Berlusconi a L’Aquila, snobba i manifestanti e dribbla i giornalisti

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Nuova visita all’Aquila del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ieri pomeriggio. * DECRETO, SLITTA A MARTEDI' IL VOTO FINALE





L'AQUILA. Nuova visita all'Aquila del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ieri pomeriggio.




* DECRETO, SLITTA A MARTEDI' IL VOTO FINALE


Per la quattordicesima volta in Abruzzo dal 6 aprile, questa volta il premier ha evitato accuratamente il contatto con giornalisti e manifestanti.
Nessuna conferenza stampa, come nelle altre occasioni. Nessun incontro con gli sfollati, così come pure Berlusconi ci ha abituato in questi due mesi di visite. Questa volta la visita, la prima dalla fine della campagna elettorale, è stata puramente “tecnica”.
Telecamere evitate, così come le domande dei giornalisti, nel giorno in cui il Corriere della Sera pubblica la notizia dell'inchiesta aperta dalla Procura di Bari su un presunto giro di ragazze-squillo e l'intervista di Patrizia D'Addario che dice di essere stata pagata per trascorrere una notte nella residenza del premier a Roma.
Una nota che arriva dalla presidenza del consiglio parla di «ennesima spazzatura con la quale si riempiono i giornali. Io non mi farò condizionare da queste aggressioni e continuerò a lavorare come sempre per il bene del Paese».
Non aggiungerà altro, in tutta la giornata, ricca di impegni.
In Abruzzo il premier ha effettuato una ricognizione in elicottero a Cese di Preturo, alle porte del capoluogo, dove sono cominciati i lavori dei primi cantieri impegnati nella costruzione dei complessi residenziali antisismici previsti dal Progetto C.A.S.E..
Ha poi raggiunto la Scuola della Guardia di Finanza di Coppito per fare il punto sull'andamento della ricostruzione con il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso.
La visita a Coppito è stata anche occasione per incontrare gli imprenditori che si sono aggiudicati la gara di appalto per la costruzione dei complessi residenziali antisismici, con i quali il premier si è complimentato.
«E' una sfida importante», ha detto loro, «che dobbiamo vincere perchè vincere questa sfida significa che rimarrà nel palmares delle vostre imprese. Tutte le imprese - ha aggiunto - avranno un marchio di riconoscimento».
«Dal 15 settembre al 30 novembre», ha detto poi Berlusconi, «15 mila persone che hanno perso la loro casa, che sarà ricostruita nei prossimi due o tre anni a spese dello Stato, troveranno qui non solo una casa molto comoda, ma anche inserita nel verde e dotata di servizi».
Nelle scorse settimane era stato assicurato che un certo numero di case sarebbe stato pronto per inizio settembre, adesso la data sembra slittare pericolosamente ad inverno inoltrato per una città come L'Aquila dove il freddo arriva molto presto.
Prima di lasciare la caserma di Coppito Berlusconi è passato alla Di.Coma.C e alla Struttura di missione del G8, dove fervono i preparativi in vista del Vertice di luglio, dopo lo spostamento della sede del Summit dalla Maddalena all'Aquila.
Poi ha incontrato i neo eletti nelle fila del Pdl: Luigi Albore Mascia, neo sindaco di Pescara, Maurizio Brucchi, sindaco di Teramo, Guerino Testa, nuovo presidente della provincia di Pescara, Walter Catarra, neo presidente della provincia di Teramo, ed Enrico Di Giuseppantonio, neo presidente della Provincia di Cheti. Il gruppo è stato accompagnato dal coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone e dal vice, Fabrizio Di Stefano.



PEZZOPANE E CIALENTE: «CAMBIARE IL DECRETO»

Hanno incontrato il premier anche la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, e il sindaco Cialente, i quali hanno ribadito la necessità di cambiare «subito il decreto», anche con un maxi-emendamento del Governo.
«E' un grave errore buttarla in politica in questo momento di insoddisfazione diffusa», ha detto Pezzopane.
«Lo stanno facendo esponenti di governo e regionali in maniera irrispettosa. Colpendo anche i cittadini che si stanno organizzando liberamente ed autonomamente. Le istituzioni di questa città non raccoglieranno le provocazioni e le offese anche personali che ci vengono lanciate».

MOMENTI DI TENSIONE IN SALA STAMPA

E se Berlusconi non ha incontrato i manifestanti che erano ad attenderli in sala stampa è pur vero che erano in molti desiderosi di parlare con lui.

Mentre il premier girava tra grafici e pannelli luminosi, infatti, i tre rappresentanti del dissenso dei cittadini aquilani sul decreto terremoto hanno tenuto un incontro con i giornalisti nel corridoio che porta alla sala stampa per spiegare le ragioni della protesta.
«Siamo qui per partecipare alla conferenza stampa di Berlusconi - hanno detto - vogliamo parlargli, è un nostro diritto ascoltare come verrà ricostruita la nostra città».
Il consigliere comunale dell'Aquila di Rifondazione Comunista Enrico Perilli, l'esponente del comitato epicentrosolidale.net Stefano Frezza e il rappresentante del comitato 3,32, Enzo Blundo, volevano chiedere a Berlusconi «perché il decreto non viene finanziato con entrate certe. Con il gratta e vinci non si ricostruisce la città, vogliamo risorse certe».
Perilli ha anche sottolineato che «al posto delle case antisismiche che deturperanno L'Aquila nei 20 siti individuati dalla protezione civile e non dagli enti locali si potevano montare villaggi in legno che potevano essere smontati per un nuovo utilizzo da parte della protezione civile o rivenduti». Probabilmente avvertito dei malumori Berlusconi ha preferito ripartire senza incontrare nessuno.
E momenti di tensione si sono registrati proprio in sala stampa quando la Digos, insieme ad alcuni agenti della Guardia di Finanza, e' piombata per identificare tre "giornalisti".
Si trattava proprio degli tre esponenti dei comitati che volevano rivolgere domande al premier.
Una volta identificati sono stati lasciati in sala stampa

«NOI CITTADINI ESCLUSI DALLE DECISIONI»

Per Frezza il premier «deve sapere che i cittadini non sono stati coinvolti nelle scelte e che non tutti vogliono quel tipo di soluzione inoltre non è chiaro quali saranno i criteri di assegnazione di queste case e ancora vogliamo spiegare che la situazione non è tutto rose e fiori come viene fatto trasparire all'esterno».
«Avremmo preferito le case in legno», ha continuato Blundo, «e per gli studenti sarebbe stato più utile costruire un campus piuttosto che destinare loro le strutture antisismiche dopo il ritorno a casa degli assegnatari degli alloggi».
I tre hanno infine posto l'accento sul fatto che nelle tendopoli non si possono fare assemblee, non può mangiare chi non è iscritto da due mesi e soprattutto che gli enti locali sono espropriati del loro potere e che invece viene gestito interamente dalla protezione civile.

18/06/2009 8.53
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DECRETO, SLITTA A MARTEDI' IL VOTO FINALE

L'AQUILA. Slitta alla prossima settimana il voto finale sul decreto legge sugli interventi per la ricostruzione dell'Abruzzo dopo il terremoto.
In base ad un accordo tra i gruppi parlamentari, ieri sono ultimate le votazioni sugli emendamenti al testo, dopodiché verranno illustrati gli ordini del giorno.
Al voto finale si dovrebbe, dunque, giungere martedì. E non mancheranno polemiche se è vero che il testo è parso alla Pezzopane e al sindaco Cialente ancora carente. I due hanno chiesto al premier di tamponare i vuoti con un maxi emendamento.
Intanto ieri il deputato dell'Udc Pierluigi Mantini, che aveva avviato uno sciopero della fame, per chiedere la modifica del decreto legge 'Abruzzo', ha sospeso la sua protesta.
«Tutti gli emendamenti», ha detto il parlamentare, «anche quelli del tutto conformi agli impegni presi dal premier Berlusconi, sono stati respinti dalla maggioranza e dal governo e purtroppo anche con il voto dei parlamentari abruzzesi del Pdl».
Il deputato dell'Udc assicura: «Continueremo in altre forme e con rigore l'impegno per i diritti dell'Abruzzo e la corretta ricostruzione dei comuni terremotati».


I punti più importanti.

PRIMA CASA- lo Stato pagherà al 100% e con contributo a fondo perduto la ricostruzione e la riparazione della prima casa.

TETTO A MUTUI - Lo Stato potrà subentrare nei mutui di chi ha subito danni dal terremoto fino a un importo di 150mila euro. In contemporanea la proprietà dell'immobile passerà a Fintecna.

MINI RIPARAZIONI - Arriva un contributo fino a 10 mila euro per la riparazione di danni di piccola entità.

FONDO PREVENZIONE RISCHIO SISMICO - A partire dal 2010 è istituito un fondo ad hoc per le misure anti-sismiche nelle di 965 milioni di euro fino al 2016 di cui 44 per il primo anno. Dal prossimo luglio inoltre saranno in vigore le nuove norme anti-sismiche per l'edilizia.

PIU' FONDI A PROTEZIONE CIVILE E VIGILI FUOCO - Per le loro esigenze operative viene assicurata una spesa di 1,5 milioni di euro per il 2009 e 8 milioni di euro annui a decorrere dal 2010.

ZONE FRANCHE E INCENTIVI - Le imprese avranno a disposizione incentivi fiscali per la ripresa. E' possibile che arrivino anche sotto forme di zone franche urbane.

G8 ALL'AQUILA MA SARDEGNA RICOMPENSATA - I risparmi dovuti allo spostamento andranno alle le zone terremotate. Alla Sardegna viene garantita la realizzazione delle opere già avviate e di quelle in programma per il Summit.

GIOCHI - Sale a 1 euro la posta minima per le new-slot, scende invece dall'8 al 4% il prelievo erariale sugli incassi dei giochi con la possibilità però di un graduale aumento in futuro.

COPERTURE
- A copertura del dl si prevedono 1,152 miliardi di euro per il 2009. Il resto dei finanziamenti è spalmato fino al 2032, mentre a decorrere dal 2033 si prevedono finanziamenti per 2,9 milioni di euro. Ai quali vanno aggiunte altre risorse previste dal decreto, dai Fas alla lotta all'evasione, che non sono però esattamente quantificate.

GOVERNANCE ED ENTI LOCALI - Più spazio ai Comuni nella pianificazione della ricostruzione e la possibilità di deroga dal patto di stabilità interno. Misure che, però, per l'opposizione, sono al momento troppo vaghe anche per quanto riguarda la copertura.

18/06/2009 9.15