Tagli spese, per il centrosinistra «fallimento della maggioranza»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E' scontro tra centrodestra e centrosinistra dopo l'approvazione da parte dell’Assemblea del progetto di legge sul riordino degli enti regionali.



Se per il presidente Pagano «ci si sta muovendo nel solco degli impegni precisi che abbiamo assunto nei confronti della società abruzzese», per Camillo D'Alessandro (Pd) non c'è un vero rinnovamento.
«È un passo significativo», ha assicurato il presidente del consiglio regionale, che ha assicurato che si arriverà con una tempistica «rigorosa e precisa» alla definizione di un disegno «riformista e moderno».
Ma per il capogruppo del Pd, D'Alessandro, «nessuna innovazione, solo un azzeramento di quanto fatto precedentemente dalla giunta di centro sinistra per avere la possibilità di commissariare gli enti strumentali».
I consiglieri del Partito democratico hanno messo in evidenza come il centrodestra abbia bocciato le proposte di emendamento presentate dall'opposizione, «proposte che avrebbero inciso realmente sul processo di razionalizzazione della macchina amministrativa e sui costi della politica».
Per il Consigliere regionale Franco Caramanico «la commissione istituita dal governo di centrosinistra nella passata legislatura, costituita da dirigenti regionali, aveva già provveduto a compiere un'analisi puntuale volta a individuare quali potessero essere i rami secchi da tagliare e i costi da abbattere. Si era trattato di un lavoro efficace, che aveva portato al taglio delle indennità dei direttori e dei consigli di amministrazione dei consorzi dei rifiuti e alla soppressione di 27 organismi regionali. Un percorso che aveva portato anche alla predisposizione della legge di riordino dell'Arta, senza contare le ipotesi di accorpamento che avrebbero riguardato il settore del trasporti e dell'agricoltura».
«Dunque – conclude Caramanico – era un lavoro che andava salvaguardato perché era tutto in direzione di razionalizzazione degli enti e di contenimento dei costi della politica. Oggi invece ci troviamo di fronte con disegno di legge approvato che non ha ricevuto alcun parere legislativo dagli uffici preposti e che potrebbe essere in palese contraddizione con lo statuto regionale».
«La risposta di Chiodi e della sua maggioranza si è esaurita in chiacchiere», ha commentato invece Carlo Costantini dell'Italia dei Valori, «rispetto alla questione del taglio di pensioni e indennità dei consiglieri regionali e in ripetuti no, rispetto agli emendamenti relativi ai risparmi sugli ulteriori costi della politica derivanti dagli enti strumentali e dalle società regionali».
Per Costantini nel Consiglio regionale di martedì tutti gli emendamenti presentati per ridurre i costi della politica «sono stati respinti dalla maggioranza, con la motivazione della asserita necessità di conservare le mani libere, non imbrigliate da leggi che ridurrebbero la loro capacità di manovra».

19/03/2009 12.25