«Dopo il terremoto il piano di rientro sanitario è insostenibile»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Piano di rientro della sanità firmato nel marzo 2007 dovrà essere bloccato o quantomeno rivisto.

E' la richiesta che giunge dall'intera Commissione consiliare sanità che quest'oggi ha avuto un vertice con il Commissario straordinario Redigolo.
Si attende nel frattempo anche l'esito del Tavolo di monitoraggio fissato a Roma per venerdì per decidere i prossimi passi.
Al centro del vertice c'era la necessità di affrontare il nodo del Piano di rientro firmato nel marzo 2007 tra Ministero della Salute, Ministero dell'Economia e delle Finanze e Regione Abruzzo e che imponeva alla Regione stessa l'adozione di alcune misure per tamponare il pesante deficit registrato nel settore sanitario con interventi tesi al riequilibrio del profilo erogativo dei Lea, i livelli essenziali di assistenza, e all'azzeramento del disavanzo entro il 2010, con la riorganizzazione, riqualificazione e potenziamento delle strutture sanitarie, che però inevitabilmente si traducevano anche con tagli sul personale sanitario.
Poi a peggiorare le cose è arrivato anche il terremoto del 6 aprile scorso.
Nell'accordo si puntualizzava tra l'altro che quegli interventi venivano adottati alla luce del «contesto economico, finanziario, demografico, socio-economico, organizzativo e gestionale del sistema sanitario regionale».
«Oggi quel contesto», sostiene detto la presidente della V Commissione consiliare permanente della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, «è profondamente mutato a causa del sisma che ha colpito in modo devastante 49 comuni della sola provincia aquilana, capoluogo compreso, e soprattutto ha sconvolto l'assetto economico e demografico dell'intera regione Abruzzo. Per tale ragione l'intera Commissione, ha oggi sollecitato il Commissario Redigolo a bloccare e rivedere quel Piano: l'Abruzzo sta attraversando una delle fasi peggiori della propria storia e soprattutto la politica dei tagli sta dimostrando di non riuscire a risollevare le sorti del territorio».
«Il Commissario», ha aggiunto Verì, «ha già ufficializzato alla Commissione che per ora il Piano di rientro è momentaneamente sospeso e che sottoporrà il ‘caso' all'attenzione del Tavolo di monitoraggio Stato-Regioni fissato per venerdì prossimo, 15 maggio. Intanto ha anche comunicato di avere a disposizione nuovi fondi pari a 40 milioni di euro utilizzabili per sostenere costi ordinari determinati dal terremoto».
Subito dopo il Tavolo, la presidente Verì riconvocherà in Commissione il Commissario Redigolo «con l'assessore Venturoni per un confronto tecnico-politico. L'obiettivo sarà quello di ottenere una rinegoziazione del debito per allentare la morsa dei tagli e comunque ripianare la situazione debitoria, un obiettivo di cui mi farò carico e portavoce a Roma».

«L'audizione del commissario Redigolo di stamattina è stata deludente e frustrante. Si è evidenziata l'urgenza di una riunione alla quale partecipino anche l'assessore alla sanità Venturoni e, possibilmente il presidente Chiodi, come già richiesto dal sottoscritto», è stato il commento di Maurizio Acerbo candidato sindaco a Pescara per Rc.
«Redigolo, dopo aver bloccato l'ex-Progetto Armonia e le borse lavoro per i disabili», ha aggiunto, «ci dice che sarà compito delle Asl farli ripartire e che avrebbe dato mandato in tal senso ai manager, ma non si capisce con quali soldi visto che quelli stanziati dalla Regione li ha bloccati. Per i precari dice che le Asl possono procedere alle proroghe, ma anche quì non si capisce come, dove, quando.
Per quanto riguarda la rimodulazione del Piano di rientro che sta asfissiando l'Abruzzo ha rigettato la palla su Chiodi perchè la cosa riguarda il "tavolo politico"».
«Evasivo e impreciso» per Acerbo è risultato il commissario anche sul contenzioso con le cliniche private demandato ai manager Asl («le cliniche vincono sempre perchè la legge è dalla loro parte o perchè la parte pubblica è latitante?», si è domandato Acerbo).
«La situazione è grave, e pure seria perchè il disastro della sanità abruzzese lo pagano i malati, i lavoratori pubblici e privati, i cittadini con ticket e tasse», ha concluso l'esponente di Rc.

13/05/2009 15.22