Abruzzo Lavoro, la selezione delle "menti eccelse" finisce alla Corte dei Conti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E’ finito alla Procura regionale della Corte dei Conti un esposto sulle selezioni di «tre menti eccelse» che alla fine dello scorso anno hanno riguardato il “misterioso” mondo di Abruzzo Lavoro.


La storia non è nuova perché già nel dicembre del 2008 ne abbiamo parlato approfonditamente.
In quella occasione, però, il “fattaccio” non finì in nessuna procura ma nelle mani di Philippe Hatt, capo delegazione della direzione generale Occupazione dell'Ue.
E in quel caso dall'Unione Europea arrivò una bella tirata d'orecchie: con una nota la commissione d'oltralpe dovette fornire una piccola lezione di trasparenza e legalità all'Abruzzo, ricordando che chi è chiamato ad operare nella progettazione europea deve essere selezionato nel «rispetto di principi generali come la non discrezionalità, la parità di trattamento e la trasparenza».
Ogni tanto qualcuno se lo dimentica.

IL CONCORSO PER CERCARE LE MENTI ECCELSE

Il nuovo concorso venne bandito a dicembre 2008, in piena campagna elettorale. Solo 10, inizialmente, i giorni di tempo per candidarsi (dal 3 al 12 dicembre) che tra sabato, domenica e giorno dell'Immacolata si ridussero a 7.
Il 9 dicembre venne inoltrata la prima email alla segreteria di Hatt e il 12 (data di scadenza) venne richiesta la riapertura dei termini per permettere a chiunque fosse interessato di partecipare.
Ma quello stesso giorno il sito di Abruzzo Lavoro era oscurato: sparito, svanito nel nulla.
Rimase così per tre giorni, ricordano oggi quanti provarono invano ad accedervi.
Il giorno 15, come per magia, rispuntò fuori sia il sito che il bando, nuovo e aggiornato: venne concessa una proroga fino al 24 dicembre.
Una ammissione di responsabilità? Tante scuse per l'inopportuna selezione rapida?
No, nient'affatto: si disse semplicemente che erano arrivate solo due candidature e c'era bisogno di nuovi aspiranti “geni”.
Ma qual era il profilo ricercato da Abruzzo Lavoro?
Ecco come recitava il bando: tre esperti «di fama nazionale» da acquisire come componenti del comitato di coordinamento tecnico scientifico, che resteranno in carica fino «a giugno 2010».
Come avevamo già scritto la collaborazione «prorogabile fino alla fine degli interventi» prevedeva un corrispettivo di «500 euro per ogni giornata di lavoro back-office», «150 euro per una giornata di lavoro presso l'ente».
Menti eccelse, quindi, o per dirla come era stato scritto da Abruzzo Lavoro «esperti dotati di competenze ed esperienze rilevanti e riconosciute a livello nazionale» con piena libertà di movimento perché la collaborazione è «espletata in piena autonomia, senza vincoli di subordinazione, in via non esclusiva».

DALL'EUROPA ALTRE TIRATE D'ORECCHIO

Dall'Eruopa intanto, costantemente informata dai precari che qui si sentivano discriminati, il 19 dicembre Hatt strigliò tutti e ricordò le regole di selezione.
Non solo, chiese anche di essere aggiornato sulla vicenda.
Anche perché i precari scartati (12) avevano decisamente il dente avvelenato, convinti che gli atti dalla direzione di Abruzzo Lavoro fossero «volti a perpretare un trattamento discriminatorio».

PROROGA SÌ O PROROGA NO?

L'8 marzo 2009 venne tirata in ballo anche la Commissione Europea, Unità del Fondo Sociale Europeo Italia, Romania e Malta, per chiedere se l'uso della proroga per prolungare la durata dei contratti legati ad attività del fondo sociale europeo, con la scusa della continuità degli obiettivi, fosse lecita.
La risposta è arrivata qualche giorno fa, a firma del responsabile Michel Laine che è chiaro: «la data di applicazione di un eventuale disimpegno sarebbe il 31 dicembre del 2009».
Viene anche definito improprio il termine della «estrema urgenza» invocata da AL, perdipiù per collaboratori mai posti a confronto con la benchè minima prova selettiva in evidenza pubblica.
Laine per tutti gli altri dubbi rinvia il pronunciamento alla magistratura (ordinaria e contabile) per sanare eventuali discriminazioni e disparità di trattamento.
Così adesso sarà la Corte dei Conti a dover stabilire se ci fu danno per le casse pubbliche.

A.L. 10/06/2009 15.57