La politica reagisce al "decalogo" del vescovo Valentinetti

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2192

PESCARA. Sabato mattina il Vescovo Tommaso Valentinetti, della Diocesi di Pescara e Penne, ha consegnato un decalogo ai politici locali che unanimemente è stato definito un documento «laico ed importante».

Monsignor Valentinetti ha dichiarato durante l'incontro con i politici, all'Oasi dello Spirito, che lo spunto dal quale è nato un documento, che tanto assomiglia alle tavole dei dieci comandamenti, è la «disaffezione del cittadino nello scegliere chi deve governarlo». Tra i punti più importanti del decalogo si trovano parole come: partecipazione, trasparenza, responsabilità, rispetto, legalità, coerenza, merito, limite di mandato. Si dice “no” invece alla corruzione, alla rissa, alla calunnia e al clientelismo. I commenti positivi da tutte le parti politiche non si sono fatte attendere e sono state espresse anche durante l'incontro stesso. Anche le forze politiche non presenti hanno voluto comunicare il loro apprezzamento per il documento della Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana.

PESCARA IN COMUNE: «VALENTINETTI GRILLINO AD HONOREM»

L'associazione Pescara In Comune by amici di Beppe Grillo ha espresso in una nota «grande soddisfazione nell'accorgersi che anche la Chiesa, attraverso il vescovo di Pescara, ha abbracciato le tematiche che Grillo e noi grillini portiamo avanti da anni. E' una grande soddisfazione accorgersi che idee come trasparenza, 'democrazia ascendente' (ovvero democrazia partecipativa), promozione della legalità innanzitutto attraverso l'esempio, la politica come servizio temporaneo e non indeterminato, la coerenza politica, la salvaguardia dell'ambiente ecc. ecc. vengano promossi da un autorevole rappresentante religioso come mons. Valentinetti.» Continua l'associazione Pescara In Comune: «Leggendo i dieci comandamenti della politica verrebbe da pensare che il vescovo si sia ispirato al pensiero grillino. Chiederemo a monsignor Valentinetti d'iscrivesi alla nostra associazione visto che ne condivide in toto i principi fondamentali!»
Gli esponenti del movimento di Grillo si chiedono: «chissà cosa hanno pensato i politici locali presenti sabato alla conferenza promossa da mons Valentinetti; chissà cosa avrà pensato Del Vecchio e i rappresentanti locali del PDmenoL, pensando alla lettera scritta pochi giorni fa per attaccare la magistratura locale; oppure Albore Mascia pensando alla propria coalizione, che annovera ben 11 parlamentari condannati in via definitiva; o ancora Masci pensando alla sua altalena politica da un partito a una lista e così via; chissà infine cosa avranno pensato tutti quei consiglieri con doppi e tripli incarichi (De Dominicis e Pastore ad esempio)».

PASTORE: «SENZA LEGALITA' NON VI PUO' ESSERE MORALITA'»

Il senatore Andrea Pastore (PDL) non ha potuto partecipare di persona all'incontro per un impegno già preso precedentemente, ma in una missiva al Vescovo ha espresso il suo apprezzamento per il decalogo. «Nell'operare quelle scelte che è chiamato a compiere, chi è stato eletto dai cittadini ha il dovere di individuare, tra le varie possibili opzioni, quella più utile alla comunità e non ad interessi particolari, spesso confliggenti con quelli generali, quando, addirittura, non si tratti di meri interessi personali o di gruppi ristretti», si legge nella lettera di Pastore.
Ed ha aggiunto: «Il rispetto delle leggi poste a presidio delle attività pubbliche costituisce una precondizione per ogni discussione sulla questione morale. Certamente la osservanza delle norme è connaturata in chi ha una forte coscienza morale ma è altrettanto vero che il sistema politico-istituzionale deve contenere in sé gli anticorpi per allontanare i disonesti e per impedire che gli onesti divengano disonesti» Anche Pastore, come altri politici hanno fatto intervenendo durante l'incontro, ha addossato buona parte delle “colpe” ai partiti ai quali «spetta darsi delle regole che garantiscano la selezione interna e soprattutto la trasparenza delle scelte che i loro dirigenti sono chiamati a compiere in occasione ed a seguito delle competizioni elettorali».

ACERBO: «TROPPI POLITICI USANO STRUMENTALMENTE LA RELIGIONE CATTOLICA»

Il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, era presente all'incontro con il vescovo ed ha subito giudicato positivamente il decalogo che i vescovi abruzzesi. Acerbo ha poi aggiunto: «non confido nella conversione a una "nuova moralità" di tanta parte dei presenti che, non se ne abbiano per la sincerità, hanno rivestito il ruolo di ignavi o addirittura di protagonisti nella degenerazione della vita pubblica». Acerbo considera il documento di Monsignor Valentinetti «una netta presa di posizione, di una rottura con una mentalità e una prassi egemone nei nostri territori alla quale vaste fasce della popolazione sono assuefatte. L'unico modo per restituire fiducia nelle istituzioni democratiche ed evitare la disaffezione dei cittadini è una "politica eticamente sostenuta"». Acerbo ha definito una vera e propria boccata d'ossigeno la regola del decalogo che auspica la dimissione dall'incarico di quel politico che cambia casacca. «Ritengo fondamentale la sottolineatura dell'importanza della "trasparenza riguardo ai patrimoni personali" e colgo l'occasione per rilanciare la proposta dell'anagrafe pubblica degli eletti che Rifondazione ha già fatto approvare in Regione e alla Provincia di Pescara» ha concluso il consigliere regionale.

m.r. 16/03/2009 14.06