Giochi 2009, Pescante: «basta risse». Ma Febbo attacca ancora

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Se il commissario dei Giochi, Mario Pescante a cento giorni dall'inizio dei Giochi del Mediterraneo ha lanciato un appello chiedendo di sospendere le risse, l’assessore regionale Mauro Febbo torna all’attacco. * UN TAVOLO TECNICO PER RISOLVERE I PROBLEMI DEL VILLAGGIO
Pescante di rivolge ai vari protagonisti che in questi giorni si sono rincorsi in polemiche e accuse: «non imitate il Paese, lacerato da mille risse. Basta alle risse, gli esposti, i confronti, le riunioni. Stiamo tutti insieme».
Il commissario ha ammesso che i problemi ci sono e a chiesto di «affrontarli tutti insieme» e ha messo anche le mani avanti: «se le cose andranno male nessuno pensi di poter scaricare le colpe sugli altri».
Ma l'invito non è stato accolto da Mauro Febbo, uno dei più accaniti “accusatori” della gestione dei Giochi.
Per Febbo «siamo al momento della verità: dopo quasi tre anni di segnalazioni e denunce su ritardi e inadempimenti, i fatti danno ragione ad Alleanza Nazionale e al sottoscritto».
Per l'assessore all'Agricoltura «il Villaggio è ancora ben lungi dall'essere completato e, quando mancano cento giorni dall'inizio della manifestazione il rischio, oltre ai contenziosi legali che seguiranno, è che l'Abruzzo possa aggiungere una pessima figura a livello mondiale ad un'immagine uscita a pezzi dalle vicende giudiziarie della scorsa estate».
Febbo non si arresta e va avanti come un caterpillar, per buona pace di Pescante: «per realizzare quell'opera si è proceduto ad una variazione urbanistica che di fatto ha penalizzato tutto il resto della città di Chieti, ci si è “impossessati” di un Prusst la cui titolarità è dell'università “d'Annunzio” e le varianti concesse hanno avuto il via libera proprio in considerazione del rilevante aspetto pubblico delle opere da realizzare».
Ma non c'era, come non c'è tutt'oggi, alcuna certezza sull'acquisto del 65% delle strutture, ovvero della parte pubblica, perchè agli accordi sottoscritti con gli Enti prima «non sono mai seguite né delibere né impegni di spesa da parte di Asl, Università, Ater e Adsu».
«Il bubbone - dice ancora Febbo – è scoppiato in questi giorni, quando ho ribadito, come faccio da mesi, che per acquistare un bene, specie se di rilevante entità economica, e parliamo di 28 milioni di euro, un Ente pubblico deve ricorrere ad una gara d'appalto».Oggi in qualità di segretario provinciale di An Febbo ha invitato i consiglieri comunali di Chieti del suo partito di presentare un'interrogazione per sapere «cosa pensa l'assessore Carmelina Di Cosmo delle affermazioni di suo fratello a proposito delle inadempienze del Comune e se proprio non ha nulla da rispondere, farebbe bene a dimettersi».
«A qualcuno darà fastidio ma i fatti – conclude Febbo – mi hanno dato ragione dapprima sulla pessima gestione dei conti di Eurobasket 2007 (perchè non si presentano i libri contabili al Tribunale dopo che a distanza di un anno e mezzo non si riescono a pagare forniture per 7 milioni di euro?), poi sulle sorti del Villaggio e presto mi daranno ragione, anche stavolta documenti alla mano, sulla gestione dei Giochi del Mediterraneo dove nei conti si è già prodotto un buco milionario».

18/03/2009 14.24

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UN TAVOLO TECNICO PER RISOLVERE IL PROBLEMA DEL VILLAGGIO

CHIETI. Pacato o pagato? «No, dicevo al collega Daniele Becci che il tono è stato pacato e che forse in fondo al tunnel si comincia a vedere la luce. Magari ci avessero pagato...».
Stempera la tensione con una battuta l'ingegner Gianni Di Cosmo, all'uscita dell'incontro con il “Collegio di vigilanza sull'esecuzione dell'accordo di programma” sulla costruzione del Villaggio dei Giochi.
Risultato concreto, dopo le polemiche di questi giorni: l'istituzione di un tavolo permanente per affrontare tutti i problemi, al di fuori delle polemiche politiche e solo in vista del completamento dell'opera.
C'erano il Prefetto, la Provincia, il sindaco Ricci con gli assessori Febo e De Cesare, lo stesso Di Cosmo con il collega Becci.
I primi ad uscire i costruttori, che sono apparsi fiduciosi.
A seguire la Provincia e Ricci, anche loro sufficientemente ottimisti: «la riunione è stata molto proficua, grazie anche alla mediazione del Prefetto che si è dimostrato proprio in gamba – spiega il sindaco, che poi affiderà la sua valutazione ad un comunicato – è emersa la volontà comune del Collegio di sorveglianza ad interessare tutti gli Enti chiamati in causa per questo evento e per il Villaggio. Vogliamo risolvere rapidamente i contenziosi e c'è un impegno comune a concludere tutte le operazioni necessarie per consentire una manifestazione che darà lustro alla città ed all'Abruzzo».
«Tranquilli – sottolinea l'assessore Valter De Cesare – tutto quello che è passato per il mio assessorato è della massima linearità, garanzia e trasparenza dal punto di vista amministrativo. D'altra parte basterebbe leggersi i documenti prima di lanciare allarmi immotivati. Sta tutto scritto nella convenzione che regola la vicenda: date, obblighi, uso degli immobili ecc. ecc. Ci sono due settori: l'ospitalità degli atleti, con l'impegno incondizionato ad ospitarli, e il riuso degli edifici entro dieci anni».
In realtà l'attesa per la conclusione “pacifica” del Collegio era stata scandita prima dal comunicato dell'assessore Febo, che ribadiva le sue accuse, e poi dalle valutazioni “fuori microfono” di Becci e Di Cosmo.
Intanto 5 palazzine saranno pronte entro il 4 aprile. Si tratta di circa 150 appartamenti e a seguire saranno completati anche gli altri.
«Noi siamo in anticipo, potremmo finire anche a giugno, come da convenzione – dice Di Cosmo aiutato da Becci – a Torino hanno consegnato la sera prima.....».
E la vicenda dell'acquisto per la Casa degli studenti? «Si tratta di 25 mila mq, un albergo a 10 piani, 315 stanze con bagno: non la vogliono? Lo vendiamo come Hotel. Così per l'Auditorium dell'Università: se non lo volevano ci facevamo altri 200 appartamenti. Sapete quello che dispiace di più? Questo continuo attacco ad un lavoro che ci fa onore: un amico americano – conclude Di Cosmo - ci ha detto che abbiamo costruito il mattone italiano con il ritmo americano. Qui invece....».

Sabastiano Calella 18/03/2009 16.17