Allarme Uil Scuola: «- 1400 posti in Abruzzo a settembre 2009»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3058

PESCARA. Il sindacato Uil ha lanciato l’allarme per il possibile taglio di 1400 posti nella scuola a partire da settembre prossimo. Oggi, alle 14, è stata indetta una manifestazione regionale contro «i tagli indiscriminati».

«Dal primo di settembre ci potrebbe essere un taglio di 999 posti del personale docente nelle scuole abruzzesi e un taglio di 400 posti del personale amministrativo tecnico ed ausiliario».
Questo è quanto emerge da uno studio della Uil Scuola che mette in relazione la previsioni di tagli, il numero dei probabili pensionamenti, l'organico attuale e quanti hanno un incarico a tempo determinato.
Per scongiurare questo pericolo e far sentire la propria presenza, i manifestanti si raduneranno davanti all'assessorato regionale politiche attive del Lavoro, Formazione ed Istruzione e Politiche Sociali, con sede a Pescara in Via Rieti n. 45.
Durante la manifestazione è previsto l'intervento del segretario regionale Uil Scuola, Enio Taglieri, che ha dichiarato: «con i tagli indiscriminati, fatti in via lineare si rischia di danneggiare sia la qualità dell'offerta formativa delle scuole, sia il lavoro del personale. Servirebbe, invece, un po' di tranquillità. Vanno confermati gli incarichi annuali – ha ribadito il segretario - tutte le energie e tutte le risorse devono avere questa finalità».
Nel corso della manifestazione, una delegazione sindacale composta anche da manifestanti, sarà ricevuta dall'assessore regionale alla Formazione, Paolo Gatti, al quale sarà consegnato un documento nel quale sono riassunti i problemi posti e la richiesta di intervento politico per limitare gli imminenti tagli, nonché la richiesta di estensione di ammortizzatori sociali al personale che potrebbe vedersi negare il rinnovo del proprio contratto di lavoro.
Lo stesso documento verrà inviato al direttore dell' ufficio relazioni sindacali (USR) , ai Prefetti, ai presidenti di Provincia, ai parlamentari abruzzesi.
«Le soluzioni che stiamo individuando nel negoziato con il Ministero ci confermano – ha continua Enio Taglieri - il quadro dei possibili interventi che come sindacato prefiguriamo: un organico di istituto arricchito, immissioni in ruolo per coprire il turn-over, incarichi pluriennali e l'attivazione di un tavolo interistituzionale sui precari a livello nazionale e parallelamente estendere anche modelli regionali di sostegno all'occupazione».

m.r. 26/03/2009 11.54

A CHIETI 400 POSTI A RISCHIO

CHIETI. «I tagli di fondi alla scuola mal si conciliano con le scelte delle famiglie nelle iscrizioni per il prossimo anno scolastico e con la necessità di investire in sviluppo».
È questa la voce del Pd provinciale per voce di Anna Paola Sabatini giovane dirigente.
Per la Provincia di Chieti a partire dal prossimo anno scolastico si parla di tagli al personale che si aggirerebbero intorno alle trecento unità per i docenti e ai circa cento elementi per gli ATA.
Un dato questo assolutamente allarmante su più fronti, per la Sabatini. «Uno di questi sicuramente la realtà dei precari che vedono così sfumare ogni reale possibilità di inserimento seppur temporaneo; socialmente allarmante poi il versante del ruolo che la scuola, soprattutto quella pubblica, dovrebbe svolgere nella società e che in questo modo non riuscirebbe sicuramente ad assolvere considerata la scarsità degli operatori a disposizione. Ancor più evidente, poi, il fatto che tagli così consistenti non potranno che incidere sulla qualità del servizio e sull'offerta del tempo scuola. In questo modo –continua la Sabatini- si disattenderebbero anche le domande delle famiglie che nelle iscrizioni hanno chiesto quasi all'unanimità la garanzia almeno delle trenta ore settimanali così come oggi funzionano la maggior parte delle classi».
Per l'esponente del Pd la situazione del sistema scolastico si fa «sempre più grave e soprattutto inadeguata ad un momento di grande crisi un cui la scuola dovrebbe essere strumento strategico per supportare le famiglie nel sempre più difficile compito educativo e per rilanciare l'economia.
Le strutture di formazione dovrebbero essere i luoghi in cui si investe in nuova conoscenza, leva fondamentale per far ripartire il sistema produttivo».
«Preso atto di questa urgenza –conclude Sabatini- faremo quanto possibile per sensibilizzare le istituzioni e tutta la società civile al problema attraverso iniziative che stiamo già programmando».

30/03/2009 10.44