Le grandi inchieste. Dopo le indagini la giustizia stenta

Alessandro Biancardi

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Le grandi inchieste. Dopo le indagini la giustizia stenta
ABRUZZO. Certo si «lavora alacremente», non si perde tempo e non si scaldano le sedie. E’ vero che le risorse scarseggiano e dal governo arrivano sempre meno spiccioli per i bisogni quotidiani della giustizia. Il risultato è che i processi si allungano, le sentenze sono un miraggio e la prescrizione galoppa.
Ieri un problema nelle notifiche ha determinato il rinvio al 16 giugno prossimo dell'udienza preliminare per il presunto fallimento pilotato dell'ex pastificio Del Verde di Fara San Martino, in programma dinanzi al Gup presso il Tribunale di Vasto.
Sono quattordici gli indagati: Giancarlo Masciarelli, ex presidente della Fira, l'imprenditore di Altino, (Chieti), Marco Picciotti, il cognato di questi Alessandro Giangiulio, Francesco Corazzini, Giorgio De Gennaro, Giorgio Guido Canella, Antonio Di Loreto, Manola Giangiulio, moglie del Picciotti, Rita D'Alonzo, Pietro Anello, Carmela e Leonardo Alimenti, ex azionisti della Delverde, Rocco Iezzi e Franco Picciotti.
Secondo la tesi della pubblica accusa, gli indagati avrebbero concorso ad espletare atti successivi finalizzati al fallimento dell'importante industria in modo da poter entrare in possesso dell'azienda a costo zero.
Tra i capi di imputazione contestati la concussione, il falso, la malversazione e l'induzione in errore.
Dunque ancora uno sbaglio, ieri, (tra l'altro molto comune, si pensi che nel caso dell'inchiesta Ciclone di Montesilvano è avvenuto 2 volte) che permette lo slittamento dell'udienza preliminare, cioè quella parte immediatamente successiva alle indagini che non è ancora processo.
In quella sede il Gup, infatti, dovrà soltanto stabilire se gli elementi raccolti sono sufficienti per sostenere l'accusa in un processo.
Niente di più. Dopodichè inizierà lo scontro tra le parti con la discussione delle prove in contraddittorio per arrivare faticosamente solo alla sentenza di primo grado. Eppure il 31 ottobre del 2007 scrivevamo "chiuse le indagini sulla ex Delverde". Ne è passato di tempo da allora…
Ne sono successe di cose ma alla giustizia vengono imposti tempi “geologici”.
Gli scandali nel frattempo aumentano come le indagini. Nel frattempo Masciarelli, il presunto organizzatore della squadra, è stato coinvolto nella inchiesta-costola nata dal filone vastese (inchiesta Fira) e poi scoppiato il bubbone della Sanità anche in quel caso con clamorose scoperte.
Nel frattempo tutti gli indagati sono ritornati alla quotidianità di sempre, qualcuno è riuscito a rifarsi una vita raccontando a destra e a manca di esserne uscito pulito (ed il processo non è nemmeno cominciato, ma si sa il popolo ne capisce poco di queste storie ed i ricordi delle manette sono così labili…). C'è chi persino ha continuato a lavorare negli stessi ambiti e a braccetto con le amministrazioni pubbliche che pure non si sono mai tirate indietro.
Scandali che hanno fatto scalpore nel momento degli arresti e che poi si perdono nel momento che dovrebbe essere più importante: quello dell'accertamento della verità.
Dunque che fine hanno fatto le grandi inchieste?
L'inchiesta Fira è stata chiusa lo scorso settembre, nel frattempo il pm Guerra ha chiesto il distaccamento temporaneo a Gela, costringendo il procuratore a delegare un altro magistrato per espletare gli interrogatori chiesti dopo la chiusura.
Non che sia una condizione ottimale anche perché non è facile studiare gli oltre 50 faldoni.
Ma ci sarebbe la volontà di chiedere il rinvio a giudizio nel giro di un mese per poi aprire le porte alla udienza preliminare.
Sopite anche le polemiche legate alle copie digitali dei faldoni che sono state fatte in gran parte proprio dall'indagato numero uno: Masciarelli.

L'INCHIESTA SULLA SANITA'

Tempi leggermente più larghi invece per la chiusura dell'inchiesta sulla Sanità che vede accusati Del Turco &c.
La scorsa settimana continuavano a pervenire negli uffici del pool (Di Florio, Bellelli e Trifuoggi) incartamenti provenienti da banche estere dove si presume siano stivate le cifre provenienti da altrettante presunte tangenti.
Moltissime banche hanno risposto nei mesi scorsi, immediatamente quelle di Londra avrebbero fornito dettagli interessanti sulle operazioni di cartolarizzazione. Pare che dettagli interessanti siano giunti anche da alcune banche dell'Albania dove pure si era detto fin da subito potessero essere i soldi.
Ma allora non si sapeva dove. Evidentemente gli inquirenti sono riusciti non solo a capire la nazione che potrebbe custodire i soldi ma anche la città e persino l'istituto bancario.
Dettagli necessari perché solo così si possono chiedere spiegazioni e collaborazioni ai dipendenti e dunque avere risposte (che possono anche non essere date) per diversa giurisdizione.
L'intenzione dunque è quella di chiudere l'inchiesta al più presto ma tutto dipende dalla velocità che impiegheranno pm e tecnici per decifrare i plichi e gli allegati inviati via mail.

LA DISCARICA LA TORRE

E anche il neo presidente della Regione è in attesa.
E' slittata infatti a giugno (giorno 16) anche la prima udienza del processo per i crolli della discarica La Torre di Teramo dove sono indagate 15 persone tra amministratori locali, tecnici e politici. Qui l'iter della giustizia è stato forse leggermente più rapido ma non senza rallentamenti.
Tra questi spicca proprio il presidente della Regione, Gianni Chiodi, indagato in qualità di ex sindaco della città.
Qui più volte l'udienza è stata spostata, una volta anche per motivi elettorali.
Tutti gli indagati, di centrodestra e di centrosinistra, si accordarono per riparlarne dopo le elezioni regionali.
Il rinvio a giudizio è arrivato il 26 febbraio scorso per Chiodi, il presidente della Provincia, Ernino D'Agostino (PD), e ad altre nove persone.
Il processo sarebbe dovuto cominciare il 20 aprile, la vicenda, come si ricorderà, è cominciata a febbraio del 2006.
Le ipotesi di reato contestate sono attività di gestione dei rifiuti non autorizzata, inquinamento dell'aria, crollo colposo al falso materiale, getto pericoloso di cose, deturpazione di bellezze naturali, omessa denuncia di reato.

D'ALFONSO, WINE GLASS E MARE MONTI


Storia diversa per le inchieste sul Comune di Pescara che hanno portato all'arresto del sindaco D'Alfonso: già chiuse le indagini si attende l'udienza preliminare così come per le accuse relative al concorso pilotato del braccio destro, Guido Dezio.
Rimane tuttavia aperto un altro filone sulla gestione dalfonsiana della città, un'altra inchiesta sulla Mare-monti, un'altra ancora sul Wine Glass. Sviluppi importanti potrebbero giungere anche dai fascicoli aperti per i concorsi contestati alla Provincia di Pescara ed a quelli gestiti dalla Regione dove sarebbero stati accertati illeciti.

IAL CISL

E l'inchiesta sullo Ial Cisl, l'ente di formazione del sindacato fallito con un buco milionario per investimenti e spese molto particolari? Si è parlato fin da subito di ramificazioni importanti, a livelli molto alti. Tra le centinaia di persone truffate c'è malcontento e sfiducia ed iniziano a circolare voci (per la verità sempre presenti) di insabbiamenti e telefonate romane. La verità è che il consulente anche in questo caso deve studiare decine di faldoni.
Chi vivrà vedrà.

08/05/2009 11.39

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=ial+cisl&mid=6&action=showall&andor=exact]TUTTO SULL'INCHIESTA DELLO IAL-CISL[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=inchiesta+del+turco&mid=6&action=showall&andor=exact]TUTTO SULL'INCHIESTA DELLA SANITA'[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/news2/article.php?storyid=188]TUTTO SULL'INCHIESTA EX DELVERDE[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/news2/article.php?storyid=186]TUTTO SUL CICLONE MONTESILVANO[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=INCHIESTA+PESCARA+ARRESTO+D%27ALFONSO&mid=6&action=showall&andor=AND]TUTTO SULL'INCHIESTA DI D'ALFONSO[/url]