Abruzzo quinta regione d’Italia per cassa integrazione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Uil: «Non abbassare la guardia: la fine della crisi non è dietro l’angolo»


I dati di maggio dicono che nel nostro Paese la cassa integrazione non tende ad arrestarsi e ad oggi interessa più di mezzo milione di lavoratori.
In Abruzzo, bisogna guardarsi dall'errore di sottostimare il dato, secondo la Uil: precipita l'utilizzo della cassa straordinaria (prevalentemente legata a vecchie crisi strutturali e probabilmente sgonfiata soprattutto dall'esaurirsi dello strumento e non dalla guarigione delle aziende che vi avevano fatto ricorso), ma l'aumento della cassa integrazione ordinaria, il vero termometro della crisi in corso, è di enorme rilievo.
«L'Abruzzo», analizza Roberto Campo, segretario regionale della Uil, «passa dall'essere la settima regione d'Italia ad aprile al quinto posto di maggio, per numero di ore e numero di lavoratori. Dopo Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia, c'è l'Abruzzo. Oltre 3 milioni e 100.000 ore, quasi 19.000 lavoratori in cassa ordinaria, senza contare la straordinaria, gli ammortizzatori in deroga e i contratti a termine non rinnovati alla scadenza».
Ipotizziamo che il balzo in avanti della cassa ordinaria sia dovuto anche alle conseguenze del terremoto: «il settimo posto non meraviglia, perché siamo la settima regione industriale, ma arrivare addirittura al quinto è dipeso, probabilmente, dal terremoto».
L'Assessorato al Lavoro ha definito le modalità di accesso agli ammortizzatori in deroga, per cui per il primo semestre gli strumenti anti-crisi sono finalmente tutti in funzione.
«Bisogna attrezzarsi per la verifica di luglio con il Governo», aggiunge Campo, «per avere le risorse per coprire anche il secondo semestre con ammortizzatori in deroga. La crisi, infatti, non dà ancora segni di essere prossima alla fine. Sarebbe anzi necessario, come propone la Uil a livello nazionale, definire una moratoria vera e propria dei licenziamenti.
La crisi non si tampona solo con gli ammortizzatori, ma è urgente decidere su alcuni grandi progetti industriali che possono rinforzare e qualificare il nostro apparato produttivo, da quello dell'automotive e del Campus tecnologico di Val di Sangro promosso da Sevel e Honda al primo modulo dell'investimento Micron. Ne parleremo nell'incontro con il presidente Chiodi, fissato per il 16 giugno».
10/06/2009 10.54