Turismo, Di Dalmazio: «serve strategia condivisa, le risorse sono poche»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Sono stati oltre cento gli imprenditori turistici - albergatori, balneatori, agenti di viaggio - arrivati da tutto l’Abruzzo per la convention promossa da Assoturismo-Confesercenti, la federazione delle imprese operanti nel turismo. * BALNEATORI IN RIVOLTA CONTRO IL GOVERNO
All'assemblea, aperta da Daniele Zunica, presidente di Assoturismo, hanno presenziato fra gli altri Beniamino Orfanelli, presidente di Confesercenti, il direttore regionale Enzo Giammarino, Armando Cipriani – sindaco di Roccaraso e dirigente nazionale di Asshotel-Confesercenti – e Antonio La Torre, vicepresidente nazionale di Fiba-Confesercenti.
Molte le questioni sul tappeto, dalla necessità di rilanciare la promozione turistica alla scelta dei mercati, dalla riforma dell'Aptr alle questioni demaniali.
L'assemblea si è aperta tuttavia con una cattiva notizia: nella notte tra mercoledì e giovedì è infatti saltato l'emendamento parlamentare che avrebbe temperato gli aumenti dei canoni demaniali per le imprese balneari, che ora – a listini già pronti – si potrebbero ritrovare a dover pagare cifre superiori ai 20-30 mila euro a stagione.
«Bisogna affermare il brand Abruzzo», ha detto Giammarino aprendo i lavori, «salvaguardando l'identità verde-blu e dicendo un chiaro no alle perforazioni petrolifere. Bisogna integrare i prodotti turistici, esplorare nuovi mercati, potenziare l'aeroporto e promuovere una nuova qualità nei servizi. Ma per fare tutto ciò è necessario sbloccare risorse comunitarie, nazionali e regionali e qualificare la spesa pubblica nel turismo».
Quanto ai canoni, il vicepresidente nazionale di Fiba-Confesercenti Antonio La Torre ha denunciato una situazione incandescente: «Questa mattina le imprese si sono svegliate con una pessima sorpresa. Gli impegni da parte della politica non sono stati mantenuti, ma da parte abbiamo raccolto l'invito a mantenere i listini invariati e applicare tariffe ridotte per le famiglie nelle ore pomeridiane. Questa è un'imboscata che danneggia tutto il settore, in un momento delicato per tutti».
«E' una situazione delicata nella quale dovremo intervenire», ha assicurato l'assessore Mauro Di Dalmazio, «la notizia dei canoni l'ho appresa in questa sala solo stamattina, quindi occorre capire come agire. Ma ora è necessario che il turismo abruzzese riparta da una strategia condivisa, basata sulla lealtà reciproca, ed è giusto partire da una consapevolezza: il turismo non potrà avere le stesse risorse del passato».
Secondo l'assessore, che ha raccolto in questo senso l'indicazione contenuta nella relazione del direttore Giammarino, «bisogna concentrare le risorse sulle iniziative valide, in un'ottica di strategia condivisa e soprattutto unitaria: l'Abruzzo deve comunicare se stesso con una sola voce». L'assessore ha anche annunciato che sarà avviata una fase di revisione del Piano Demaniale Marittimo regionale.
«La fine improvvisa dalla giunta Del Turco ha messo il turismo in brache di tela», ha continuato l'assessore. «Si e' bloccato tutto cio' che stava partendo. Oggi, poi, il mercato e' fermo, non si muove nulla e prima di settembre ottobre e' difficile che la Regione Abruzzo possa riprendere a viaggiare a un certo ritmo, considerata la situazione ereditata».
Giammarino ha detto che il comparto turistico ha bisogno di venti milioni l'anno, tra fondi locali e non, di cui 10 per la promozione e 10 per gli investimenti, «mentre l'anno scorso siamo arrivati a un milione circa».
Le imprese attive nel settore turistico, in questa regione, sono 6.400, danno lavoro a 35mila persone, registrano un fatturato di un milione e 600 mila euro e contano 7 milioni e mezzo di presenze, assicurando l'8 per cento del prodotto interno lordo.

03/04/2009 9.35
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BALNEATORI IN RIVOLTA CONTRO IL GOVERNO

La mancata convalida, a costo zero, di un provvedimento, già approvato all'unanimità dalla Commissione Finanze e Attività Produttive della Camera dei Deputati con il parere favorevole del Governo, fa salire la rabbia dei balneatori.
Il provvedimento avrebbe dovuto far slittare a fine settembre di quest'anno l'applicazione di una norma sui canoni demaniali in attesa di approvarne uno nuovo.
«E' evidente», dicono i balneatori, «anche all'opinione pubblica, la contraddittorietà di questo atteggiamento con le dichiarazioni e gli impegni che il Governo ha più volte dichiarato di voler assumere per favorire la crescita delle imprese, lo sviluppo degli investimenti ed il mantenimento dell'occupazione in un momento così delicato per l'economia italiana».
Alla luce di questa inaspettata situazione, la Federazione Italiana Balneari aderente a Confesercenti conferma lo stato di agitazione della categoria e all'unanimità ha deliberato di sospendere a partire da oggi l'attuazione degli impegni assunti con il Dipartimento del Turismo e le Regioni per quanto riguarda il Protocollo d'Intesa firmato il 25 novembre scorso inerente la riforma dei criteri di calcolo dei canoni.
Verrà sospesa a partire da oggi l'attuazione del Protocollo d'intesa sulla trasparenza sui prezzi ed i servizi offerti dagli stabilimenti balneari sottoscritto con il Ministero dello Sviluppo Economico e la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo.
Saranno revocate le comunicazioni inviate agli associati finalizzate a garantire l'utilità del blocco dei prezzi nel corso della stagione estiva 2009 e sarà convocata entro il 20 di aprile le assemblee regionali della categoria per denunciare la crisi del settore ed organizzare una prima iniziativa di protesta come la chiusura di tutti gli stabilimenti balneari nella giornata del 1° maggio.
03/04/2009 10.38