La battaglia contro il Centro Oli è arrivata anche negli Stati Uniti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Da quindici giorni il centro Oli è ormai all’attenzione degli italiani in America.
[img align=left]http://farm4.static.flickr.com/3428/3387286630_a855ebd522_m.jpg[/img]Grazie ad un articolo dal titolo “Salvare l'Abruzzo dall'Olio nero” la vicenda ha attraversato l'Oceano ed è approdata sulle pagine di “Oggi7”, il magazine domenicale della rivista italiana più venduta negli Stati Uniti, “America Oggi”.
Campeggia in alto sulla copertina il titolo: «Non bucate l'Abruzzo!», appena sotto c'è la foto a tutta pagina della professoressa Maria Rita D'Orsogna.
Lei, fisico e professore di matematica applicata a Los Angeles, è diventata ormai il simbolo della lotta degli abruzzesi contro la petrolizzazione.
Intervistata da Marcello Cristo, la giovanissima professoressa ha ripercorso tutte le tappe della battaglia contro l'insediamento dell'Eni ad Ortona, svelando gli interessi delle amministrazioni, le reazioni della cittadinanza e della politica senza risparmiare attacchi pungenti.
Il primo politico a passare in rassegna è stato il sindaco di Ortona che «gestisce in esclusiva le attività portuali della città e fa parte di un consorzio di aziende locali sorto appositamente per fornire servizi petroliferi all'Eni. Da un lato dunque c'è il potere della sua giunta- ha dichiarato la D'Orsogna - di dare approvazioni di vario genere (come le modifiche al piano regolatore), dall'altro gli enormi interessi privati suoi e di pochi altri soci. Fratino è l'unico sindaco favorevole alla petrolizzazione dell'Abruzzo».
Ma poco prima delle elezioni regionali a seguito del “no” di Berlusconi all'insediamento estrattivo, Fratino aveva fatto un passo indietro dichiarando a PrimaDaNoi.it: «resto favorevole, ma ora è inopportuno».
Sempre rimanendo sui politici, la professoressa non ha risparmiato parole dure per il nuovo consiglio regionale e per l'assessore Daniela Stati: «L'attuale assessore all'ambiente a quasi due mesi dal suo insediamento deve ancora pronunciare una sola parola sul tema petrolio in Abruzzo».
Secondo il giornalista Marcello Cristo la lotta della D'Orsogna ha i connotati di una battaglia «tutta americana», forse per le modalità o forse per la “resistenza massiccia” della cittadinanza.
La professoressa l'ha definita «una battaglia informata», e forse il suo ruolo di “scienziato-condottiero” ne da conferma.
«Grazie all'impegno di varie associazioni, le comunità costiere sono informate, specie il pescarese ed il chietino.
«I teramani- ha detto la professoressa - si stanno mostrando abbastanza attivi ed agguerriti, presentando risoluzioni e promuovendo conferenze informative. Le loro economie sono molto centrate sul turismo e la prospettiva di una piattaforma petrolifera con fiammella desolforizzante visibile dalla costa non piace a nessuno».
«L'opinione pubblica è preoccupata per gli effetti sulla salute. Proprio in questo periodo i media, nazionali e internazionali, iniziano ad occuparsi delle conseguenze delle estrazioni in Basilicata. Dopo 15 anni di petrolio, la Lucania si ritrova con agricoltura e turismo distrutti, emigrazione, corruzione e tumori in aumento. Per gli abruzzesi è come vedere in anteprima ciò che potrebbe accadere da noi», ha spiegato la D'Orsogna.
«Non è che la gente sia necessariamente contraria alle estrazioni petrolifere: il fatto è che petrolio ed agricoltura, raffinerie e riserve naturali, non si sposano. E poiché l'Abruzzo ha già una sua vocazione, sarebbe come estirpare tutto quello che già esiste sul territorio in favore di un tipo di attività totalmente aliena e dai dubbi vantaggi economici».
Ma qual è la situazione ora e qual è il suo obiettivo principale al momento?, ha chiesto il giornalista. «In seguito a forti pressioni popolari, nel marzo del 2008, venne presentato in consiglio regionale una proposta di legge per una moratoria temporanea sull'attività petrolifera in Abruzzo. La moratoria è valida fino al 2010. Per il futuro spero che venga approvata al più presto una moratoria a lungo termine che vieti le operazioni petrolifere. Nel contempo vorrei che si sviluppasse negli Abruzzesi una maggior coscienza civica, di rispetto e di amore per la loro terra e che si capisse che il benessere economico passa anche per la salvaguardia ambientale e non certo rincorrendo le ultime e sporche gocce di petrolio del pianeta».

Manuela Rosa 26/03/2009 10.07

[url=http://www.oggi7.info/2009/03/09/1823-primo-piano-ambiente-salvare-l-abruzzo-dall-olio-nero]LEGGI L'ARTICOLO DI "OGGI7"[/url]