Referendum flop: quorum in Abruzzo si ferma al 16,2%

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Come ampiamente previsto, il referendum per l'abrogazione di alcune norme della legge elettorale non ha raggiunto il quorum.

Questo referendum proprio non ha interessato gli abruzzesi e con il maltempo che ha imperversato su tutta la regione non si può dar certo la colpa al mare e agli ombrelloni.
Per il primo quesito (scheda viola) relativo all'abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste alla Camera ha votato il 9,51% degli aventi diritto.
Stessa percentuale per il secondo quesito (scheda beige) relativo al Senato.
E' di poco più alta invece (9,51%) l'affluenza per il terzo quesito (scheda verde), che riguarda l'abrogazione delle candidature multiple.
La percentuale regionale di affluenza, alle 22 di ieri sera, è quindi nettamente al di sotto del 16,4% della media nazionale.
Teramo è la provincia che ha partecipato di più con il 12,17% (probabile il traino del ballottaggio di Giulianova), seguono Chieti 9,19%, Pescara 9,07% e L'Aquila 7,89%.
A Giulianova, dove si vota per il ballottaggio, sono andati alla urne il 37,50% dei cittadini, contro il 56,55% del primo turno.

Si può andare a votare ancora fino alle 15 di oggi.
22/06/2009 13.55

RISULTATI FINALI

Come ampiamente previsto, il referendum per l'abrogazione di alcune norme della legge elettorale non ha raggiunto il quorum.
E' stato invece toccato il picco negativo nella storia della Repubblica: non era mai successo, infatti, che un referendum ottenesse un'affluenza così bassa: il 23,4% nazionale e un ancor più scarso 16,2 in Abruzzo.
A prevalere, comunque, con ampio margine, é stato il sì. I primi due quesiti, che miravano a eliminare alla Camera e al Senato il premio di maggioranza attribuito alle coalizioni, hanno avuto entrambi l'83,17% (133.374 voti).
Il terzo quesito sull' abrogazione della possibilità per uno stesso candidato di presentare la propria candidatura in più di una circoscrizione" ha vinto con il sì con il 90,27% dei voti (149.559).
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha annunciato che proporrà una modifica sulla legge che regola le consultazioni referendarie «per evitare che uno strumento importante di democrazia diretta diventi inutile».
Ad esultare, invece, è stata la Lega. «Anche nei momenti più difficili e drammatici, noi siamo capaci di vincere perché la gente è con noi» ha detto il leader del Carroccio Umberto Bossi. «Messa come l'avevano messa, il risultato del referendum è una nostra vittoria» è il commento di Roberto Calderoli. «Per come era stato fatto - ha aggiunto - questo referendum era stato concepito per cercare di distruggere la Lega e perciò, visto il risultato, possiamo dire che è stata una nostra vittoria». 23/06/2009 22.56