Riforma Ato Unico, Chiodi: «nuova governance per economicità e efficienza»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Risanamento e rinnovamento. Ora Abruzzo regione normale».

Una gestione del servizio idrico integrato efficiente, efficace ed economica; un Piano sociale innovativo, attento ai bisogni del welfare che premi la meritocrazia. Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, affiancato dalla sua Giunta quasi al completo, si è soffermato stamane sull'importanza dei due provvedimenti licenziati nel corso dell'ultima seduta del Consiglio regionale.

Il presidente, in particolare, ha illustrato la nuova governance dell'acqua, lasciando all'assessore competente, Paolo Gatti, l'illustrazione del secondo argomento.

«La legge di riforma del servizio idrico integrato - ha spiegato Chiodi - è composta da un monoarticolo che prevede l'istituzione di un unico Ambito territoriale ottimale, a fronte dei sei finora in attività».

«Siamo partiti da due obiettivi - ha aggiunto - una gestione pubblica dell'acqua (privato non solo il patrimonio, quindi); un sistema di investimenti che tenesse conto solo delle reali esigenze della comunità e non gonfiato, come accaduto finora, da deprecabili logiche politiche e clientelari, che determinavano tariffe esorbitanti e ingiustificate».

La nuova governance del servizio idrico integrato andava definita entro il 31 marzo. Così è stato.

Il presidente ha fatto cenno a tutte le anomalie del passato. Dalle spartizioni politiche delle società di gestione del bene, all'esplosione incontrollata delle assunzioni nelle stesse.

«Questa era la prassi in Abruzzo - ha osservato il presidente - nell'acqua come nella sanità e nei rifiuti. Addirittura per i rifiuti, settore notoriamente dispensatore di grandi profitti, solo nella nostra regione le società gestrici sono fallite, vedi Cirsu e Sogesa».

«C'è stato un utilizzo improprio delle risorse - ha detto ancora Chiodi - e non si è tenuto affatto conto della visione di area vasta, la più attuale, dell'utilizzo delle economie di scala, di un sistema tariffario unico».

I sei Enti d'ambito, prevede la nuova legge, verranno liquidati successivamente alla costituzione dell'Ente d'ambito unico, la cui gestione sarà affidata ad un Commissario nominato con decreto del Presidente della Giunta. Chiodi è andato oltre l'acqua.

«Mentre sta portando avanti un forte processo di risanamento (due Asl su quattro sono in pareggio di bilancio, le altre stanno seguendo lo stesso trend) - ha fatto notare - questo Esecutivo sta attuando un profondo rinnovamento. Stiamo riducendo i debiti futuri degli abruzzesi, frutto di pesanti cambiali firmate in passato, ma stiamo cambiando il modello organizzativo della sanità, del sociale, dei Consorzi industriali. Una incessante azione riformatrice affinchè l'Abruzzo abbia una gestione d'insieme oculata e virtuosa non tesa ad alimentare solo le richieste di una politica politicante».

E poi: «Sono solo due anni che amministriamo, ma abbiamo fatto più riforme noi che altri nei dieci anni precedenti».

Il presidente, quindi ha rivendicato «con orgoglio i risultati finora raggiunti, grazie anche ad una maggioranza incredibilmente compatta e determinata e ad un sostegno stupefacente dei partiti». Chiodi ha citato altresì il taglio dei 22 Enti regionali: «I restanti saranno riformati e torneranno poi alla gestione ordinaria».

«Sarà per necessità o per senso di responsabilità - ha concluso il presidente - che l'Abruzzo sta tornando ad essere una regione normale, considerata un unicum e non tanti improduttivi localismi territoriali».

CARAMANICO : «ORA CHIODI PROVVEDA ALLA REVISIONE DEI CANONI NEL SETTORE IDROELETTRICO»

 «Se davvero nella riforma del sistema idrico il Governatore ha inteso assecondare i criteri dell’economicità e il rispetto delle reali esigenze della collettività, come da lui stesso affermato, ora faccia un passo in avanti e provveda a mettere mano alla revisione dei canoni nel settore idroelettrico, il cui mancato aggiornamento comporta per la Regione Abruzzo la perdita di milioni e milioni di euro». Così in una nota il consigliere regionale Franco Caramanico interviene a proposito della riforma del sistema idrico, approvata nella seduta consiliare di venerdì 25 marzo. «Il presidente Chiodi dovrebbe riconoscere che se è passato il principio secondo cui l’acqua è un bene pubblico e non può essere privatizzato, lo si deve anche agli emendamenti da noi presentati. Ora è necessario che Chiodi, seguendo l’esempio dei presidenti di altre regioni italiane, provveda ad adeguare i canoni e i sovracanoni che le società corrispondono all’amministrazione per la gestione degli impianti idroelettrici. Nell’ultimo anno abbiamo perso circa 10 milioni di euro: adeguando i canoni, la Regione andrebbe ad incassare maggiori introiti che darebbero una boccata di ossigeno alle casse regionali e ai Comuni».

ACERBO: «QUELLO DI CHIODI E’ UN TRIONFALISMO FUORILUOGO»

«Gianni Chiodi e la sua giunta sono ormai un caso clinico», commenta il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo.

«E’ davvero fuoriluogo e stucchevole il trionfalismo che ha caratterizzato la conferenza stampa di stamattina. E’ stato presentata come chissà quale evento l’approvazione di un Piano Sociale striminzito, un copia e incolla il cui tratto caratterizzante è la mancanza di risorse causata dai tagli del governo Berlusconi a cui la Regione Abruzzo non è in grado di far fronte con risorse proprie. La giunta ha dimostrato anche una certa maleducazione perché avrebbe dovuto ringraziare l’opposizione che, per rispetto dei cittadini e delle cittadine più svantaggiati, hanno consentito una rapida approvazione del piano. Quanto alla legge sul servizio idrico è una bufala dichiarare che si è sventata la privatizzazione perché soltanto la vittoria del referendum del prossimo 12 giugno consentirà di rimuovere l’obbligo di consegnare l’acqua ai privati imposto per decreto dal governo Berlusconi».

28/03/2011 17.26