Debiti e bilanci, D’Amico (Pd): «i conti di Chiodi non tornano»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Le cifre non tornano» è quanto dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale Giovanni D’Amico.
Per lui «i dati resi pubblici martedì dal presidente Chiodi in ordine al debito regionale devono essere depurati di circa 400-450 milioni di euro».
Per D'Amico «il debito del sistema sanitario regionale, stimato in 2 miliardi e 655 milioni di euro al 2007, va ridotto di tale cifra».
E il vicepresidente, ex assessore al Bilancio nella giunta Del Turco spiega: «le somme che la Regione ha pagato nel corso del 2008 per conto delle ASL, per il rimborso dal Governo di somme relative a debiti degli anni precedenti il 2006 e contabilizzate sui bilanci delle ASL nel 2008, restituiranno una riduzione del debito che permetterà di attestare la situazione reale della Regione non a 3 miliardi 982,7 milioni di euro, ma a circa a 400-450 milioni in meno: dunque in coerenza con i dati da me diffusi ieri».
«Condivido che la situazione sia problematica e comunque ritengo sia gestibile – prosegue l'esponente del Pd – apprezzo molto che il presidente escluda il ricorso a maggiori imposizioni fiscali, un obiettivo al quale abbiamo tenuto in via prioritaria dal 2006; valuto positivamente anche la determinazione con la quale Chiodi chiederà la rimodulazione dell'accordo per il piano di risanamento del sistema sanitario, al fine di ottenerne una maggiore flessibilità, fino a mostrare una volontà di contrasto con il governo nazionale, ove si opponesse».
«Ribadisco – dice ancora D'Amico – che nell'ambito del bilancio 2009 si potrebbe già chiedere l'iscrizione dei circa 60 milioni derivanti da maggiori entrate fiscali riferite agli anni 2006-2008, ottenendo di destinarli al sostegno del sistema economico regionale, piuttosto che a copertura dei debiti sanitari pregressi, ai quali si potrebbe invece fra fronte con misure finanziarie».
«Su un ipotesi condivisibile – garantisce il Vicepresidente – nell'interesse dell'Abruzzo, siamo disposti ad un confronto costruttivo».
«Una cosa è certa – conclude D'Amico – definita la fase di trasparenza e di informazione, rispetto alla quale mi sembra che le cifre sostanziali coincidano, credo che sia giunto il momento per il Governo e per le Istituzioni Regionali di fare presto e bene, per evitare che dopo il 2008 anche il 2009 sia un anno perso per gli abruzzesi».
12/03/2009 8.27