Enti regionali, no alle nomine per i rinviati a giudizio

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Consiglio regionale d'Abruzzo continuerà oggi l'esame del progetto di legge sui principi generali in materia di riordino degli enti regionali. * VENTURONI: «NON CI SONO SOLDI PER L’ISTITUTO CAPORALE» * VERI’: «URGENTE UN PROGETTO DI LEGGE SUL RANDAGISMO»


Ieri, mattina e pomeriggio, l'assemblea ha esaminato i 57 emendamenti che già nel pomeriggio sono stati oggetto di discussione in una riunione dei consiglieri primi firmatari, che il presidente del Consiglio, Nazario Pagano, ha definito «gruppo di lavoro».
Il progetto di legge fissa i criteri di riordino degli enti regionali determinandone il commissariamento; entro 180 giorni devono essere poi approvati dei provvedimenti per il riordino. Il testo riguarda gli organi delle agenzie regionali, quali direttore e collegio dei revisori dei conti, gli organi delle aziende regionali, e cioé i Cda e il collegio dei revisori dei conti, e gli organi degli istituti regionali, cioé presidente, comitato tecnico scientifico e collegio dei revisori.
Durante la discussione sono emerse differenze tra la maggioranza e l'opposizione di centrosinistra sui requisiti morali dei nominati.
In tal senso è stato approvato a maggioranza un emendamento che vieta la nomina di persone con condanne penali passate in giudicato per delitti contro la pubblica amministrazione.
Il centrosinistra aveva presentato un emendamento, bocciato in aula, nel quale si vietava la nomina di persone rinviate a giudizio per reati contro la pubblca amministrazione o condannati in primo grado per delitto non colposo o per reati ambientali o derivanti dalla violazione delle norme in materia di infortuni sul lavoro.
Altro tema di scontro è stata la fissazione del tetto di spesa in riferimento ai contratti dei nominati: in tal senso è stato bocciato un emendamento del centrosinistra che prevedeva un compenso lordo non superiore al 40% dell'indennità lorda dei consiglieri regionali.
A tal proposito è intervenuto il presidente della Giunta, Gianni Chiodi, il quale ha definito «pseudo-cattocomunista» la norma proposta nell'emendamento, sottolineando di non ritenere giusto negare la possibilità di attingere tra i privati i futuri responsabili degli enti regionali, al fine di assicurare maggiore professionalità ed efficienza.
L'affermazione di Chiodi ha determinato la reazione del capogruppo dei Comunisti Italiani, Antonio Saia, il quale ha detto che in tal modo si «offende un uomo valoroso come La Pira».
Il voto è slittato e oggi la discussione continuerà.

18/03/2009 9.45


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VENTURONI: «NON CI SONO SOLDI PER L'ISTITUTO CAPORALE»

L'AQUILA. E' stata discussa ieri in Consiglio regionale l'interpellanza, presentata dal consigliere regionale del PD Claudio Ruffini, per chiedere al presidente Chiodi e all'assessore Venturoni se vi era la disponibilità a ripristinare nella proposta di bilancio 2009 il finanziamento all'Istituto zoo profilattico “G. Caporale”.
Si tratta di un importo non inferiore al contributo previsto dalla Legge Regionale 104/95, tuttora vigente (circa 1 milione di euro).
Inoltre nel testo presentato da Ruffini si chiedeva notizie in merito al progetto di Centro Ricerche per la Pesca e l'Acquacoltura, da realizzarsi presso la zona portuale di Giulianova presentato alla Regione il cui costo pari a circa un milione di euro servirebbe per adeguare una struttura esistente messa a disposizione mediante un contratto di comodato d'uso dall'Ente Porto.

L'assessore regionale Venturoni ha risposto all'interpellanza affermando che la sopravvivenza del Centro di Biologia Marina di Giulianova non è collegato al finanziamento regionale e che l'IZS in forza di una delibera regionale della giunta Del Turco ha «abolito ogni rapporto di rendicontazione con la Regione».
Venturoni ha poi aggiunto che «è inammissibile che l'unico modo che la Regione ha per conoscere i bilanci dell'ente è quello di rivolgersi alla Regione Molise»e che la situazione attuale dell'IZS «sembra essere un'isola di autarchia, dove vi è un commissario da 16 anni».
Venturoni ha di fatto poi annunciato che non ci sono i soldi per ripristinare il finanziamento e che se anche vi fossero è necessario prima ripristinare una serie di rapporti con la Regione, come la rendicontazione di bilancio, poi eventualmente si penserà al contributo.
Una risposta ritenuta insoddisfacente dal consigliere Ruffini che ha commentato la presa di posizione di Venturoni come la volontà di «non prendere nessun impegno serio».
Ribadendo l'importanza della rendicontazione di bilancio, Ruffini ha poi aggiunto che «a stabilire un contributo all'IZS vi è una specifica Legge Regionale, la 104/95. La Giunta deve decidere se continuare a finanziare l'IZS, che con il Centro di Biologia Marina di Giulianova svolge un ruolo importante per la salute delle acque e del pescato e rappresenta un Centro di ricerca all'avanguardia per l'Abruzzo».
Inoltre secondo il consigliere regionale di Giulianova «Tale intervento eviterebbe la delocalizzazione del Centro dall'Abruzzo al Molise, permettendo all'Abruzzo di preservare l'unico presidio scientifico di questo genere nell'Adriatico tra Ancona e Bari».
Ma a quanto pare la giunta del teramano Chiodi è «una giunta che non risponde e non prende nessun impegno serio con i cittadini abruzzesi. Tanti proclami, come la rivoluzione meritocratica, il rilancio della ricerca e dell'innovazione , ma nei fatti solo parole al vento».
18/03/2009 10.43

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VERI': «URGENTE UN PROGETTO DI LEGGE SUL RANDAGISMO»

«Un progetto di legge sul randagismo che armonizzi le norme regionali precedenti e le integri con le ultime direttive sulla materia decise dal Ministero della salute».
E' quanto ha preannunciato la presidente della Quinta Commissione del Consiglio regionale dell'Abruzzo Nicoletta Verì (Pdl).
«Anche in Abruzzo il randagismo rappresenta un'emergenza sociale a cui bisogna porre rapidamente rimedio – ha sottolineato sottolinea la Verì – per cui c'è la necessità di un intervento legislativo che, nel garantire la tutela dell'animale, individui con puntualità i compiti dei vari soggetti pubblici nonché le prerogative delle associazioni animaliste e dei privati».
«Ciò – spiega l'esponente del Pdl – per stabilire quali siano gli obblighi assegnati ai proprietari, alle Asl e agli enti locali ed evitare la sovrapposizione di deleghe o, peggio ancora, il rimbalzarsi di colpe».
Da questo punto di vista il sottosegretario Francesca Martini ha emanato un'ordinanza che parla chiaro: il possesso di un cane presuppone un'acquisizione di responsabilità tanto nei riguardi dell'animale quanto nei confronti della salvaguardia della pubblica incolumità e alle autorità preposte spetta il compito di vigilare affinché tali prescrizioni siano rispettate».

18/03/2009 10.43