Multe, patenti, ricevute: l’Adiconsum fornisce "consigli per l’uso"

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L’Adiconsum (associazione difesa dei consumatori e ambiente) ha divulgato degli utili opuscoli per i cittadini. Un vero e proprio vademecum per sapere quanto conservare i documenti, come funziona la patente a punti, come ricorrere per contestare una multa.


I concisi ma efficaci opuscoli dell'Adiconsum dal titolo “Okkio a…” hanno lo scopo di aiutare il cittadino a non incappare in brutte situazioni e a sapersela cavare anche dove l'iter burocratico risulta farraginoso e complicato.

CONSERVARE PER NON PAGARE DUE VOLTE

Quanti di noi si sono trovati nell'incresciosa situazione di dover pagare per la seconda volta un bollettino? Sarà sicuramente capitato ai più, vuoi per sbadataggine, vuoi per “ignoranza” dei tempi di conservazione dei documenti. Ricevute fiscali, fatture e scontrini sono documenti che siamo tenuti a conservare per poter dimostrare, qualora fosse richiesto, l'avvenuto pagamento. Nel caso un pagamento ci venisse richiesto dal creditore dopo un certo tempo fissato dalla legge, il debito si estingue per “prescrizione”, e nessuno potrà più pretenderne il pagamento. L'Adiconsum ha stilato delle tabelle che indicano per ogni documento i relativi tempi di “conservazione”.
Prima di gettare bollette, ricevute di affitto e di spese condominiali e le ricevute delle rate del mutuo è meglio aspettare 5 anni. Così anche per le multe, l'assicurazione e le dichiarazioni dei redditi. Il tempo è più lungo (10 anni) per altri documenti come il Canone Rai e gli estratti conto bancari. Invece, non bisogna azzardarsi a gettare via mai i documenti relativi ai contributi previdenziali e gli atti di compravendita della casa.

Ma è sempre meglio, come consiglia l'Adiconsum, avere un po' di “ritardo strategico” quindi conversare i documenti per qualche tempo in più rispetto alle prescrizioni di legge. Infatti i termini di rivalsa per i titolari dei crediti possono venire prorogati anche di mesi.

LA PATENTE A PUNTI

La patente a punti è un meccanismo, introdotto in Italia dal luglio 2003, attraverso il quale ad ogni conducente di un veicolo viene attribuito un punteggio di 20 punti. La patente però può sempre essere sospesa. I punti vengono decurtati in caso di violazioni del codice della strada. Invece, in caso di “condotta virtuosa” il punteggio si incrementa di 2 punti ogni due anni, fino ad un massimo di 30 punti. Il punteggio perso può essere recuperato anche frequentando dei corsi specifici presso le autoscuole. Il saldo dei punti si può controllare su www.ilportaledellauomobilista.it o chiamando il numero 848782782 (solo da fisso, costo urbana). Il numero di punti che vengono decurtati è legato alla gravità della violazione compiuta. Dieci sono i punti tolti se si guida in stato di ebbrezza o se si supera di 40km/h il limite di velocità. La decurtazione diminuisce a 6 punti se si passa con il rosso o non ci si ferma allo stop. Queste violazioni possono anche sommarsi ma in una sola volta possono essere tolti al massimo 15 punti. Alla perdita totale del punteggio consegue la revisione della patente, con la ripetizione degli esami teorici e pratici.. Però durante questo periodo il conducente può continuare a guidare. E se la persona che guidava non era il proprietario della macchina? Basta che il proprietario comunichi, entro 60 giorni, i dati personali e della patente del responsabile della violazione.

MULTE, COME FARE RICORSO?

Per prima cosa, a chi mandare il ricorso? Il ricorso deve essere inoltrato al Prefetto oppure al Giudice di Pace del luogo dove è stata accertata l'infrazione entro 60 giorni dalla consegna del verbale vero e proprio, che può avvenire al momento o per posta. Chi presenta ricorso al Prefetto in caso di esito negativo può rivolgersi al Giudice di Pace. Se il ricorso viene accolto il Prefetto ne dispone l'archiviazione, mentre in caso contrario l'automobilista multato deve pagare il doppio della somma messa verbale. In caso di esito negativo anche di fronte al Giudice di Pace si può presentare un ulteriore ricorso alla Corte di Cassazione, entro 60 giorni dalla notifica della sentenza

m.r. 13/03/2009 11.07