Derivati: Gdf, 24 inchieste, 44 enti locali esposti per 9 mld

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Guardia di Finanza ha attivato nell'ultimo anno e mezzo 24 filoni di indagine sull'utilizzo di prodotti derivati da parte di enti locali e società pubbliche in tutta Italia.

I cosiddetti Swap hanno fatto discutere negli ultimi mesi per quella pericolosità che spesso li vuole associati ad una specie di roulette russa.
Il banco vince sempre, le amministrazioni pubbliche perdono centinaia di migliaia di euro a botta.
In questi filoni non comparirebbe l'Abruzzo che pure ha fatto un uso importante della finanza creativa e che sta cercando di correre ai ripari prima che sia troppo tardi.
Ma la Corte dei Conti regionale starebbe però lavorando per l'accertamento di eventuali responsabilità per danni erariali da parte di funzionari ed amministratori locali.
Ma si temono decine di brutte sorprese dovute alla mancanza di trasparenza e dunque alla non conoscenza di molti contratti che sarebbero pure stati stipulati dalle amministrazioni locali ad ogni livello e di cui non è stata data alcuna pubblicità.
E' quanto emerso nel corso di un'audizione dei rappresentanti della Gdf in Commissione Finanze del Senato.
In questa maxi operazione sono coinvolte anche le Procure regionali della Corte dei Conti del Lazio (2), Veneto (2), Puglia, Umbria e Piemonte.
La Gdf evidenzia quindi che 16 delle 24 inchieste hanno come destinatari 44 enti territoriali (2 regioni, 1 provincia, 9 comuni capoluogo e 32 non capoluogo) ed una società pubblica (Poste Italiane) che «tra il 2002 e il 2006 hanno stipulato contratti derivati su tassi di interesse collegati a sottostanti valori nozionali pari complessivamente a 9,1 miliardi di euro».
Guardando ai dati disaggregati il valore maggiore fa riferimento al Comune di Napoli (2,1 miliardi), seguito dalla Regione Piemonte e dal Comune di Torino (complessivamente 2 miliardi). Per Poste Italiane il valore dei contratti ammonta invece a 77 milioni di euro
In più 44 enti territoriali risultano aver stipulato contratti derivati per un valore nozionale di nove miliardi di euro.
Nel dettaglio, 16 investigazioni di polizia giudiziaria (nessun caso in Abruzzo) sono state aperte per ipotesi di truffa, appropriazione indebita e falso, presso le Procure della Repubblica di Roma (3), Milano (2), Torino, Verona, Asti, Como, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Brindisi, Ragusa e Messina.

11/06/2009 10.30

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=swap&mid=6&action=showall&andor=AND]TUTTO SUGLI SWAP IN ABRUZO[/url]