Cassa integrazione per Abruzzo Engineering. Scontro tra dirigenza e dipendenti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Voci sempre più insistenti vorrebbero per imminente la cassa integrazione per la partecipata Abruzzo Engineering, creatura voluta a tutti i costi da Lamberto Quarta e da Ottaviano Del Turco. MAROLA: «STIPENDI PAGATI REGOLARMENTE»





ABRUZZO. Voci sempre più insistenti vorrebbero per imminente la cassa integrazione per la partecipata Abruzzo Engineering, creatura voluta a tutti i costi da Lamberto Quarta e da Ottaviano Del Turco.



MAROLA: «STIPENDI PAGATI REGOLARMENTE»
Con la giunta di centrosinistra sembrava che la società fosse un vero gioiello, in grado di vincere anche appalti milionari e gare nazionali per la copertura dell'Abruzzo con la rete wifi.
Uno strumento che pareva essere molto utile e veloce.
Poi con gli arresti eccellenti dello scorso 14 luglio è iniziato il declino.
A dare la mazzata definitiva sarebbe stato anche il terremoto del 6 aprile scorso che però al momento sembra più una “buona occasione” per chiudere bottega che altro.
Dietro la facciata come al solito problemi politici. La giunta Chiodi non vede di buon occhio la vecchia dirigenza incarnata nella figura del direttore generale Vittorio Ricciardi e per questo avrebbe chiuso i rubinetti. D'altra parte però lo stesso direttore non ha fatto approvare dal consiglio di amministrazione ancora il bilancio per cui è impossibile sapere in quali condizioni realmente sia la società. Il braccio di ferro è in atto anche perché Ricciardi sa di giocarsi comunque le ultime carte.
I dipendenti, ancora una volta sono lo strumento e le vittime di questi giochi di potere e per questo sono in agitazione e riferiscono che circolano numerose voci di una imminente cassa integrazione che potrebbe essere avviata già in settimana.
Questa mattina intorno alle 13 potrebbero essere comunicati i nominativi.
Ci sarebbe infatti un incontro tra le rappresentanze sindacali e la società (per il 60% della Regione, 10% Provincia dell'Aquila, 30% Finimeccanica) alla fine del quale potrebbe essere fornita la lista delle persone da mandare in cassa integrazione.
Tra le altre cose da maggio i dipendenti non percepiscono lo stipendio e mancano all'appello anche la quattordicesima ed i ticket maturati.
L'atmosfera è davvero incandescente, si minacciano azioni clamorose ed anche quelle giudiziarie in ogni sede.
Sta di fatto che l'improvvisa crisi non è stata ancora sufficientemente motivata e arriva come un fulmine a ciel sereno.
Eppure secondo i manager l'azienda sarebbe sull'orlo del fallimento.
«Siamo stati isolati e messi a parte», hanno raccontato alcuni dipendenti di Abruzzo Engineering che hanno chiesto di rimanere anonimi, «non sappiamo ormai più nulla. Quello che è certo è che fino al 5 aprile tutti i vertici aziendali erano sorridenti e soddisfatti dal 6 invece è cambiata la musica. Che qualcuno ci spieghi che cosa è successo e come il terremoto abbia contribuito a far andare in fallimento la società».
Tutto viene motivato con la mancanza di commesse, anche se moltissimi dipendenti conoscono benissimo l'andazzo degli ultimi anni e di come la società sia stato sempre strumento nelle mani della politica che l'ha utilizzato a suo esclusivo tornaconto con tutto quello che ne consegue.
«Le promesse fatteci nell' ultima riunione sindacale», hanno spiegato i dipendenti, «sono tutte bellissime, ma noi alle promesse non crediamo. Ormai tutti sanno che la società nata 7 anni fa con un altro nome poi cambiato per volere di Del Turco era costituita prima da cento ex Lsu, tutti tecnici formati presso il dipartimento della protezione civile a Roma poi, anno dopo anno sono aumentati senza ce ci fosse una effettiva esigenza di personale».
Insomma Abruzzo Engineering è stato utilizzato come un carrozzone clientelare che è andato ingrandendosi sempre più fino a scoppiare. Ma per dichiarare che si era al collasso meglio utilizzare un'ottima scusa, magari come il terremoto.
Potrebbe, infatti, essere molto facile verificare i titoli di studio dei dipendenti assunti e valutare se per caso siano pochi i diplomati e pochissimi i laureati o magari se vi possano essere parenti di personaggi “influenti”. Ed il problema potrebbe ritornare di stretta attualità, perché magari a finire nella lista dei cassa integrati potrebbero essere proprio quelli senza un santo in paradiso. Ci si domanda allora dove sono andate a finire quelle «cose straordinarie» annunciate proprio da Lamberto Quarta prima del terremoto giudiziario e che fine hanno fatto tutte le commesse di allora.
Anche in questo caso la mancanza di trasparenza non permette ai cittadini di conoscere come sono stati gestiti milioni di soldi pubblici e se tutto si sia svolto nella piena legalità.
Per ora non si sa ancora nulla delle inchieste che pure sembravano avviate proprio su Abruzzo Engineering con una serie di sequestri di documenti. Si parlava di appalti in affidamento diretto…
15/06/2009 12.26


QUARTA ENGINEERING: L'INGEGNO AL POTERE
 

INCONTRO INFRUTTUOSO: NESSUN ACCORDO CON LA DIRIGENZA

L'incontro di stamane si sarebbe concluso con un nulla di fatto e con una vigorosa protesta dei dipendenti.
I sindacati hanno rigettato l'idea della società di mettere in cassa integrazione i dipendenti. Le rappresentanze aziendali chiederanno nei prossimi giorni un incontro urgente con rappresentanti della Regione per poi decidere il da farsi.
La proposta del direttore generale è stata giudicata dai dipendenti «iniqua» e «inaccettabile».

15/06/2009 14.01

MAROLA: «STIPENDI PAGATI REGOLARMENTE»

Anche se con qualche giorno di ritardo interviene il presidente di Ae, Raffaele Marola, per precisare alcune informazioni.
«Intanto», dice, «l'approvazione del bilancio è di competenza dell'assemblea dei soci su proposta del consiglio di amministrazione. Nel caso di specie il dottor Ricciardi ha reputato opportuno avvalersi della proroga specificatamente prevista dal ministero che ha esteso il termine ultimo per l'approvazione al 30 novembre. Sulla mancata erogazione degli stipendi confermo che sono stati tutti regolarmente pagati. La quattordicesima invece viene pagata da luglio e dunque appare strumentale l'affermazione contenuta nel vostro articolo».
Per quanto riguarda la scelta di usufruire della Cassa integrazione Marola parla di «opportunità consentita alle aziende ricadenti nel cratere dei Comuni colpiti dal sisma ed è stata concordata dalle organizzazioni sindacali per tutelare i dipendenti e mantenere l'attuale livello occupazionale».
Non sono piaciute nemmeno gli accenni alle modalità di assunzione del personale su indicazioni dei politici.
«Mi preme precisare», ha spiegato Marola, «che nella nostra azienda lavorano molti laureati e diplomati di capacità e competenze specifiche e riconoscibili, personale grazie al quale sono stati realizzati importanti progetti».
Sulle inchieste giudiziarie Marola precisa inoltre che le indagini avviate dalla procura dell'Aquila all'inizio del 2007 nei confronti della vecchia società Collabora Engineering dalla cui trasformazione è nata Abruzzo Engineering si è conclusa nella primavera del 2008 «evidenziando solo alcuni rilievi amministrativi. Attendiamo invece con serenità la conclusione dell'unico procedimento ancora in corso di definizione».

02/07/2009 16.35