Canoni ed erosione: i balneatori scrivono a Di Dalmazio

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Piano demaniale marittimo, canoni, erosione della costa, Giochi del Mediterraneo.

Sono alcuni dei temi affrontati nella lettera che la Fiba-Confesercenti, l'associazione più rappresentativa dei balneatori abruzzesi (oltre 250 soci su un totale di 500 concessionari) ha scritto all'assessore regionale al demanio, Mauro Di Dalmazio.
«Chiediamo alla Regione Abruzzo di riappropriarsi del ruolo che le leggi in materia di concessioni demaniali le hanno assegnato», dice infatti il presidente di Fiba-Confesercenti Antonio La Torre, «perché a tutt'oggi ancora non sono chiari i procedimenti amministrativi del caso: spesso sono svolti con modalità differenti che producono disparità di trattamento tra concessionari, a partire dalla vicenda dei rinnovi delle concessioni che nonostante sono automatici a tutt'oggi alcuni comuni non rilasciano i rinnovi».
I balneatori chiedono dunque «l'adozione di un regolamento unico regionale per la gestione unitaria amministrativa del demanio marittimo che stabilisca regole uniche per tutto l'intero territorio costiero regionale, la revisione del Piano demaniale marittimo Regionale emanando principi generali ed eviti la caccia alle streghe che l'attuale Piano sta determinando».
Fra le priorità non può che esserci, secondo Fiba-Confesercenti, la «salvaguardia dell'esistente legittimamente realizzato, altrimenti vengono disincentivati gli investimenti per ammodernamento e ampliamento dei servizi con perdita di competitività delle nostre imprese, il libero accesso e transito all'interno della concessione con libertà di scelta del concessionario dove e come realizzate l'attraversamento».
Alla Regione i balneatori di Fiba-Confesercenti chiedono inoltre «un impegno a far approvare al più presto il Protocollo sulla Riforma dei canoni demaniali nel “decreto salva crisi” in discussione, già con pareri positivi sottoscritto dal consiglio dei ministri, dalle regione, e dalle commissioni parlamentari. Perché da troppi anni (dalla finanziaria 2003 che stabilì l'aumento del 300%) si aspetta la soluzione definitiva», ma anche un intervento massiccio contro l'erosione della costa specie a Alba Adriatica, Martinsicuro, Lungomare Rodi Giulianova, Pineto nord, Casalbordino, e un intervento per sostenere l'accesso al credito, reso difficile per le imprese balneari a causa della precarietà della concessione (durata limitata nel tempo).
«Questi» conclude La Torre «sono gli argomenti maggiormente trattati su cui da tempo gli imprenditori aspettano risposte certe, ma altri vorremmo portare all'attenzione dell'assessore in un incontro che auspichiamo avvenga al più presto: mentre molte attività industriali, nonostante si nutrono di sostegni pubblici, puntino a delocalizzare le loro attività verso altri lidi, il turismo non è assolutamente delocalizzabile in quanto la materia prima e proprio la nostra regione».

14/03/2009 10.00