confronto serio, costruttivo e non ostruzionistico, anche per le altre riforme in essere, quale quella delle Ipab (manca solo il voto finale in Commissione e prima di Pasqua dovrebbe approdare in Consiglio). Stesso dicasi per il testo unico sul welfare.

«Quella dei testi unici - ha concluso Gatti - è una politica molto evocata, che noi abbiamo intrapreso per far crescere il nostro territorio».

28/03/2011 17.35