Intersindacale:«I ticket non servono: ridurre gli sprechi veri»

Alessandro Biancardi

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Intersindacale:«I ticket non servono: ridurre gli sprechi veri»
ABRUZZO. «Altro che ticket: qui si colpiscono i cittadini incolpevoli invece di prendersela con le vere cause del saccheggio delle casse regionali».

E' la dura accusa di Walter Palumbo, responsabile dell'Intersindacale sanitaria che raggruppa 13 sindacati del settore secondo il quale «si continua a non voler colpire chi ha abusato dei soldi pubblici. Da oltre 10 anni denunciamo questo schifo, ma nessuno – né destra né sinistra – ci ha ascoltato. Per trovare il ticket come soluzione non serviva un Commissario governativo, già in passato è stato imposto e con risultati sempre negativi».
A ticket ormai decisi, è fuori tempo la dura presa di posizione dell'Isa (intersindacale sanitaria abruzzese) contro ulteriori tasse per ripianare il debito sanitario?
Non sembrerebbe: questo ennesimo grido di allarme dei 13 sindacati del mondo della sanità ripete con molta chiarezza i perché dell'opposizione a questi balzelli, ma soprattutto ripercorre le tappe del dissesto.
I nomi ed i cognomi dei responsabili del saccheggio delle casse pubbliche vengono ripetuti ancora una volta.
«Invece di adottare di nuovo il ticket o di aumentare Irap e Irpef – commenta Palumbo – ci saremmo aspettati che il nuovo Governo regionale adottasse finalmente quelle decisioni (chiusura di piccoli ospedali, nuove funzioni assistenziali delle strutture sanitarie private, etc.) che vanno ad incidere sulle cause del dissesto. Ma evidentemente ci sono forze che ancora decidono per tutti. Stiamo ancora subendo le conseguenze delle decisioni del tandem Pace-Domenici, quelle che hanno messo in crisi il sistema sanitario, ed ora ci ripropongono una minestra riscaldata. Siamo contrari perché il ticket è una scorciatoia che non ci porta da nessuna parte. Ed è l'ennesima mancata risposta alle aspettative dei cittadini».
Secondo l'Intersindacale, basterebbero due o tre anni di cura dimagrante degli sprechi per ripianare il debito.

LE PROPOSTE

Queste le proposte dell'intersindacale:

1) la revoca immediata delle delibere del primo trimestre del 2005 adottate dalla Giunta Pace (Assessore alla Sanità Vito Domenici) che hanno concesso a tutte le strutture sanitarie private di eseguire prestazioni di specialistica ambulatoriale, di diagnostica strumentale (TAC, RMN, etc.) e prestazioni di fisioterapia a gogò portando la spesa in tali settori a cifre esagerate;

2) la revoca immediata delle delibere del primo trimestre del 2005 adottate dalla Giunta Pace (Assessore alla Sanità Vito Domenici) che hanno concesso alle strutture sanitarie private di effettuare prestazioni di ricovero ospedaliero, di ricovero in riabilitazione ex-art.26 e di ricovero in RSA e in RA a tariffe “generose” che a tutt'oggi, nonostante la loro validità fosse stata fissata al 31 dicembre 2007, sono ancora operative e che andrebbero drasticamente ridimensionate modificando le bozze dei nuovi contratti oggetto di lunghe e infruttuose riunioni;
3) la revoca immediata delle delibere della Giunta Del Turco (Assessore alla Sanità Mazzocca), che hanno concesso a nuove strutture sanitarie private la possibilità di effettuare prestazioni riabilitative ex-art. 26 e prestazioni riabilitative termali (una di queste, adottate in precedenza dalla Giunta Pace, garantisce addirittura il soggiorno presso un albergo ristrutturato ad hoc in una nota località turistica regionale....luogo di nascita di un ex Assessore alla Sanità);
4) la messa in rete di tutti i posti letto, messi a disposizione dai reparti ospedalieri pubblici e dalle strutture sanitarie private, con i Pronto Soccorso ospedalieri nelle aree aziendali di riferimento per dare appropriatezza “garantita” ai ricoveri;
5) il recupero, dopo attento controllo e dopo apposita contestazione, delle somme attribuite alle strutture sanitarie privata per prestazioni che le stesse hanno erogato in discipline mediche e chirurgiche non accreditate dalle normative regionali;
6) l'applicazione obbligatoria della legge n° 405/2001, non ancora inspiegabilmente voluta dall'Assessorato alla Sanità, per garantire attraverso i servizi farmaceutici ospedalieri la distribuzione diretta (a prezzi scontati!) di farmaci alla dimissione da ricoveri ospedalieri ordinari e in day-hospital effettuati nelle strutture pubbliche e private per tutto il tempo necessario a trattare la patologia che ha determinato il ricovero, di farmaci a pazienti ospiti di strutture riabiliative, residenziali (RSA,RA) e a pazienti in Assistenza Domiciliare Integrata;

La possibilità, qualora quanto segnalato al punto 6 non possa essere attuabile in tempi brevi, di stipulare:
a)-una convenzione con le strutture erogatrici del Privato che preveda la consegna del farmaco al paziente dimesso dopo un ricovero o sottoposto ad una visita specialistica che le stesse provvederebbero a prelevare presso le farmacie ospedaliere;
b)-una convenzione con le residenze sanitarie assistite e con i centri residenziali che preveda l'approvvigionamento presso le farmacie ospedaliere dei farmaci prescritti dai medici curanti ai pazienti ospitati in tali strutture.

Sebastiano Calella 14/03/2009 10.12