La Uil incalza la Regione: «adesso bisogna governare»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «L’emergenza non è finita, ma è necessario che la Giunta Regionale chiuda la fase di inevitabile confusione in cui ha avuto inizio la legislatura».


Il segretario regionale della Uil, Roberto Campo, invia un messaggio alla Regione che prima con il rodaggio dell'insediamento, poi con la crisi mondiale e infine con il terremoto è rimasta al palo.
«La Regione deve mettersi al centro dei processi, elemento fondamentale di raccordo tra Abruzzo e Roma», chiede Campo.
«Il ruolo forte che assume necessariamente il livello nazionale, in particolare il Governo e la Protezione Civile, deve essere bilanciato dalla Regione, che deve offrire sedi e modi di confronto e di raccordo alle istituzioni locali e alle parti sociali. Va evitato il campanilismo, ma anche un centralismo non temperato».
Un mese fa, come ricorda Campo, i sindacati e Confindustria hanno chiesto un incontro al presidente Chiodi per concordare un'agenda delle priorità sulle tre questioni principali, terremoto, crisi esogena, crisi endogena: «non abbiamo avuto risposta. Insistiamo».
Perché il lavoro da fare è tantissimo: «Bisogna concordare il sistema di governance da adottare per i prossimi mesi», spiega il segretario della Uil, bisogna dare alle parti sociali lo strumento per esercitare il proprio ruolo sull'impiego ottimale dei fondi strutturali e del FAS, deliberando in Giunta Regionale il relativo Protocollo emendato dalle parti sociali: siamo la sola Regione ancora priva di regole condivise».
E poi ancora «bisogna dare risposte chiare a grandi progetti di investimento e sviluppo che possono cambiare in meglio il quadro economico-sociale regionale, dall'automotive alla Micron» e l'assessorato al Lavoro deve muoversi «sul fronte degli ammortizzatori in deroga (accordo 27 aprile per l'area sisma e accordo quadro regionale del 20 maggio): ora si deve integrare il sostegno al reddito con le politiche attive, il rilancio del sistema formativo, la politica industriale».
Non manca il sempre spinoso capitolo della Sanità: «bisogna concordare con il Governo», continua Campo, «un diverso piano di rientro del deficit della sanità; la conferma delle risorse FAS per i progetti di innovazione, ricerca, bonifiche industriali; l'inserimento dell'Abruzzo nel capitolo delle opere infrastrutturali strategiche. Bisogna mettere in campo un programma di riforme regionali, preciso negli obiettivi e definito dei tempi».

26/05/2009 12.19